Expo 2015: Il trionfo di Milano e il rammarico di Napoli
Caro Lubrano, lei che è napoletano come me in questo momento sentirà lo stesso rammarico. Di fronte alla splendida e meritata affermazione di Milano, che ha vinto la sfida con Smirne come sede dell’Expo 2015, viene voglia di chiedersi: come mai la nostra città non riesce a proporsi come sede di un evento internazionale di grande richiamo? Abbiamo perso malamente la Coppa America 2007 di vela mentre Valencia, una città spagnola che certamente non gode della fama di Napoli, è stata preferita. Possibile che la monnezza di ieri e di oggi ci condanni senza appello?
In altri termini è la stessa domanda che mi ha posto un lettore del “Mattino”, il quotidiano sul quale il mercoledì redigo una pagina di corrispondenza con il pubblico.
E’ logico che il pensiero in questo momento corra da Milano a Napoli. Ma più che di nord o di sud (logora contrapposizione), bisogna parlare secondo me di orgoglio italiano per la vittoria di Milano e di amarezza italiana per la sconfitta di Napoli di un anno fa.
A me risulta tuttavia che la candidatura di Napoli fu abbastanza presto traballante perchè più di un partecipante alla futura Coppa America non riteneva “affidabili” gli amministratori napoletani, nonstante tutti i tecnici venuti a valutarla ritenessero il campo di regata il migliore del mondo. Se si pensa poi che la fase preparatoria fu seguita da persone dell’entourage politico invece che da esperti del ramo, nonostante a Napoli ci fossero personaggi dello spessore di Carlo Rolandi, presidente mondiale della vela, di Pippo Della Vecchia o di Carlo de Gaudio o professionisti che avevano organizzato l’ultimo grande evento sportivo mondiale in città come Italia ‘90 come Giulio Pazzanese della Figc, è più facile spiegarsi il fallimento.
“Nella nostra città – mi ha detto Pazzanese – davanti alla possibilità di fare qualcosa di grande ed importante prevalgono sempre le logiche clientelari – da Lauro a Gava a Bassolino – che mortificano le professionalità locali. D’altronde basta vedere cosa sta succedendo con il Teatro San Carlo che grazie al Commissariamento sta recuperando terreno da un punto di vista economico/finanziario ma, soprattutto, della proposta culturale. Questa è una città, non dimentichiamolo, che riesce a fare a meno di Roberto De Simone e che funziona solo quando è commissariata”.
Il riferimento a quell’autentico genio musicale che è De Simone mi fa tornare in mente un episodio di cui sono stato partecipe. Il 10 ottobre 2007 debutta alla Scala “Il Socrate immaginario” di Paisiello con la regia appunto di Roberto de Simone. E’ l’unico spettacolo che il più famoso teatro lirico del mondo ha acquistato da un altro tempio del melodramma, per inaugurare un ciclo che durerà negli anni. Si trattava dunque di un alto riconoscimento al S.Carlo, al suo cast artistico e tecnico. Ebbene, non uno degli amministratori pubblici della città, della regione ritenne di dover partecipare all’evento.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di luciano Bagnoli il 01/1/70
Parcheggi (PUP) nei pressi del Tevere.
Egregio dott. Lubrano,
co...
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aprile 4th, 2008 at 12:29
Se Napoli piange Roma non ride..
Parcheggi (PUP) nei pressi del Tevere.
Egregio dott. Lubrano,
conoscendola, anche se solo di fama, vorrei chiederle un parere circa una situazione che mi sta a cuore.
Premettendo che non sono contrario che si costruiscano parcheggi anche nel cuore di Roma (forse però si potrebbe risolvere il problema delle macchine e del traffico migliorando i mezzi pubblici), ma questo non deve compromettere in alcun modo la sicurezza di tutti. Ormai e sicuro che il comune di Roma vuole costruire anche dove è impossibile farlo, vedi per esempio via Giulia a due passi dal Tevere e con tante e, per me meravigliose, costruzioni d’epoca (e quindi più fragili). Zona peraltro creata dai detriti e riporti dello stesso fiume Tevere. Le riporto una piccola parte del parere della SIGEA e cioè la società italiana di geologia ambientale. Ecco come vede questa opera :
“ Una gigantesca diga sepolta, una muraglia di cemento e calcestruzzo che impedirebbe il deflusso delle acque e metterebbe a repentaglio la staticità degli edifici circostanti”.
L’allarme lo ha lanciato la SIGEA dico, e cioè la società italiana di geologia ambientale, 800 esperti tra geologi, ingegneri, agronomi e architetti e non semplici cittadini inesperti… e il comune di Roma insiste e li vuole realizzare!! E se poi succede qualche disgrazia chi se ne assume la colpa? Il sindaco itinerante forse? Qualche assessore consenziente ? ma se non si assumono nessuna colpa anche fosse una contravvenzione sbagliata … figuriamoci!
Ma non ci saranno sotto degli strani interessi???.
Tutto questo per favorire i soliti palazzinari che poi si rivendono i posti macchina a peso d’oro (più di 100.000 euro per via Oslavia !!).
Cosa si più fare per evitare tutto questo?
Grazie per il suo prezioso consiglio.
Un romano molto preoccupato.