Pensieri

Il diritto di imbrogliarci

C’era da aspettarselo.
Bloccata dunque la legge sull’azione collettiva risarcitoria approvata dal Parlamento nel dicembre 2007 e che avrebbe dovuto entrare in vigore fra dodici giorni, il prossimo 1 luglio.

La signora Marcegaglia, presidente di Confindustria, ne ha chiesto il rinvio e il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola dice che sì, in effetti ci sono alcuni aspetti da rivedere perchè così la norma sarebbe secondo lui “impraticabile”.

E porta lo stop in consiglio dei ministri sotto forma di proroga di sei mesi almeno, “affincheè non ci sia – parole del ministro – una risposta beffarda per chi vuole riconosciuti i propri diritti”.

Beffarda? Al momento mi sembra beffardo solo lo stop…

Le imprese sia prima che all’indomani del voto in Parlamento avevano sollevato obiezioni e si erano chiaramente schierate contro la class action, sancita peraltro anche dal Codice del Consumo (art. 140 bis).

Ricordo che la Confindustria giudicò la legge “un atto di grave ostilità all’impresa, un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi”. Che cosa voleva dire, che di fronte a una severa condanna la ditta licenzierebbe i dipendenti?

Ora le aziende private, ma anche talune aziende pubbliche o parapubbliche, possono gioire, in particolar modo le banche, le assicurazioni, certi enti che rischiano per le irregolarità che stanno emergendo e di cui sono vittime gli utenti (vedi i contatori del gas bugiardi).
E sapete perchè? Perchè l’azione collettiva risarcitoria avrebbe consentito a centinaia di migliaia di risparmiatori, vittime della stessa truffa(pensiamo subito a Parmalat), di adire le vie legali con un’unica causa per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

La legge dice che possono farlo attraverso una delle sedici associazioni appartenenti al Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti(Cncu).
Da noi i campi di applicazione sono tanti. Non sarebbe giusta, per esempio, una bella “acierre” (vedrete che prima o poi sarà chiamata così) nei confronti delle ferrovie, i cui ritardi cronici danneggiano milioni di viaggiatori?

Ed è facilmente ipotizzabile l’uso del nuovo strumento processuale contro le pratiche commerciali scorrette di certi gestori telefonici: le loro promesse pubblicitarie ingannatrici costituiscono la prova regina.
Non basta.
Una delle associazioni, la Ctcu di Bolzano, ha deciso di agire nei confronti di Poste italiane per chiedere il risarcimento dei danni provocati dai suoi disservizi (il caso di Milano con tonnellate di corrispondenza bloccata per mesi, scotta ancora).

Il Codacons ha già annunciato di voler perseguire le aziende del gas attualmente sotto inchiesta perchè sospettate di truffa: i loro contatori, malfunzionanti da anni, ci farebbero pagare dal 6 al 15% in più .

L’Adusbef si dice pronta a muovere contro le banche e “l’asimmetria dei tassi di interesse”.

Bei propositi, ottime intenzioni ma adesso si ferma tutto: Hanno vinto quelli che vogliono, anzi pretendono, il diritto di imbrogliarci!

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giu  08
17
alle 05:33
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di lu il 01/1/70

ciao, quando si parla di periodo oscuro, nuovo medioevo dove vige la legge del + forte ..... ...


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4 Commenti to “Il diritto di imbrogliarci”

  1. Francesco d'Elia dice:

    E’ significativo come questo Governo in nome si una presunta “pace e sicurezza” stia restringendo molti spazi di tutela e di trasparenza, stia derogando a molte cose.. Il blocco temporale di questa legge per fantomatiche ragioni è un’altra espressione del sentimento di casta imperante..

  2. gringo dice:

    Altro che rinvio, la vogliono affossare, hanno vinto ancora una volta le imprese e perdono, ancora una volta, i consumatori. Paolo Martinello, Presidente di Altroconsumo.
    Non crediamo spetti a Confindustria decidere chi debba difendere i consumatori. In questo modo il governo per conto delle lobby imprenditoriali priva i consumatori di uno strumento fondamentale per la tutela dei loro diritti qual è la class action. Dice Carlo Pileri presidente di Adoc.

  3. Marco dice:

    Mi permetta di correggerla Dott Lubrano. Oltre alle 16 associazioni riconosciute (CNCU) la class action (così com’è stata redatta la legge) può essere fatta anche da qualsiasi altra associazione o comitati riconosciuto legittimato ad agire per rappresentatività dal Giudice.

  4. lu dice:

    ciao, quando si parla di periodo oscuro, nuovo medioevo dove vige la legge del + forte ….. ciò che ancora non mi è chiaro è perchè noi italiani CHE SEMPRE VOGLIAMO COPIARE GLI AMERICANI IN TUTTO E X TUTTO copiamo sempre le cose sbagliate e mai quelle giuste.
    deprimente non poter mai far nulla se non subire….

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