Ancora Farmacie e Parafarmacie
Ricevo e pubblico questa mail che mi sembra possa dare un altro elemento per la discussione sulle parafarmacie:
Caro dr. Lubrano la seguo ormai da tanto tempo e l’ho sempre ammirato, perchè lei è stato il primo in italia a dare voce alle proteste dei consumatori nella televisione.
Volevo dare una risposta alla sua affermazione sulla garanzia del consumatore nell’uso del farmaco. Lei ha ragione in parte in quello che dice, perchè è proprio nella quasi totalità delle farmacie italiane, dove ad essere titolare è un farmacista che ha ereditato e non meritato la farmacia, nelle quali si attenta alla vita del paziente vendendogli ogni sorta di farmaco con l’obbligo di ricetta senza che questa venga presentata.
A dimostrazione di ciò che affermo il nutrito elenco di MORTI in Italia per abuso di farmaci con l’obbligo di ricetta medica (vedi la nimesulide “Aulin”).Io sono un vecchio Farmacista che è stato costretto ad andare a lavorare nelle parafarmacie perchè non posso aprirmene una, come sarebbe nel mio diritto di professionista legalmente abilitato, e che ha sempre combattuto questi comportamenti da mero bottegaio che ormai contaddistingue il farmacista titolare italiano.
Lei pensi che da quano sono state migliorate le condizioni (in alcuni casi vergognose)
dei laboratori nelle farmacie italiane con le Nuove Norme di Buona preparazione nel 2003, solo il 10 % delle Farmacie continuano a fare preparazioni Magistrali e Galeniche, e son riusciti a far mettere nella Legge la non obbbligatorietà di questo compito che è l’unico in grado di dimostrare l’effettiva capacità di un vero Farmacista.
Che ne pensate?
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di farmacista78 il 01/1/70
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aprile 9th, 2008 at 14:55
Parole sante. Rispecchia in pieno il mio pensiero.
aprile 9th, 2008 at 19:55
salve collega, hai tutta la mia comprensione e solidarietà visto che siamo tutti afflitti dallo stesso male silente che nessuno vuol guarire.
Questa casta che ci fà da padrone purtroppo è diventata così ricca, sfruttando il nostro lavoro e la nostra professionalità che ora ridurla a male minore sembra proprio tanto difficile.
I soldi li hanno resi potenti da potersi comprare il mondo, almeno così sembra stando a ciò che riusciamo, omeglio a ciò che non riusciamo a concludere noi piccoli farmacisti di 2° cattegoria ma tanto utili a fare riempire le tasche a questi potenti titolari.
aprile 11th, 2008 at 09:46
Ogni giorno nel mio esercizio farmaceutico (mi rifiuto chiamarlo parafarmacia) i clienti mi chiedono farmaci con obbligo di ricetta che puntualmente ottengono senza ricettain farmacia A volte consiglio loro anche cosa chiedere. Noto anche che prima vengono sempre da me e questo m’inorgoglisce ho veramente tante soddisfazioni.Mi fa piacere conoscere MIEI colleghi quelli veri.Oggi intanto ad un collega e’ stata negata DAI VIGILI di un paese vicino a milano la possibilita’ di mettere una croce a indice che all’interno di questo negozio c’e’ un farmacista.Ecco l’italia del 2008
aprile 11th, 2008 at 09:49
AGGIUNGO che la croce al petto (caduceo) siamo obbligati ad indossarla, ci distingue, come ci distinguono i 172 euro che paghiamo all’ordine dei farmacisti ed i 3600 euro all’anno all’enpaf .
VERGOGNA
aprile 13th, 2008 at 21:03
La scorsa settimana ho mandato mio figlio a prendere in farmacia un farmaco per un dolore al braccio. Gli ho detto di spiegare la situazione al farmacista e chiedere consiglio. Mi sono ritrovato con una scatola di iniezioni che il medico mi ha diffidato dall’usare. E’ questa la garanzia della farmacia? Vorrei denunciare tale comportamento , ma alle mie rimostranze il farmacista ha detto di ricordarsi di aver visto e timbrato la ricetta per tale farmaco che altrimenti non avrebbe potuto dispensare! Posso chiamare l’ordine dei farmacisti per segnalare l’accaduto? Mi sono sentito vermaente preso in giro e ho perso fiducia in una figura a cui credevo molto.
