La monnezza sul presepe
Mancano tre mesi al Natale però almeno a Napoli c’è già chi ci pensa. Un giovane pastoraro, per esempio, Antonio Cantone, allestirà nella Basilica di S.Domenico Maggiore(consenziente il Priore) un presepe fatto per metà con materiali tradizionali, sughero, muschio, cartapesta,creta e per metà con spazzatura riciclabile.
“Vuol essere una provocazione”, mi dice Cantone, “per invogliare noi napoletani, alla raccolta differenziata”.
Dopo la triste stagione della monnezza vera(ma è proprio finita?) questo presepe si propone – nelle intenzioni – come un piccolo segnale di rinascita. Sarà visibile dal 28 novembre nella celebre chiesa che s’apre su Spaccanapoli, la strada che taglia in due la città.
Un dubbio legittimo: a quale metà del presepe apparterrà il Bambin Gesù? E’ possibile che sia fatto di creta. Ma con le gote rosse di vergogna per i rifuti che ancora infestano le periferie di Napoli.
da Antonio Lubrano
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