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Il Piave mormorava in napoletano

Forse è ora di ricordarlo, perché ai leghisti che continuano a dir male dell’Inno di Mameli si è aggiunto adesso il ministro Ignazio la Russa, di An. Vorrebbe che al posto dell’elmo di Scipio nelle scuole si cantasse il Piave mormorava, perché questa canzone del 1918 “unisce”, a suo avviso rappresenta meglio lo spirito nazionale a 90 anni dalla fine della grande guerra.
Intanto c’è da rilevare una prima contraddizione. La Russa vuole unire mentre l’alleato Bossi vuole dividere il Paese(se la Padania ha un senso..).
Seconda contraddizione: La leggenda del Piave, questo il vero titolo della canzone, fu scritta da Giovannino Gaeta, un postelegrafonico napoletano, che divenne famoso come poeta e musicista(Balocchi e profumi, Santa Lucia luntana, Vipera, Maggio si’ tu, Dduje paravise) adottando un singolare pseudonimo: E.A. Mario. Ed era la prima lettera di Ermes, il petit nom col quale siglava i suoi articoli sul “Lavoro” di Genova. A corrispondeva invece ad Alessandro, il nome del capo-redattore del giornale, Alessandro Sacheri, poeta a sua volta. E Mario, infine, si riferiva ad una scrittrice polacca, che si firmava Mario Clarvy direttrice del periodico letterario “Il Ventesimo” a cui Gaeta mandava i suoi scritti. Più “nordico” di così..
Non è un po’ singolare che il leader dei leghisti prediliga il Piave che mormorava e mormora in napoletano e che La Russa gli dia una mano contro il povero Mameli, in nome dell’unità? Dovrebbero mettersi d’accordo, incontrandosi sulle rive del fiume sacro..

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ott  08
26
alle 07:59
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di normanno il 01/1/70

Non posso che condividere da italiano i commenti già espresso dai i miei compatrioti, termine qu...


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4 Commenti to “Il Piave mormorava in napoletano”

  1. gabrybabelle dice:

    Egr Dott Lubrano,ho riportato pari pari il suo pezzo sul mio blog.Naturalemnte con il link sl suo sito e al pezzo-Distinti saluti gabrybabelle

  2. gabrybabelle dice:

    Egr.Dott Lubrano,lei conosce il detto”La mamma dei cretini è sempre incinta”?si vero!Ebbene in questo caso il parto è stato multiplo,ma a differenza delle famose “automobili” notevolmente utili,che camminano portando seco quintali di cose ,essi trasportano (cervello) solo inutilita’ di cui faremmo volentieri a meno….TUTTI!!

  3. Giuseppe dice:

    Ma cosa pretendete? Qualcosa di serio in questo paese?

    Prendete la fiction su Alberto da Giusano tanto voluta da Bossi e spinta da Berlusconi nelle intercettazioni (poi è ovvio che le vogliono vietare)…l’hanno fatta in Romania per risparmiare, e Bossi è anche andato a vedere, tutto soddisfatto… e gli elettori di Bossi che rischiano di perdere il lavoro per via della delocalizzazione in Romania delle attività sono anche contenti di averlo votato.

    Ma come sempre, la colpa è chi ci ci crede, mica dei politici.

  4. normanno dice:

    Non posso che condividere da italiano i commenti già espresso dai i miei compatrioti, termine quest’ultimo che deve essere maggiormente usato.
    E’ un fenomeno che se non riusciamo a dargli le giuste dimenzioni per farlo rientrare dell’ordinarietà della società può creare dei grossi equivoci e quindi dei problemi non certo semplici da risolvere per il futuro ma anche per l’immediato. Bisogna far capire a chi è meno acculturato di far parte di una grande nazione, la crisi d’identità prima e il vuoto politico dopo con lo scandalo di mani pulite è una normale conseguenza del ricambio generazionale della politica un processo che ha attraversato tutte le nazioni civili e sarà così sempre per ogni nazione l’importante è uscirne. Dividere l’Italia non ci guadagnerebbe il nord che perderebbe d’importanza alla pari di nazioni come il Belgio, la Croazia ecc., forse ci guadagnerebbe un poco il sud che potrebbe avere un costo del lavoro bassissimo forse alla pari delle nazioni dell’est europeo e per la sua posizione strateggia nel mediterraneo potrebbe svolgere un intensa attività diplomatica con la quale potrebbe ricapitalizzare la politica economica del meridione favorendo lo sviluppo di tutto il sud. Il meridione per la sua importanza geografica potrebbe stringere accordi economici con nazioni che a nord sarebbero impensabili, potrebbero essere più o meno gli stessi accordi che oggi lo Stato unitario conclude periodicamente con le altre nazioni. Alla gente bisogna far capire i gravi squilibri che si verrebbero a creare e che invece oggi potrebbero essere risolti all’interno dello Stato unitario con più semplicità se venisse attuata una seria politica che affronti bene la questione meridionale.

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