L’estate delle lamentazioni
Parli con il concessionario di una grossa casa automobilistica straniera e ti conferma che il mercato precipita.
Vai al ristorante e il titolare ti racconta che la clientela è scemata pesantemente.
Apri la cronaca di Roma e leggi che il 30% di quelli che di solito vanno a cena fuori, adesso mangiano a casa.
I negozi di abbigliamento non ne parliamo, quelli che vendono scarpe, pure.
Nei luoghi di villeggiatura gli alberghi fino a questo momento si dicono semivuoti.
Sono arrivato il I. luglio in Sardegna e in Gallura, deturpata da una edilizia senza freni e senza gusto, il movimento – mi dicono – non è lo stesso degli altri anni.
Tutti gli operatori si lamentano. E il ritornello è sempre lo stesso: non ci sono più soldi in giro.
Del resto che cosa deve fare il consumatore se il suo potere d’acquisto gl’impedisce di consumare?
E per certe categorie che hanno il polso del mercato, vedi i ristoratori, non è un po’ tardi per lamentarsi?
C’è stato o no un momento in cui i prezzi sul menu sono lievitati oltre il lecito o no?
Di fronte alla vorticosa e inarrestabile crescita dei prezzi, molti di noi si difendono tagliando certe voci del bilancio. Ovvero rinunciano a qualcosa, accorciando per esempio le vacanze, negandosi una sera al ristorante, eccetera.
Siamo diventati risparmiatori per forza.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Paolo Gagliardi il 01/1/70
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luglio 7th, 2008 at 11:06
Le diro’ che non mi sento di dispiacermi piu’ di tanto per i vari ristoratori, albergatori e venditori vari. Per anni ci hanno massacrati guadagnando molto piu’ del ragionevole, pagando pochissime tasse e vivendo nel lusso. Mi pare di ricordare che quando i prezzi raddoppiarono instantaneamente all’arrivo dell’Euro, nessuno di questi signori si sia mai lamentato. Non c’e’ nulla da fare, l’Italia e’ diventato un paese mediamente povero, siamo tutti nella stessa barca. Non so dire pero’ se in questo caso possa valere il detto “mal comune mezzo gaudio”.
luglio 7th, 2008 at 11:29
Sembra che l’altro ieri Fiumicino fosse intasato da gente che partiva.. Scappavano verso la promettente Spagna di Zapatero o andavano in vacanza..? Più probabile la seconda ipotesi anche se io farei un pensierino anche sulla prima.. Conosco gente che cambia un cellulare al mese, che passa ore davanti alle slot machine, che compra a rate televisori assurdi e via dicendo.. Dubito che esista un consumo responsabile.. La gente non vuole rinunciare alle cose a cui potrebbe rinunciare e per questo taglia l’essenziale, mangio patate e mantengo il SUV, questo è il trend.. Se il Governo intervenisse realmente su alcuni parametri di prezzo ivence di tirare ossi ai cani, forse potremmo anche andare di nuovo in un buon ristorante invece che al cinese..
luglio 10th, 2008 at 18:22
Chi troppo vuole nulla stringe, vale per tutti, commercianti – industriali – agricoltori – politici ecc.
luglio 15th, 2008 at 13:16
No, i politici sono esclusi. Quelli cascano sempre in piedi, ed e’ per questo che se ne fregano di quello che accade a noi cittadini. Ma siamo fuori tema…