Ma qualcuno pensa alla scuola?
Mi ha favorevolmente impressionato il fatto che Emma Marcegaglia, neo presidente di Confindustria, nell’elencare le priorità di questo Paese abbia collocato al primo posto la scuola.
La scuola, capite? Incredibile.
Nei programmi di governo, lungo i 60 anni della nostra democrazia mai un primo ministro ha avuto il coraggio di indicare la scuola come problema primario. Mai.
Fui colpito invece dall’inglese Blair che quando occupò per la prima volta lo studio di Downing Street 10, pose la scuola in cima al suo programma.
Da noi l’istruzione è considerata dai governanti alla stregua dell’acqua: da più di mezzo secolo la rete idrica nazionale perde un terzo dell’acqua che trasporta per i troppi buchi che la contraddistinguono e nessun governante se ne cura.
Solo Andreotti nel suo settimo e ultimo gabinetto ne fece menzione nel suo programma. Meno male che c’è Marcegaglia, dunque. Non è un ministro ma è significativo che l’impresa si ponga il problema come cruciale.
Se l’Italia si preoccupasse di più della preparazione culturale dei suoi cittadini più giovani, forse avremmo meno bulli e una classe dirigente più selezionata.
da Antonio Lubrano
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