Il linguaggio-spia
Come milioni di altri cittadini assisto all’edificante spettacolo che danno due protagonisti della vita politica italiana, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini e mi colpisce soprattutto il linguaggio che adottano per farci sapere che non vanno più d’accordo.
“Dalla fogna li ho fatti uscire, nella fogna li faccio tornare”, dice Silvio riferendosi ad An e al suo leader.
“Con me dovrà fare i conti Berlusconi” – replica Gianfranco – “e mica è eterno lui: io ho vent’anni di meno..”. Come a dire che prima o poi l’ex-premier eccetera, non oso scriverlo.
E pensare che fino all’altroieri si spartivano il sonno, Fini era adirittura accusato di appiattirsi su Berlusconi e non immaginava, forse, che il fondatore di Forza Italia lo considerasse un abitatore delle fogne. Di punto in bianco l’amore è finito, l’inimicizia è esplosa. Ma che stima avevano l’uno dell’altro, prima?
E’ proprio vero che il linguaggio è la spia migliore dei rapporti umani.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Intl Network "Salviamo l'Italia dalla mafia nazifascista di Silvio Berlusconi" il 01/1/70
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Tre...
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novembre 23rd, 2007 at 13:32
Prodi o Berlusconi? A casa tutti e due con la loro coda di idioti e nullafacenti che pensano solo ai loro interessi personali
Cambiano i suonatori ma la musica resta la stessa, chissa se riusciremo a cambiare anche i direttori di orchestra con tutti gli strumenti? me lo auguro, anche perchè siamo arrivati alla frutta (ho voluto essere ottimista)
novembre 24th, 2007 at 10:41
Dott Lubrano,
mi scusi l’off topic Scusate l’Off Topic ma penso che sia di interesse pubblico:
http://dambra.wordpress.com/2007/11/23/italiait-il-governo-a-generazione-attiva-non-avete-diritto-daccesso
Grazie
Andrea D’Ambra
novembre 25th, 2007 at 12:47
Fondamentale è stata la spinta mediatica del noto portale d’informazione
Grazie a Italymedia.it aboliti i costi di ricarica
L’iniziativa era partita dall’impegno di un intraprendente studente che ha indetto una petizione che ha raggiunto quota 800.000 firme
Quando da qualche mese a questa parte gli utenti delle varie compagnie di telefonia mobile si accingono a caricare la carta prepagata corrispondente al proprio numero telefonico vengono subissati da raggianti ed entusiaste vocine automatiche o da uno sventolìo di pubblicità adescanti e convincenti, che ricordano come tutto il costo di una ricarica corrisponda a reale traffico telefonico, lasciando trapelare manifestamente che quella grave ingiustizia perpetrata per anni a danno dei consumatori che era rappresentata dai costi fissi di ricarica è finalmente stata abolita. La voce con magistrale enfasi oratoria o le sfavillanti e calamitanti pubblicità si sforzano di ostentare meriti inesistenti appalesandosi artefici di un epocale cambio di rotta verso gli interessi dei fruitori del servizio che comportano inevitabilmente un sacrificio deliberato e doloroso da parte dei “poveri” gestori, spingendo e imprigionando nelle paludi dell’inganno i meno avveduti tra gli utenti. Ma, anche se la maggior parte di chi è costretto ad avvicinarsi al servizio di ricarica per poter utilizzare il telefono cellulare conosce perfettamente la genesi dello storico provvedimento che ha condotto all’abolizione del disdicevole dazio, ci sembra opportuno rammentarla ai più labili di memoria. Ed è bene chiarire che, pur se il tutto si è raggiunto con una delibera governativa, se non ci fosse stata una vigorosa spinta popolare, probabilmente il costo fisso in questione scivolerebbe ancora bellamente nelle casse voraci dei gestori, in netta controtendenza con la linea tracciata e seguita nel resto d’Europa.
