Le assicurazioni sono sorde
A metà degli Anni Novanta, in una puntata di “Mi manda Lubrano” l’allora presidente dell’associazione nazionale delle compagnie di assicurazione (Ania) ebbe una battuta folgorante: “Non siamo truffatori ma nemmeno benefattori”. Ma forse, replicai, siete sordi.
Ne è passato di tempo da quella sera su Raitre… Be’, non è cambiato nulla. Lo dimostrano i risultati di una indagine Ipsos apparsa su tutti i giornali: il 70% di 122 assicuratori e l’80% di 122 carrozzieri ritiene che nel ramo Rc auto sia la qualità dell’offerta sia i prezzi non sono migliorati con le riforme introdotte dal cosiddetto “pacchetto Bersani”. La Confconsumatori, a sua volta, parla di “minore disponibilità delle compagnie a incentivare la concorrenza”. Che eleganza di linguaggio per dire che nelle loro inserzioni pubblicitarie le compagnie ci offrono mari e monti ma in pratica si dimostrano refrattarie ad ogni novità che stimoli questa benedetta concorrenza.
Ancora oggi, dunque, le assicurazioni sono sorde. E anche un po’ ipocrite.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di lino il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







marzo 4th, 2008 at 18:21
Grazie a Lei Dr. Lubrano, che mi ha suggerito la legge Bersani, sono riuscito a dare la disdetta alla compagnia di assicurazione, per un’assicurazione sulla casa, di durata decennale. Ora poiché non mi fido proprio delle compagnie di assicurazione la rifarò ma a condizione che il contratto duri due anni, rinnovabili su mio desiderio. Come non trovo giusto che le compagnie di assicurazione impongano le tariffe che vogliono quando l’assicurazione auto é obbligatoria come legge dello stato.
marzo 5th, 2008 at 22:08
Dal novembre 2004 stavo in affitto con altri studenti in un appartamento a Udine per poter frequentare l’Università.
Io abito a Motta, a circa 70 Km da Udine.
Purtroppo, mentre ero a casa mia da circa un mese, nell’appartamento si è verificato un allagamento che ha causato ingenti danni al locale stesso e all’appartamento sottostante.
La causa dell’allagamento è dovuta a un tubo privo di tappo .Apparentemente esso sembrava un tubo isolato, non collegato alla rete idrica. Era così fin da quando ci siamo insediati.
Sembrerebbe che l’acqua calda delle tubazioni abbia ammorbidito una guarnizione interna che fungeva da tappo, facendo fuoriuscire, durante la notte, di venerdì sera, quando non c’era nessuno, una ingente quantità d’acqua con le conseguenze descritte.
La proprietaria dell’appartamento ci imputa la responsabilità del danno chiedendoci la refusione delle spese dopo essersi trattenuta tutte le somme versate a titolo di cauzione al momento della stipula del contratto d’affitto.
Preciso inoltre che tutti noi per più di due mesi non abbiamo potuto usufruire dell’appartamento in quanto occorrevano riparazioni.
Nonostante ciò tutti abbiamo versato, contro la nostra volontà, il canone pattuito.
Per una maggiore chiarezza informo che nel mio contratto si specifica che io usufruisco di una stanza con bagno personale.
Il tubo “difettoso” si trova nel bagno usufruito dagli altri studenti.
Gradirei conoscere la mia posizione e anche quella dei miei compagni di appartamento.
Fiducioso in una cortese risposta, porgo cordiali saluti.
Lino Piccolo