LE SORPRESE SOTTO IL CASCO
E’ successo a Napoli, lo avrete certamente letto sui giornali.
Un ispettore di polizia si trova a passare sul luogo dove sta avvenendo una rapina. Due guardie giurate che trasportano in macchina ottantamila euro, vengono attaccate da due malviventi in moto, con tanto di casco.
E qui c’è una prima anomalia: il casco a Napoli? Sì, è vero, molti ragazzi se ne fregano della legge e non lo portano, a loro rischio e pericolo, qui si tratta invece di non rimetterci la faccia, di difendere l’anonimato della malavita.
Solo che l’ispettore di polizia spara e uccide uno dei due banditi. Gli toglie il casco e , seconda anomalia, scopre che la vittima è il suo portiere.
Le sorprese a volte arrivano da chi meno te le aspetti e tutto avrebbe pensato quel poliziotto tranne che uno dei due rapinatori fosse il suo guardaportone.
A Napoli, poi, il portinaio o “guardaportone” come si dice in dialetto, è una istituzione.
Quei pochi che ancora non sono stati licenziati dal citofono, sono i sacerdoti del palazzo, sanno tutto di tutti gli inquilini, vizi e virtù, sono gentili e servizievoli perchè sennò a Natale e a Pasqua le mance sono più scarse e talvolta manifestano con un secondo lavoro la loro genialità .
Ricordo sempre un portiere di via S.Giuseppe de’Nudi, al Museo, che per arrotondare faceva il sarto. Ed era anche bravo, un maestro dell’ago. Solo che godeva fama di follìa. Come tutti gli “artisti” del resto. Quando era di vena l’abito cadeva a pennello sul cliente.
Ognuno dei quali prima di entrare e ordinare un vestito s’informava dalla moglie: “Signo’, sta appicciato?”.
Ossia la genialità vista come una lampadina che si accende o si spegne.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Francesco d'Elia il 01/1/70
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giugno 19th, 2008 at 14:26
Il fatto che uno portasse il casco a Napoli poteva qualificarlo solo come delinquente visto che nemmeno i poliziotti lo mettono proprio per non essere riconosciuti..