Il tutto è partito dalla lodevole iniziativa di uno studente, Andrea D’Ambra, che ha profuso energie incommensurabili impegnandosi nell’avviamento e nella gestione di una mastodontica macchina organizzativa finalizzata ad una petizione che ha raggiunto l’incredibile traguardo di circa 800.000 firme. Sarebbe stato in verità impossibile il conseguimento di un obiettivo tanto clamoroso, senza l’apporto fondamentale di alcuni strumenti mediatici di cui il promotore si è avvalso lungo l’arduo e tortuoso tragitto. A partire dalla spinta informativa del comico Beppe Grillo e del suo gettonatissimo blog che ha dedicato ampi spazi all’iniziativa. Ma decisivo è stato l’apporto propulsivo del Portale dell’Informazione Nazionale Italymedia.it e del suo direttore Antonello De Pierro che ha sostenuto e nutrito la divulgazione del progetto avvalendosi anche delle frequenze della nota emittente radiofonica Radio Roma di cui è uno storico conduttore. Il giornalista, che è anche presidente del giovane movimento “L’Italia dei Diritti” così si è espresso sull’argomento: “I consumatori italiani dovranno per sempre essere grati a questo eroico e fenomenale studente, ed è davvero biasimevole il fatto che un simile risultato non abbia tratto linfa vitale da un impegno forte degli organi rappresentativi, istituzionalmente deputati alla presentazione e alla promulgazione di leggi, che nel frangente si sono dimostrati clamorosamente miopi e distratti”.
agosto 23rd, 2008 at 21:51
Questo FINI lo si nota dal viso che e’ un pseudo. Apparentemente si comporta in questa maniera perche’ non trova un lavoro migliore che possa soddisfare suoi bisogni…in frase breve e’, un:
l….c… l’Irronia e’ che il BRIANZOLO lo riconosce!!!
novembre 13th, 2008 at 22:54
Berlusconi: la mafia che ti spia
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Last night Berlusconi saved Xuxluxklan
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Tre cose da vomito assoluto di Silvio Berlusconi ( e sua massonazimafiosa gang), delle ultime settimane:
a)“Tg3 ( l’unica tv non ancora a 90 gradi di fronte a lui) parla troppo, ( inteso come parla croppo aaaaaa) presto li tutto dovra’ cambiare”.
Cosa, detta, niente meno che da Marcello Dell’Utri, anzi, Marcello “macello” Dell’Utri. “Macello”, come gia’, per il suo VEEERO capo di sempre, ossia il piu’ grande trafficante di droga, al mondo, di tutti i tempi, il mafiosissimo, Stefano Bontade: why macello? Perche’ a lui il Marcello “macello” Dell’Utri, sempre chiedeva di far ammazzare, alcuni, cosidetti “scomodi”, a destra, e (specialmente), “ a sinistra” nei 70s. Marcello macello Dell’Utri, che fece sparare a morte, come “ringraziamento”, di tutto cio’, al Bontade stesso, su ordine di Silvio Berlusconi, affinche’ i due incamerassero un mare di soldi il Bontade diede loro da riciclare in Ma..f..ininvest. Marcello “macello” Dell’Utr,i ossia un massone quasi satanista, crudelissimo, che si finge dell’Opus Dei ( come dettoci personamente da un referente importante di questo carisma notissimo Cristiano), un affiliato mafioso, e in maniera ufficialissima, alla famiglia sanguinariissima dei Malaspina di Palermo.
b)“Basta dire cose negative, da ora in poi sempre allegria, solo ed esclusivamente ottimismo, sempre e solo far sapere notizie positive”. Come imposto, da ora in poi, dal mafioso e nazifascista Silvio Berlusconi stesso.
Siamo ormai a delle vere e proprie Pravde neoHitleriane, al pensiero unico fascistissimo, anzi, fascismodernissimo. D’altronde, da sempre, tutti i regimi dittatoriali, fan scrivere sui muri, o dire in tv “ tutto bene, avanti cosi’, siamo i primi in tutto” e balle putrefatte, simili. Lo faceva Pol Pot, prima ancora Pinochet, prima ancora Hitler, prima ancora Mussolini, prima ancora Re Sole, prima ancora Re Erode. La storia, da sempre, si ripete: Italia, ormai, schifosissima dittatura lercia, ma..f..ascistissima.
