Pensieri

La vera vittima dello sciopero

Da anni sostengo che lo sciopero, specie nel settore dei trasporti, è una forma di lotta che penalizza esclusivamente il cittadino. Per non parlare dello sciopero selvaggio che lo danneggia ulteriormente e che rivela in chi lo proclama una predisposizione alla vigliaccheria.

Colpire a freddo, sapendo che l’altro non ha armi per rispondere all’offesa o per difendersi, che cos’è se non una forma di vigliaccheria? Le vergognose scene di Linate e Fiumicino sono l’esempio più eloquente. Naturalmente come ogni voce isolata anche la mia non ha mai conseguito un qualche esito. Perciò ospito con soddisfazione nel mio blog l’appello che “Cittadinanzattiva”, una delle più autorevoli associazioni di consumatori, ha lanciato al buon senso di sindacati e imprese “per l’adozione immediata di forme alternative di sciopero fintanto che la matassa Alitalia non si sbrogli”.

Forme alternative di sciopero, ecco. E sarebbe ora.
“Sono almeno 15 anni – nota Cittadinanzattiva – che in diversi settori si manifestano forme di lotta ben oltre la legalità e il doveroso rispetto del diritto di sciopero, in cui le principali e incolpevoli vittime sono l’interesse generale del Paese e decine di migliaia di cittadini”.

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nov  08
18
alle 12:16
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di maria il 01/1/70

Gent.mo Dott.Lubrano non so se Le ho scritto nel posto giusto,ma vorrei chiederLe, se riuscisse a...


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Un Commento to “La vera vittima dello sciopero”

  1. maria dice:

    Gent.mo Dott.Lubrano non so se Le ho scritto nel posto giusto,ma vorrei chiederLe, se riuscisse a capire di chi è la poesia e il titolo, le spiego la mia mamma ha 94 anni e spesso mi dice una parte di questa poesia :

    è forse la neve che cade, che cade, che a nonna rende più dure le strade, o e forse la pioggia che senza pietà bagna la stanca vecchina che va, e i bimbi inploran congiunte le mani un pò di sole sui poggi e sui piani, guardan di la dal muretto dell’aia se di lontano la nonna compaia,tendono all’uscio l’orecchio se viene,…. non san che nonna ha finito il cammino e si è fermata due passi o vicino tanto che ascolta dei bimbi le voci dal bianco e triste suo campo di croci.Che tutto il giorno lì al buio lì sola vorrebbe un bacio una loro parola, dir loro e piange che muta non può le dolci fiabe che un tempo narrò.
    questa è una parte se Lei riuscisse a risalire all’autore e al titolo infinitamente grata maria da padova

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