50 anni dopo
Sto leggendo l’Eneide di Virgilio curata da Vittorio Sermonti per Rizzoli. E’ un’emozione continua. Più di 50 anni dopo il mio liceo ritrovo intatti nella memoria certi versi del poema: “Infandum, regina, iubes renovare dolorem..”- per esempio – che Sermonti traduce così: “Tu vuoi, regina, ch’io rinnovelli un impronunciabile strazio…”. Ma il latino stesso che tante insofferenze suscitava allora, adesso mi pare una lingua dal suono magico. La traduzione del grande interprete di Dante, così lucida, così moderna, così rispettosa all’un tempo dell’originale, fa diventare leggero un volume di oltre 700 pagine.
E poi c’è un’altra gioia che fornisce la lettura: rivedi i volti della scuola, risenti il profumo di quegli anni, le voci dei professori (e che professori allora!), ritrovi l’innocenza di certi sentimenti..
da Antonio Lubrano
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