c) Obama Barack, per noi, promise benissimo, ha iniziato, ora, ufficialmente, ancora meglio. Preinizio’ snobbando Silvio Berlusconi, durante il suo viaggio in Europa di alcuni mesi fa, ha iniziato, non prendendo la sua telefonata, ma si, quella, di altro mezzo mondo politico. E neanche ritornandola, come invece ha fatto con l’altro ancora mezzo mondo politico. Qs ha fatto schizzare il mandante di assassini, mafioso, camorrista, ndranghetaro, fascistissimo, Silvio Berlusconi, anzi, visto il caso, diremmo, Silvio Berlusxuxluxcloni, che apposta lo ha voluto provocare nazirazzistissimamente dandogli dell’abbronzato e qs in linea con Gianfranco Fini che sei mesi fa disse, manco fosse il piu’ assassino degli Afrikaner sudaficani: “ mai un negro alla Casa Bianca”. Niente da fare: chi assomiglia a Silvio Berlusconi, ossia chi e’ un massonazimafioso piduista complottardo scafato, da sempre, lo adora. Chi e’ come lui: un criminale, un killer, un delinquente, un codardo, un falso, un ladro, un corrotto, un corruttore, un abusatore di zoccoline varie, lo difende. Chi invece e’ per bene lo schifa. Felicissimi che Obama, abbia dimostrato di essere parte di questi secondi, come noi, che abbiam tifato Obama Barack gia’ da fine 2006, allorche’ gli sfigati eran pro lui, e i fighettini, pro Hillary Clinton, uno che defini’ Berlusconi “ un gran uomo”, solo perche’ dei fascismoderni Lions clubs come lei, prima delle elezioni salva Italia del 06, e che con qs, perse ogni ns futuro supporto.
Scrivo al plurale, perche’? Perche’ siamo un network internazionale di italiani e non, appena nati, da pochi gg, con nome: “ SALVIAMO L’ITALIA DALLA MAFIA NAZIFASCISTA DI SILVIO BERLUSCONI”, e qs e’ il ns primo post, a rileggerci, sicari mafiosi, anzi sicari ma..f..ascisti, Berlusconiani, permettendo, obviously.
Alleghiamo due posts di un italiano all’estero che stiam seguendo e non disprezziamo, due posts dell’eroe anti”Berlusxuxluxclones”, Michele Nista; uno che si e’ dimostrato, incredibilmente preveggente, sulla caduta, di Wall Street, gia’ a partire da un anno e mezzo fa, e che “similprofeto’”, allora, ossia 15 mesi fa, il livello dove il Dow sarebbe arrivato, 8000, tra i risolini, le menzogne e le delegittimazioni di tutti i porci mafascisti Berluscones, allorche’ il Dow stesso valeva il 70 pc in piu’, rispetto a 8000 stesso.
Titolo dei posts dell’uomo che Silvio Berlusconi, tantissimo teme, e complotta, anche a morte, l’eroe antiBerluscones, Nista Michele: “il pensiero di Nista” e ” zio Michele alias Michele Nista” . “NEVER GIVE UP ON A GOOD THING”, cantava il grande Al Jarreau: let’s do it, from now, till ever with the Berlusxuxluxclooneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeees
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1- Il pensiero di Nista 15.10.08
Nel Settembre 2007 parlai con Paolo stesso, piu’ o meno per caso, dopo lunghissimo tempo che cio’ non accadeva, al telefono. Il Dow era 13.500. Lui era bearish, ma io molto piu’ di lui. In tanti si aspettavano il rally ottombrin/natalizio verso 15.000, del Dow stesso. Mi ricordo che quel giorno uno Spirito infuocatissimo mi travolse mentre conversavo con lui e gli dissi, rossissimo in faccia, col cuore battente a mille: “il Dow prima delle elezioni Us del prossimo anno, andra’ a 8.000, se non sotto, se hai le palle scrivilo, come on, scrivilo”.
Due gg dopo, di nuovo, settembre 2007, egli scrisse ” e se crollasse a 8000″? Il post, di certo, dovrebbe essere ancora li. Il valore del Dow era ben superiore a 13.000 in quei giorni. Prevedere una cosa del genere era un po’ come predirre che meta’ pianeta Terra, entro 9 mesi, sarebbe andato a sparire totalmente ( anche se pero’, se andiamo avanti cosi’…): possibilita’ di far brutta figura enormi, bella, scarisissime.