aprile 20th, 2008 at 19:33
Caro Bruno…sono farmacista da 7 anni..e in questi miei pochi anni di esperienza posso dirti che se ti è capitata una cosa del genere.. beh… ti consiglierei di guardare la data di scadenza delle famose fiale… visto che spesso e volentieri il bravo farmacista consiglia un prodotto che non ha rotazione da parecchio tempo…oppure è quasi in scadenza..e se a farlo è un collaboratore e non il titolare è perchè è stato costretto. Da professionista quale mi reputo sono costernata per questi atteggiamenti che minano alla base la credibilità di una figura che ha studiato molto per essere di aiuto e conforto a quello che per me in primis non è un cliente, ma un PAZIENTE. Il Farmacista è sempre uno solo..in Farmacia e in Parafarmacia. Ricordate che abbiamo tutti la stessa laurea.
aprile 20th, 2008 at 19:39
P.S. volevo sottolineare che abbiamo tutti la stessa laurea, e lo stesso codice deontologico, ma non tutti esercitano con coscienza
aprile 28th, 2008 at 15:31
Concordo pienamente con quanto detto sopra da tutti i miei colleghi e aggiungo solo altri due punti.
Il primo riguarda le richieste di vendita delle farmacie: pur non essendo molto informata, mi hanno raccontato di cifre da capogiro, che tagliano le gambe a chiunque provi a fare un passo nella lobby dei farmacisti titolari. Dovrebbero esistere delle tutele, ma soprattutto un limite di richiesta di vendita.
Il secondo riguarda gli stipendi dei “poveri” farmacisti collaboratori: pur avendo un inquadramento contrattuale di primo livello, percepiamo più o meno quanto un terzo livello di una qualsiasi azienda farmaceutica.E’ così: un lavoro di pazienza, conoscenza e coscienza viene totalmente declassato…una volta a me e alla mia collega una signora ingioiellata ci ha dato delle “commesse” (non è spocchia, sia ben chiaro, ma un minimo di riconscimento dopo 5 anni di studio posso pretenderlo?)….bella soddisfazione!Mi fermo qui, ho il dente troppo avvelenato…
maggio 9th, 2008 at 18:42
ma davvero?
sapete quale è l’unico motivo per cui il settore farmaceutico non è mai stato toccato? l’ignoranza.
maggio 9th, 2008 at 19:30
Un appello a tutti.
Visto che la politica capisce soltanto la mera materia elettorale vorrei lanciare una proposta:
tutti(ma tutti davvero)coloro che si sono involati nella speranza indicata dal primo Bersani firmino un testo unico con l’appoggio dei vari mnlf, fef e soci nel quale si sfiducia il voto verso qualsiasi formazione , partito o coalizione avversi o tenti di modificare il Bersan I,o “faccia lobbby” con federfarma.
Fate firmare anche parenti , amici e mogli e fidanzate, siamo tanti .
Presentiamoci da un notatio, autentifichiamo le firme e facciamo capire a chi di dovere che piuttosto che essere stritolati da un sistema che per negligenza ed ignoranza getta alle ortiche intere generazioni siamo pronti a tutto ciò che è lecito. Fate due calcoli:
circa 2000 parafarmacie, togliamo le 500 aperte da titolari per vari motivi, ne restano 1500, all’oggi.
ognuna ha in media 2 farmacisti con 2 genitori, 1 fratello/sorella, molti con moglie e figli. Saremmo 15.0000 cca solo cosi….. e poi ci sono i simpatizzanti che lavorano in farmacia a denti stretti……. i laureati non iscritti all’ordine perchè tartassati…. ecc,ecc siamo un mare o come diceva qualcuno alla viglia di un’altra grande rivoluzione”siamo nati solo ieri e già riempiamo il mondo”
Le manifestazioni davanti al ministero con 50 tapini hanno fazzo sghignazzare la lobby, noi possiamo però colpire duro dove più teme chi deve prendere le decisioni: il voto(o il non voto)
E’ un ricatto? cerrrrto che si!Ognuno difende le sue posizioni e se permettete anche la propria esistenza (visto che anni di studi e di investimenti danno uuna direzione alla vita personale).
Dove non penetra la logica stringente e il buon senso arriverà il grido di protesta civile. la proposta è aperta a tutti. FACCIAMOCI SENTIRE PERCHE’ SE SI HA RAGIONE DA VENDERE ANCHE UN SUSSURRO PUO’ DIVENIRE UN URRAGANO
giugno 2nd, 2008 at 23:12
Approvo a pieno titolo la lettera iniziale del collega scontento ,parole sante.Colleghi farmacisti collaboratori è ora di incrociare le braccia e farci sentire siamo la maggioranza, siamo gli schiavi dei titolari.
settembre 2nd, 2008 at 16:20
ma pensate a lavorare barboni
aprile 12th, 2009 at 14:32
allora?? che ne è stata della idea di lollo? cari colleghi….farmacisti non titolari…vi piace sopportare…orami vi siete rassegnati alla condizione di schiavi!!