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	<title>Commenti a: Un compasso.</title>
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		<title>Di: Fedepunica</title>
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		<dc:creator>Fedepunica</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Posso riportare solo che ho discusso in un forum dove era stata posta la provocatoria domanda: &quot;dove sono i genitori quando i figli ....&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ una domanda attenta di chi osserva i fatti e ne cerca la spiegazione. Pochi purtroppo specie in questa epoca, che ritengo sia dominata dalle immagini della TV passivamente accettata, si pongono il quesito.&lt;br /&gt;
Tralasciando la casualità dell’assenza del genitore che poteva avvenire diversi decenni addietro e che era inevitabile e accettata nella limitatezza del suo verificarsi, bisogna dire che l’assenza del genitore da tre decenni ad ora è una dannosa prassi ormai convenzionale di questa nostra epoca.&lt;br /&gt;
Essa è determinata da alcuni fenomeni immediati e da altri indiretti.&lt;br /&gt;
Il lavoro a cui si recano entrambi e contemporaneamente i genitori, priva la prole di vigilanza e soprattutto di formazione dato che questa viene affidata a saltuari e cangianti tutori anche estranei al nucleo familiare e, quasi sempre, privi a loro volta del patrimonio culturale necessario a guidare ed educare gli affidati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intruppati disordinatamente, disomogeneizzatamente e anarchicamente con altri coetani o peggio con altri di maggiore età, i ragazzi costituiscono di fatto un nuovo gruppo sociale in cui è ancora assente o quasi il concetto della socialità organizzata con regole, ricerca un proprio equilibrio di convivenza etologica dove ben presto si formano i ruoli di dominatori e dominati secondo quella scala di valori dettati dall’animalità istintiva basata sulla forza e sul tornaconto individuale.&lt;br /&gt;
In questo contesto ecco che si passa dal soggetto che sfida irriguardosamente gli adulti, che siede sulle spalliere delle panche poggiando i piedi sul sedile, sino ad arrivare, proporzionatamente alla propria indole e alle influenze subite, alle violenze, angherie di gruppo, furti, droga, uccisioni…..&lt;br /&gt;
Per contro è frequente che il genitore assente per lavoro, specie le madri perchè più sensibili, si sentano in colpa per la propria assenza e che la vivano come se abbiano negato la propria presenza a fianco della discendenza. Il senso di colpa viene allora combattuto con l’elargizione facile di cose a volte anche costose ed effettivamente lontane dal tenore di vita che il reddito effettivo della famiglia può sostenere, Viene spesso così creata una generazione di viziati, ingrati, despoti indifferenti e insaziabili secondo un copione che non sempre ricalca tutti e contemporaneamente questi caratteri.&lt;br /&gt;
Ritengo quanto esposto causa dei profondi mutamenti intervenuti nella società..&lt;br /&gt;
E taccio dell’assenza della figura del nonno, non più presente nelle attuali famiglie e prima riferimento di spicco che sommessamente esercitava una influenza forse maggiore di quella dei genitori, per non trasformare questo blog in un trattato altrimenti pesante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posso riportare solo che ho discusso in un forum dove era stata posta la provocatoria domanda: &#8220;dove sono i genitori quando i figli &#8230;.&#8221;.</p>
<p>E’ una domanda attenta di chi osserva i fatti e ne cerca la spiegazione. Pochi purtroppo specie in questa epoca, che ritengo sia dominata dalle immagini della TV passivamente accettata, si pongono il quesito.<br />
Tralasciando la casualità dell’assenza del genitore che poteva avvenire diversi decenni addietro e che era inevitabile e accettata nella limitatezza del suo verificarsi, bisogna dire che l’assenza del genitore da tre decenni ad ora è una dannosa prassi ormai convenzionale di questa nostra epoca.<br />
Essa è determinata da alcuni fenomeni immediati e da altri indiretti.<br />
Il lavoro a cui si recano entrambi e contemporaneamente i genitori, priva la prole di vigilanza e soprattutto di formazione dato che questa viene affidata a saltuari e cangianti tutori anche estranei al nucleo familiare e, quasi sempre, privi a loro volta del patrimonio culturale necessario a guidare ed educare gli affidati.</p>
<p>Intruppati disordinatamente, disomogeneizzatamente e anarchicamente con altri coetani o peggio con altri di maggiore età, i ragazzi costituiscono di fatto un nuovo gruppo sociale in cui è ancora assente o quasi il concetto della socialità organizzata con regole, ricerca un proprio equilibrio di convivenza etologica dove ben presto si formano i ruoli di dominatori e dominati secondo quella scala di valori dettati dall’animalità istintiva basata sulla forza e sul tornaconto individuale.<br />
In questo contesto ecco che si passa dal soggetto che sfida irriguardosamente gli adulti, che siede sulle spalliere delle panche poggiando i piedi sul sedile, sino ad arrivare, proporzionatamente alla propria indole e alle influenze subite, alle violenze, angherie di gruppo, furti, droga, uccisioni…..<br />
Per contro è frequente che il genitore assente per lavoro, specie le madri perchè più sensibili, si sentano in colpa per la propria assenza e che la vivano come se abbiano negato la propria presenza a fianco della discendenza. Il senso di colpa viene allora combattuto con l’elargizione facile di cose a volte anche costose ed effettivamente lontane dal tenore di vita che il reddito effettivo della famiglia può sostenere, Viene spesso così creata una generazione di viziati, ingrati, despoti indifferenti e insaziabili secondo un copione che non sempre ricalca tutti e contemporaneamente questi caratteri.<br />
Ritengo quanto esposto causa dei profondi mutamenti intervenuti nella società..<br />
E taccio dell’assenza della figura del nonno, non più presente nelle attuali famiglie e prima riferimento di spicco che sommessamente esercitava una influenza forse maggiore di quella dei genitori, per non trasformare questo blog in un trattato altrimenti pesante.</p>
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