Due pesi e due misure
Questa è da raccontare. Ognuno alla fine tirerà le somme.
Il 25 giugno scorso il governo emana un decreto legge, n.122 per la storia, dal titolo promettente: “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Segnalo al volo quel “urgenti”. L’art.34 stabilisce che “sono attribuite ai Comuni le funzioni esercitate dalle Camere di commercio, in materia di verificazioni prima e verificazione periodica degli strumenti metrici”.
Gli strumenti di misura in Italia, dalle bilance ai tassametri, dai contatori di acqua e gas a quelli dei benzinai, sono 70 milioni. Le Camere di commercio sono 104 ed hanno raggiunto, con i loro 350 tecnici, livelli di efficienza notevoli. I loro uffici metrici ci costano 20 milioni di euro all’anno. Ma quello che conta è la montagna di esperienza costruita in una materia così delicata. I nostri 8100 scalcinati Comuni devono attrezzarsi, dalle apparecchiature al personale specializzato e dove prendono i soldi con i tagli che i loro bilanci hanno subìto e con questi chiari di luna? Ci vorrebbero anni per organizzarsi e almeno il doppio dei milioni delle Cdc.
Sgomento, disorientamento. I costruttori di strumenti di misura entrano in crisi, le associazioni di consumatori temono che i soliti furbi tra i commercianti ne approfittino per usare come si suol dire due pesi e due misure..Passa luglio e non si hano notizie di ripensamenti da parte del governo. Finalmente alla fine di agosto, i responsabili del decreto fanno sapere – zitti zitti – che l’art. 34 è soppresso.. Hanno capito forse di aver creato il caos. Proprio così: cancellato Come se avessero detto: abbiamo scherzato. E così sono tornate “di competenza camerale le attività relative ai servizi di vigilanza e controllo in materia di metrologia legale”. Ora decidete voi: si tratta di improntitudine o di superficialità?
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Wolfangie il 01/1/70
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settembre 8th, 2008 at 17:15
Pura INETTITUDINE!!!….Questa GENTAGLIA: NOSTRI DIPENDENTI, e che non abbiamo avuto la possibilità di scegliere noi direttamente, se si diminuissero lo stipendio, o ancor meglio si dimettessero ad ogni loro FLOP, farebbero molto prima a pareggiare i conti pubblici che non a pensare a queste stronzate….