Ancora sul bancomat: deplorevoli disuguaglianze
Abbiamo ricostruito un passaggio non trascurabile della questione relativa alla “tangente bancomat”.
Dunque, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, vale a dire l’Antitrust, il 29 marzo 2006 aveva aperto un procedimento per accertare se esistessero accordi tra le banche aderenti all’organismo Co.ge.ban nella fissazione del valore massimo delle commissioni interbancarie che governano l’offerta dei servizi per il prelievo di contanti con il Bancomat presso sportelli di altre banche.
Accordi – questo è il punto – relativi al prezzo che pagano gli istituti di credito, non direttamente i clienti finali.
L’indagine appurò che i 75 centesimi richiesti erano troppi e per questo, il 26 febbraio 2007, Abi e Co.ge.ban hanno concordato di ridurre a 67 centesimi di euro tale importo(e non a 62 come erroneamente è stato scritto anche qui). Ebbene, di questa diminuzione dei costi del servizio, pari all’ 11 per cento, i correntisti non hanno avuto alcun beneficio.
Ricordo che per il cliente finale(cioè noi)la commissione di prelievo varia da 1,70 a 2,30 euro addirittura. L’Antitrust, che si è impegnata a verificare ogni due anni l’andamento di tali commissioni, intensificando il monitoraggio anche sui costi che pagano i clienti finali, potrebbe forse intervenire subito per chiedere un ridimensionamento dell’attuale esosa tangente.
E vale la pena di richiamare qui un’inchiesta realizzata da Adusbef e Federconsumatori alla fine dello scorso anno, secondo la quale le famiglie italiane che hanno depositato i propri risparmi presso una banca a partecipazione straniera, spendono in media 178,41 euro l’anno, contro i 225,64 che devono sborsare coloro che si sono affidati agli istituti italiani.
E la responsabilità di questa disuguaglianza spetta proprio alle commissioni bancomat: l’azzeramento per i prelievi su altri istituti, attuato dalla maggior parte delle banche a partecipazione straniera, lascia in tasca ai correntisti quasi 60 euro l’anno in più.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70
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giugno 4th, 2008 at 15:53
NOn è tanto una questione di soldi visto che con 60 euro ormai si mangia una pizza in due ma è proprio questione di arroganza e di mancanza di trasparenza.. Ad esempio gli ATM di un banca diversa dalla nostra ci dovrebbero segnalare quanto spendiamo per prelevare all’atto del prelievo, bastebbero piccole modifiche al software, sarebbe più etico, magari scelgo l’ATM di una determinata banca che fa pagare meno a tutto vantaggio sia delle tasche che della immagine della banca..
giugno 6th, 2008 at 17:37
Ci sono tante banche internet che offrono prelievi gratuiti in tutti gli sportelli e a volte anche all’estero.
Anche i bonifici sono senza costi, e tutte le operazioni sono gratuite o con costi bassissimi rispetto allo sportello.
Ma purtroppo la banca via internet non diventerà mai di massa in Italia per via della diffidenza e della scarsissima dimestichezza col pc.