Causa per risarcimento qualità della vita
Non rida, signor Lubrano, la prego. E non cestini questa mia email.
Vorrei sapere se si può fare causa allo Stato e chiedere un risarcimento danni per la pessima qualità della vita che mi costringe a vivere…
Non rido e la prendo sul serio. Per dirle che qualcuno prima di lei ha già attuato la sua idea.
Un medico di Capaccio Scalo in provincia di Salerno, il dr. Vincenzo Barlotti, 56 anni, ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Salerno nel quale chiede al Comune, alla Regione e allo Stato un risarcimento di due milioni di euro “per l’alta sofferenza, il disordine e il degrado in cui sono costretto a vivere”.
Ha aggiunto che il senso civico del nostro Paese è ormai ai minimi storici e lui non sopporta più l’inciviltà degl’italiani.
I soldi gli servono, dice, per rifarsi una vita altrove.
Un atto provocatorio, mi pare fin troppo chiaro, ma sintomo di una esasperazione diffusa.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Giuseppe il 01/1/70
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giugno 17th, 2008 at 22:57
Fossi certa di vincere!
Come scrivevo gg fa vorrei vivere in un nuovo Rinascimento, sentire il fermento dell’innovazione, della scienza, dell’ordine, della civiltà di chi mi circonda, invece…. è TUTTO L’OPPOSTO. la mia città, Bologna, è deturpata da scritte definite street art o qualcosa di simile su tutte le superfici possibili, che rovinano perfino palazzi storici, senza contare il desiderio di residenti e negozianti di avere muri puliti, escrementi ecc non solo di cani con puzzo mefitico ovunque, cartacce, di tutto insomma, senza alcun rispetto alla città, che era una delle + curate, chiassosità della gente (se dici qualcosa sei tu la rompip… non loro che sono maleducati), vandalismi vari, poi altre cose, ma sarebbe un discorso troppo lungo, …. la rabbia che prende, soprattutto per l’impotenza in cui ti trovi, il non poter far nulla di nulla, l’indifferenza delle istituzioni, …. a volte vorrei trasferirmi in un altro paese davvero….
peccato che ami casa mia.
giugno 19th, 2008 at 14:12
Il punto è che molti dei comportamenti, atteggiamenti, situazioni, ecc. sono dovuti ai cittadini stessi.
Anziché ragionare sulle cose e cercare di migliorarle anche nelle piccole cose quotidiane si scaricano le frustrazioni sugli altri, che a loro volta si esasperano peggio, ecc.
E’ un circolo che deve essere spezzato da noi per primi.