Il Dow ebbe picchi in su la scorsa primavera ma noi insistemmmo nelle nostre visioni. Anzi, la scorsa primavera stessa, io scrissi spesso che se Bernanke avesse voluto smettere di fare “l’Enrico Cuccia”, il simil burattinaio del caso, Lehman e Morgan Stanley sarebbero potute fallire. E cio’ mentre il Dow, intanto, era tornato a 13.500 e i giornali piu’ importanti parlavano tutti di crisi ” sicuramente finita”.
La prima banca delle due sopracitate che Bernanke teneva in vita, poi, Lehman, falli’ per davvero, la seconda, Morgan Stanley, ha bombole di ossigeno salva vita, ovunque, oggi piu’ che mai ( solo perche’ super repubblicana), senza le quali, per me, avrebbe gia raggiunto la prima di cui sopra, da settimane ( non che ci goderei, ma la realta’ , per me, e’ qs; ed e’ figlia di estremissima aggressivita’, spessissimo ” over the border”, da ogni punto di vista, che le due banche han posto in essere, dal 1991 in qua).
La mia visione, poi, di un Dow sotto l’8000, del 9.07, venerdi scorso, si e’ incredibilmente realizzata. Ho sentito quel giorno, pero’, che il tutto, ormai, stava diventando come ballare sul Titanic, prima che lo stesso potesse andare ad inabissarsi.
L’Fmi, nello scorso weekend, infatti, disse che tutto era ormai vicino alla fine di tutte le banche del mondo. Venerdi scorso, inoltre, col Dow a 8.400 piu’ o meno, sentii pure che la festa per i ribassisti era ormai finita, e che era ora di comprare, aggressivamente, e ne scrissi subito in vari posts, sotto forma di ” commenti”.
Non che non si potesse scendere oltre, ma che la festa, ossia che i guadagni facili, vendendo per poi ricomprare, era piu’ o meno finita. La mia visione del Dow iniziante per 7 e di 4 numeri, crollato quasi del 50 per cento in poco piu’ di un anno, si era realizzata.
Ora ne ho un’altra. Mercato che volera’ di nuovo a 13.500, esatto da dove scese, guarda caso, 14 mesi fa, in caso di vittoria di Obama, mercato depressissimo, affossato tra 8.300 e 6.500, in caso di vittoria di Mac Cain.
Nervoso, su e giu, imprevedibile, tra qui e l’election day. Con occhi puntatissimi ai sondaggi. Siamo in mano agli elettori Usa ? No, per me in mano alla Cia. La Bbc stessa e non TelePolPotinternational, ha detto pochi giorni fa in un megadocumentario sulle elezioni Usa , che Bush vinse solo grazie a furbate della Cia, nel 2000 e nel 2004. Ufficialmente. Spero che la Cia capisca che la politica, la democrazia, la sopravvivenza dell’intero Pianeta Terra, ha bisogno di alternanza, di cambi anche radicali di linee decisionali. E che il mondo, ora, di un leader Usa e quindi, un po’, dell’intero nostro pianeta stesso, che riduca tensioni e venti di guerra globale ( grandi parole di Obama, per me, quelle che disse 4 mesi fa: “abbattiamo tutti i muri”), ne stra necessita. In qs caso, se la Cia cio’ capira’, e non bluffera’, e non truffera’, di nuovo, i mercati letteralmente voleranno, e in relativamente poco tempo, torneranno al livello da cui iniziarono a crollare 14 mesi fa.
