Abitudini di un tempo
Gentile Lubrano, una volta dal negoziante sotto casa i clienti di scarso reddito “mettevano a conto”, come si diceva allora. Ossia facevano segnare su un quaderno la spesa e pagavano a fine mese. Adesso al supermercato non è possibile.
Per mettere un piatto a tavola devo fare un prestito e pago a rate. E’ vita questa?
Sì, è un segnale del malessere di tante famiglie italiane, di quelle che hanno redditi varianti da mille a 2500 euro mensili. Sono le famiglie che figurano tra i maggiori clienti delle finanziarie. Pensate che sono nate alcune società di credito al consumo che si sono specializzate in prestiti destinati al pagamento delle bollette di luce, gas,telefono e acqua o alla spesa settimanale. Il tasso è del 4,50% per somme che vanno dai 500 ai duemila euro.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di RAFFAELE il 01/1/70
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settembre 6th, 2007 at 18:06
Caro Lubrano, mia moglie è disoccupata, abbiamo un bimbo di 7 mesi, guadagno 1400 euro al mese.
La nostra fortuna è che siamo proprietari della nostra abitazione e riusciamo a non fare debiti ed a pagare tutto in anticipo.
Però un dubbio “nasce spontaneo” ma non è che troppi di noi vogliamo fare i passi più lunghi delle nostre gambe? Non è che pur non avendone le possibilità non vogliamo privarci di nessuna comodità che il consumismo impone? Altrimenti non mi spiego i tetti pieni di parabole, i parcheggi sempre colmi e i cellulari sempre accesi…
un saluto dalla Sua Procida