Sicurezza informatica
Come qualche giorno fa, oggi affrontiamo il tema della sicurezza informatica.
Molte persone mi hanno chiesto di parlare delle password che controllano gli accessi alla nostra vita informatica.
Come facciamo ad avere una password sicura?
Come facciamo a ricordarla?
Ebbene, mi sono fatto aiutare dallo stesso esperto che ci parlò del phishing, Luca Sartoni, neoacquisto di Communicagroup.
Cosa succede quando utilizziamo la stessa password con diversi servizi sulla rete?
Chi volesse carpire la nostra identità (reputazione, nome, soldi) e spenderla sulla rete non dovrà fare altro che arrivare alla nostra casella di posta, luogo che concentra tutte le informazioni più sensibili della nostra vita digitale.
Per arrivare al nostro domicilio informatico non dovrà fare altro che sfruttare la nostra propensione all’utilizzare la stessa password su più servizi diversi. Gli sarà sufficiente pedinarci digitalmente raccogliendo tutti i frammenti che lasciamo cadere sul nostro cammino. Un nome in un forum, un soprannome in un newsgroup, un gruppo musicale preferito su myspace.
Tutti questi frammenti, uniti ad una sola password marginale possono permettere l’accesso alla nostra email e tutto quello che contiene: codici della banca, elenco dei nostri amici, collegamenti diretti tra la vita in rete e quella di tutti i giorni.
Ma come scegliere una password diversa per ogni servizio utilizzando unsistema facile da ricordare? Ecco un metodo semplice ma efficace.
Si sceglie una parola che farà da base alla password, per esempio
“gatto”. A questo punto si prende il nome del servizio, per esempio
“ebay”. Il trucco sta nel miscelare efficacemente queste due parole. Il metodo che propongo è piuttosto curioso e richiede un pizzico di
pratica: le due parole messe in fila risultano “gattoebay”. Per renderle molto più efficaci sarà sufficiente digitarle premendo i tasti sulla tastiera posti una fila sopra alle vere lettere. In questo modo una “A” diventa una “Q” e una “N” diventa una “H”. Il risultato dell’esempio diventa “tq5593gq6″. Si è creata una password molto resistente ma che comprende al suo interno una base facile da ricordare e il nome del servizio che abbiamo deciso di utilizzare.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Valerio il 01/1/70
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giugno 28th, 2007 at 11:18
Ottima soluzione, non c avevo mai pensato.
La metterò subito in pratica……
giugno 28th, 2007 at 23:53
Bella idea…da utilizzare subito!
Grazie Antonio!
agosto 27th, 2007 at 04:13
bella cazzata, secondo me.. basta trovarsi con una tastiera non qwerty (comuni fuori dall’italia) che mandi tutto a ramengo. è un palliativo.