Saluti, Michele Nista
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2- Zio Michele alias Michele Nista, 31.10.08
Anch’io, come Paolo, sento molta puzza di bruciato su qs gap sempre piu’ allargantesi tra Btp e Bund. Nonostante in qs giorni mi sia beccato un influenzone alla superFantozzoni, la mia passione per il ” what’s going on”, mi ha voluto far parlare con alcuni ( due o tre)dirigenti di primarie merchant banks qui a Londra ( magari, freschi freschi di fusioni ” salva posto di lavoro”o situazioni simili). Al mio chiedere loro un feeling su qs gap che si allarga, esatto come fanno le crepe nei muri prima di un terremoto, o crollo, essi mi han dato TUTTI una risposta che ho trovato, per quel che mi riguarda, davvero raggelante: ” democracy issues”. Piaciono sempre meno qui all’estero le foto in prima pagina del Corriere, che inquadrano un clima da ” guerrina civile” stile 70’s, che ormai, parrebbe, e’ davvero iniziata in Italia ( tipo quelle riguardanti studenti di Milano, di una decina di giorni fa o di Piazza Navona, di un paio di giorni fa). Cosi’ come le posizione antiecologiche di Berlusconi ( critiche addirittura da un uomo di, davvero dx, come Nikolas Sarokozy) o il suo voler azzerare le preferenze, e quindi, diciamolo pure, la democrazia, in vista delle elezioni europee. Siccome sono, piu’ o meno, un bastian contrario nato, in un mondo, dove quasi tutti han paura a mettere le dita sui punti piu’ delicati, per via delle ritorsioni che cio’, specialmente in Italia, comporta ( non Paolo B., di solito, pero’, gliene do’ atto), a me sorge spontaneo farlo. Se no, chi mai capira’ che cosa? Passiamo ora, pero’, al leit motiv per cui si dovrebbe scrivere qui, la finanza ( peccato pero’ che se “la finanza” esista ancora, e’ perche’ la stessa e’ appena stata salvata dalla “politica”; e quindi si e’ ormai fusa, e’ un tutt’uno, con la politica; e quindi ” bis”, provare a parlare di Borsa, ma non di politica, lo trovo davvero un esercizio ipocritissimo, alla tre scimmiette: ” don’t wanna hear, listen, talk”).
Borsa: ho letto su internet che qualcuno, ovviamente sorpreso, forse, anche, scioccato, da alcune cose, per me davvero definibili “soprannaturali”, avvenute in qs blog, in qs ultimi 15 mesi, sta’ cercando di delegittimare, screditare lo stesso, indebolirlo, macchiarlo, scrivendo delle menzogne davvero ridicole, ( sorry, ma non so’ come altro si potrebbero definire; che sia qualcosa di simile alla famosa “invidia”? penso di no, la chiamerei, di piu’, ” pezzenteria”).
In un mondo che vive di marketing e comunicazione, pero’, non si puo’ darla vinta alle bugie altrui. Lo dico, come da mio carattere, con molto senso di understatement e, quindi, con assoluto ribrezzo per lo sbruffonismo, ma, son costretto, dal non vero citato altrove, ora, a doverlo esprimerlo: io, Michele Nista insieme a Paolo Barrai, da settembre 07 in qua, sulla direzione dei mercati, non abbiamo ancora “ciccato” nulla. Per lo meno quando lui ha scritto rappresentando me, o quando io, direttamente, lo feci, in italianeggiante o italiano misto a inglese, spagnolo, portoghese e anche un po’ di ” terrun”, esso, fosse. Se lo scrivo e’ perche’, di certo, immagino, prima o poi, accadra’ che erreremo, ma non e’ giusto che cio’ lo si faccia avvenire, mentre ancora non si e’ verificato ( per ragioni politiche, ideologiche, filosofico/massoniche o chissa che).
Scritto piu’ velocemente possibile, perche’ anche per me, e’ giustissimo il detto ” chi vive di passato, e’ ormai gia’ quasi andato”. Beccammo tutto il calo del Dow ( insistendo anche quando sembrasse che lo stesso volesse risalire potentemente; 3.08) e addirittura il minimo, ossia un qualsiasi livello sotto l’8000, e con 14 mesi di anticipo. Lo predimmo nel 9.07, mentre lo stesso era 13.500, ossia il 75 per cento sopra un eventuale 7.999. Vi e’ pure un post a tal riguardo, datato ” inizio autunno 2007″. Tre venerdi fa, alle ore 13, RIPETO, ALLE ORE 13 ( perche’ dietro qs dettaglio si nascose il ” diavolo” delle “marachelle” col naso lunghissimo, altrui), quindi ben prima che Wall Street aprisse, io qui scrissi che quel giorno si sarebbe dovuto comprare ( mentre altrove scrissero che esprimemmo cio’ il lunedi seguente, bugia davvero ridicola, scritta di certo sapendo che essa e’ tale; quindi, ” double fault”) e quello stesso di’, la nostra visione di un Dow di 4 numeri col primo di questo tipo, 7, fatta gia’ 14 mesi prima, incredibilmente si avvero’. FU COME SE UN INCREDIBILE, INIMMAGINABILE CERCHIO, SI CHIUSE.
