Un compasso.
“I nostri scolari non conoscono il valore degli oggetti: se cade la gomma a terra o la matita colorata, non la raccolgono. Papà o mamma gliene procureranno un’altra. Figli dell’usa e getta”. Me lo ha raccontato una insegnante da poco in pensione dopo 30 anni di scuola. E io ho risentito sulla guancia il bruciore di uno schiaffo di mia madre quando alle medie dimenticai in cortile un compasso. “Tuo padre ha guadagnato i soldi per comprarlo con il sudore della fronte”. Non so per quanto tempo, da ragazzo, ho avuto la sensazione che tutto ciò che toccavo in casa era un po’ umido….
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Fedepunica il 01/1/70
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giugno 1st, 2007 at 23:40
Posso riportare solo che ho discusso in un forum dove era stata posta la provocatoria domanda: “dove sono i genitori quando i figli ….”.
E’ una domanda attenta di chi osserva i fatti e ne cerca la spiegazione. Pochi purtroppo specie in questa epoca, che ritengo sia dominata dalle immagini della TV passivamente accettata, si pongono il quesito.
Tralasciando la casualità dell’assenza del genitore che poteva avvenire diversi decenni addietro e che era inevitabile e accettata nella limitatezza del suo verificarsi, bisogna dire che l’assenza del genitore da tre decenni ad ora è una dannosa prassi ormai convenzionale di questa nostra epoca.
Essa è determinata da alcuni fenomeni immediati e da altri indiretti.
Il lavoro a cui si recano entrambi e contemporaneamente i genitori, priva la prole di vigilanza e soprattutto di formazione dato che questa viene affidata a saltuari e cangianti tutori anche estranei al nucleo familiare e, quasi sempre, privi a loro volta del patrimonio culturale necessario a guidare ed educare gli affidati.
Intruppati disordinatamente, disomogeneizzatamente e anarchicamente con altri coetani o peggio con altri di maggiore età, i ragazzi costituiscono di fatto un nuovo gruppo sociale in cui è ancora assente o quasi il concetto della socialità organizzata con regole, ricerca un proprio equilibrio di convivenza etologica dove ben presto si formano i ruoli di dominatori e dominati secondo quella scala di valori dettati dall’animalità istintiva basata sulla forza e sul tornaconto individuale.
In questo contesto ecco che si passa dal soggetto che sfida irriguardosamente gli adulti, che siede sulle spalliere delle panche poggiando i piedi sul sedile, sino ad arrivare, proporzionatamente alla propria indole e alle influenze subite, alle violenze, angherie di gruppo, furti, droga, uccisioni…..
Per contro è frequente che il genitore assente per lavoro, specie le madri perchè più sensibili, si sentano in colpa per la propria assenza e che la vivano come se abbiano negato la propria presenza a fianco della discendenza. Il senso di colpa viene allora combattuto con l’elargizione facile di cose a volte anche costose ed effettivamente lontane dal tenore di vita che il reddito effettivo della famiglia può sostenere, Viene spesso così creata una generazione di viziati, ingrati, despoti indifferenti e insaziabili secondo un copione che non sempre ricalca tutti e contemporaneamente questi caratteri.
Ritengo quanto esposto causa dei profondi mutamenti intervenuti nella società..
E taccio dell’assenza della figura del nonno, non più presente nelle attuali famiglie e prima riferimento di spicco che sommessamente esercitava una influenza forse maggiore di quella dei genitori, per non trasformare questo blog in un trattato altrimenti pesante.