Il pecorino cinese
Vorrei sapere, dr Lubrano, se è vero che in Cina adesso producono anche il nostro formaggio pecorino.
Il falso made in Italy ha raggiunto ormai in tutto il mondo un fatturato di 50 miliardi di euro. C’è il provolone del Wisconsin, la mozzarella del Minnesota, la salsa blognese prodotta in Australia e la conserva di pomodoro Californiana.
E vuole che manchi la Cina? Il parmigiano laggiù si chiama “parmeson” e il pecorino, sardo o romano che sia, è proposto in bella confezione. Solo che invece della pecora, accanto al nome del prodotto, compare una mucca!
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di byron il 01/1/70
ma secondo lei riusciremo mai ad avere un organo certificatore nazionale visti gli interess...
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marzo 21st, 2007 at 13:54
Segnalo un’iniziativa:
http://www.italymade.it
Sembra una proposta valida contro la contraffazione e a favore dei prodotti italiani
marzo 22nd, 2007 at 17:47
L’iniziativa è senz’altro lodevole.
Il volontarismo può però non essere sufficiente se non affiancato da un organo certificatore nazionale ed ufficiale come il Ministero delle attività produttive.
I prodotti elettrici, ad esempio, sono provati dall’IMQ (Istituto Marchi di Qualità ) che dipende dallo Stato.
marzo 23rd, 2007 at 11:56
già ,
ma secondo lei riusciremo mai ad avere un organo certificatore nazionale visti gli interessi economici dei grandi che delocalizzano la produzione?