Da li il mercato sali’ il 25 per cento, ripeto, il 25 per cento. Non penso che avremmo dovuto scrivere anche ” ora vendete”, il mondo, se lo dirige qualcuno, per quel che mi riguarda, questo qualcuno e’ il Creatore, non certo piccoli “bloggherini” come me, o noi, qui. Scrissi simultanemante, in quei giorni, una frase inequivocabile, ” riempitevi di dollari”, e il dollaro fu poi superstar, ( nonostante il taglio dei tassi), di qs ultime settimAne. Finita la fase di “rialzo stellare”, pur se breve, del Dow, scrissi che il mercato avrebbe avuto da quel momento all’election day, forti oscillazioni, che non sarebbe piu’ stato unidirezionale, e che sarebbe stato ” worth it” fare scalping e non piu’ puntare sulla scontata ” minestrina calda” di un Dow sempre andante in giu o in su. E anche qs avvenne. Scrissi anche che un feeling di vittoria di Obama avrebbe fatto salire il mercato e cosi’ viceversa, e anche qs, mi pare, che nelle ultime due giornate, si stia avverando. Io continuo nella mia visione: vittora di Obama, mercato andante, tra lot of up and down, RIPETO, ANDANTE, TRA LOT OF UP AND DOWN, in direzione di 13.500 di Dow Jones ( cosa gia’ da me scritta, E PER PRIMO, SUL WEB, un mese fa).
Vittoria regalata dalla Cia, come tutte le tv del mondo ormai asseriscono, stile “Miami 2000″ o “Ohio 2004″ a Mac Cain, significante invece mercato scendente a 6.500 e li impaludantesi. Ovviamente accompagnato da debolezza del dollaro pure.. Dico di piu’, tutto qs parlare di recessione, per me, in caso di vittoria di Obama Barack, con gli indici e il dollaro ( TRA VARI UP AND DOWN), continuanti a salire, col tempo, svanira’. Per me finira’, insomma, come quando Ronald Reagan lascio’ lo scettro a Bill Clinton: tutto “recedente” e giu prima, tutto ” migliorante” e su, poi.
A proposito, qs blog, quando a 4 mani, mie e di Paolo Barrai ( ma di certo, non solo), scritto, sembrerebbe letto ( per lo meno sempre piu’), anche in paesi esteri, anglosassoni ma non solo, addirittura in Usa . Un americano ha commentato in inglese, facendo cut and copy di “du righe” che scrissi qui, che il mio vedere un mercato salente in caso di vittoria di Obama, e’ sbagliato, perche’ solo i repubblicani farebbero salire il Dow, da 20 anni in qua e non i democratici. Mi viene da ridere, in quanto trovo davvero funny ( e non dico altro, perche’ la mia salute ancora febbricitante, mi fa’ necessitare ” quite times” e non tempestuosi times) che io possa dover dire a un americano, che, davvero, sia successo, nel suo paese. A parte la ovvia reazione in su, del Dow Jones, dopo un po’ di mesi, a seguito del crash del 87, il Dow stesso letteralmente VOLO’ durante gli 8 anni di Clinton. Gli 8 anni di Bush jr, invece, ce lo han ridato mezzo morto. Il Berlusconianissimo ( e quindi pure super Bushista) Lamberto Cardia, addirittura, ci dice, che al momento, qs Dow Jones, e’ “piu’ malconcio di quello eventuale del 29″. AND THESE ARE FACTS DEAR READER OF OURS, AND NOT IDEOLOGIES!
Input finale: se Obama vincera’, anche se potrebbe sembrare troppo tardi, mi butterei sui dollari, In caso di sua guida ” del mondo”, penso che un euro tornera’ a valere piu’ o meno 95 centesimi di dollaro, forse, anche, meno. E punterei anche sulla borsa Brasiliana, se il Dow salira’, il Bovespa lo fara’ ancora di piu’, e cosi’ anche il real, che rivedrei, in quel caso, a uno e settanta contro un dollaro ( ora e’ circa 2,10).
E punterei a tutto cio’, sul breve, evitando di avere troppe posizioni overnight: la storia la determinano le novita’, gli eventi del giorno dopo e non le visioni, che servono, aiutano, posson anche far la differenza, ma mica dirigono i fatti. Scusate se ho voluto, anzi, dovuto, mettere qualche puntino sulle i, ma gia’ potra’ succedere che sbaglieremo di nostro, far passare cose che abbiamo azzeccato, per nostri errori, con intenzioni malevoli, disoneste, francamente, mi sembrava troppo. Mi dispiace che Ennio Doris di Banca Mediolanum abbia notoriamente fatto comprare tonnellate di titoli alla propria clientela da 14 mesi in qua, e che la stessa, ora, si senta in una situazione drammatica, ma noi decidemmo di rimanere liquidi fino a tre settimane fa. Poi, qualcuno sul rialzo dei mercati vendette, altri no. Per chi ha ancora titoli ( tipo, forse, un certo Paolo, che spero non sia parte del team di Mercato Libero, anche perche’ li mi sembrano vi siano tutte persone alla mano e non antipatiche), io li terrei: se vincera’ Obama, come qui, a Londra tutti danno per scontato ( e quindi, a me, da Obamianissimo, qs un po’ mi preoccupa, mi fa’ toccare…) per me, diventeranno oro……..Cia e “vera democrazia” permettendo.
Saluti, a tutti, “disinformatori ad arte”, compresi, Michele Nista.
Ps 1 per gli stlakers, invece, anche piuttosto grezzi e ignoranti, anti Paolo B. ( dal quale di certo mi divide cio’ che divide l’Italia dal 94 in qua, l’essere pro o contro Berlusconi; detto qs, pero’, quando si e’ persone civili e specialmente ” democratiche dentro”, cio’ non deve e puo’ essere un problema; solo gli allocchi, infatti, secondo me, cadono nel tranello del ” divide et impera” che i potenti spesso e volentieri, tramano, “ad hoc”) : per me Paolo, ha fatto bene a non consigliare di fare opa su Mediaset, sia eticamente, che a livello di business view. Per il sottoscritto, anche le Mediaset di Barclays son di Berlusconi, come tutte le altre ” esterovestite”. E Mediaset e’ forte, solo perche’ i, di lei, inserzionisti, sottoscrivono solo alla stessa, della pubblicita’, e cio’ per “vincoli fraterni” ( tanto e’ vero che Berlusconi disse una frase, per me, mostruosissima, alcuni giorni fa: ” ordinero’ ai miei “cari” di non pagare piu’ un centesimo in pubblicita’ alla Rai, e cosi’ la faro’ fallire”; disse ” ordinero’, nota bene; per me e’ un Gran Maestro alla Licio Gelli, ormai, lo scopriremo solo tra 40 anni, ma per me, e’ cosi’).
Se “Grillo y el pueblo” diventasse padrone di Mediaset, finirebbe per far pubblicita’…. solo al blog di Beppe Grillo stesso, per quel che mi riguarda, ” purtroppo”. Fidatevi di Paolo Barrai, e’ di certo un po’ uno squalo ( e in quale lavoro si rende se si e’ degli addormentati?), ma di quelli con un po’ di fiuto, oltre che con notevolmente veloce capacita’ di comprendonio. Aggiunta poi a non scarso livello di competenza, come cosi’ pure, a, per me, importantissima, passione civica.
Ri-saluti, a “Pablo Barrai y todos los Barraiones”.
Ps 2 scordavo: per me lo spread Btp/Bund raggiungera’ quota 145, let’s see
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“SALVIAMO L’ITALIA DALLA MAFIA NAZIFASCISTA DI SILVIO BERLUSCONI”