Alimenti

Malpensa e le polemiche

Gentilissimo sig Lubrano, cosa ne pensa del fatto che il caro Sig Prodi ha svenduto il nord Italia con la bella inventata di Malpensa che rovina Alitalia? I cari politici che si alzano gli stipendi, non pensano a quanta gente lavora nell’indotto che circola intorno a Malpensa?
Di tutti i soldi che la comunità Europea ha fornito il governo italiano per costruire questo aereoporto per farlo diventare un HUB ( sempre ammesso che i NOSTRI POLITICI SAPPIANO CAPIRE LA PAROLA HUB)non interessa a nessuno?

Il caro Sig Prodi,non pensa che 7000/10000 persone o famiglie non avranno più un lavoro?
Io credo che la svendita di Alitalia prodotto Italiano alla Francia sia stata veramente indecente, persino la compagnia Brasiliana Varig fallita, si è rialzata e ha creato la TAM….e noi Italiani saremo il primo Paese al mondo a non avere una compagnia di bandiera…e già ma loro sono Romani e Malpensa è stata un disatro…, (stranamente a Malpensa non è stato fatto un boeing di bagagli persi come a Londra per esempio)ma nessuno parla di tutti gli stipendi dei signori piloti Alitalia e tutte le trasferte che venivano e vengono pagate ad assistenti di volo, personale, tecnici…solo perchè poverini non volevano vivere a Milano!!

Girando il mondo ho visto e visitato aereoporti più distanti, più disastrosi da raggiungere,più caotici da capire, ma se i collegamenti da e per Malpensa sono fuori luogo, che ne diciamo di Nyc, di Miami, di Londra cara come il fuoco e lontanissima da raggiungere, o di Roma…..ci ho messo più di tre ore e più di una volta con il traffico indecente che c’è.

Quindi non diamo scuse idiote e smettiamo di dire e far vedere a tutto il mondo che l’ITALIA è un paese di ladri e politici. Anche gli altri paesi del modo sono disastrosi ma lo dicono a bassa voce.

Creda Sig Lubrano, a Miami tutte le compagnie del mondo hanno un capo scalo della compagnia e quindi in trasferta ma il resto è personale del luogo….solo Alitalia ha personale italiano in trasferta…fantastici.
Bè politici e Alitalia vanno di pari passo.
Speriamo solo che un giorno avremo un politico con la testa e non una persona che come per la Cirio e altro ha pensato solo ai propri interessi.
Credo che se domani ci fossero le elezioni nel nord il Sig Bossi vincerebbe la sua battaglia.
Ma Lei che cosa ne pensa?
Distintissimi e cordiali saluti.
Gatta milanese

Cara Gatta Milanese,
Sento in lei profondo astio per la “questione Malpensa” che, ciclicamente, interessa le pagine dei nostri giornali e i discorsi di alcuni politici di entrambi gli schieramenti.

Mi sono fatto l’idea, non solo leggendo ma parlando anche con piloti e hostess, che l’accordo fra Alitalia ed Air France sia positivo per risollevare le sorti della compagnia aerea.
Non voglio entrare nel merito di Malpensa, troppo spesso sfruttata per strumentalizzazioni politiche e che, a mio avviso, dovrà essere riveduta alla luce di una strategia aziendale atta a risanare un bilancio e a indirizzare la compagnia verso la strada degli UTILI che troppo spesso, per buonismo forse, viene messa in secondo piano.
E’ la solita questione, come per le ferrovie.
Bisognerebbe decidere una volta per tutte se queste aziende statali devono offrire un servizio ai cittadini o stare sul mercato facendo utili. Entrambe le cose difficilmente si possono realizzare.
D’altra parte, sono io per primo a essere stanco di litigi, incertezze e mancate decisioni ma mi sembra ormai chiaro che Malpensa è solo un obiettivo politico. L’aereoporto esiste. Se l’Alitalia dovesse ridurre i voli ci saranno altre compagnie pronte a coprire gli spazi. Se questo non dovesse avvenire allora vorrà dire che l’aereoporto di Malpensa non è interessante per il trasporto aereo.
La storia dell’italianità, inoltre, mi sembra stonata: ce ne ricordiamo solo quando fa comodo a questa o a quella parte politica. Non ci potevamo pensare prima, quando i bilanci hanno cominciato ad andare in profondo rosso? Ci ricordiamo dell’italianità solo quando la mucca da mungere ci scappa dalle mani?
E succede con tutto, banche, compagnie aeree, grandi aziende…..Cara signora, i disastri in questo povero paese sono cominciati molto tempo fa. Molto prima di Prodi e Berlusconi. Pensiamoci, qualche volta, senza farci prendere da simpatie e antipatie, senza cadere vittime di ina propaganda interessata.

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gen  08
22
alle 03:38
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Gianfranco.Dall'Omo il 01/1/70

Sono un ex funzionario di una grande compagnia aerea e naturalmente conosco i problemi in general...


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4 Commenti to “Malpensa e le polemiche”

  1. gatta milanese dice:

    Gentilissimo Sig Lubrano, in realtà sono daccordo con Lei che i disastri sono cominciati prima di Prodi e Berlusconi, ma quando incominceranno a sistemarli? Ci sarà mai l’anno zero? Lei mi risponde sul fatto che era il miglior piano per Alitalia..non è vero il miglior piano era tenere le rotte e mandare i piloti a vivere in Lombardia già dal 1998…e in oltre mi ha citato Alitalia e in realtà non ha risposto alla domanda… Malpensa, perchè politicizzata. Lei ha ragione a dire che ci saranno altre compagnie, ma tutti i soldi dati per fare di malpensa un hub per alitalia dove li buttiamo? Dove buttiamo tutti quei poveretti che stanno facendo strade, alberghi, che lavorano nel nord per la compagnia di bandiera, o in aeroporto in qualche shop che sta chiudendo? Non crede che salirà la delinquenza più del dovuto oltre alla disperazione dei giovani.
    In breve, come dice Lei, si è pensato economicamente e politicamente ad Alitalia e BASTA.
    Tutto il resto “è silenzio” perchè la responsabilità dell’anno zero, non la prenderanno ne Prodi ne Berlusconi così rischieremo sempre di più una paese come l’argentina.
    Forse imparare qualche cosa dalla Germania o dalla Spagna sia come paesi che come contratti IBERIA E LH.
    La ringrazio ancora e le porgo i miei più cordiali saluti
    GATTA MILANESE

  2. daniele tiseo dice:

    Gentile Gatta Milanese,Gentile Sig Lubrano, chiedo scusa per questa mia intromissione ma ritengo l’ argomento estremamente importante.
    Gentile Gatta Milanese, mi permetto di soffermarmi sulla sua affermazione in merito a Iberia e LH, non so se le è mai capitato di viaggiare dall’ aeroporto di Madrid o di Frankoforte, bhe a me si, e molto spesso. Il mio lavoro per gioia o delizia mi porta spesso a spostarmi in aereo. Posso assicurarle che per andare a Buenos Aires o per andare al Jfk non mi è mai capitato di partire ne da Barcellona ne da Dusseldorf e non di certo perchè queste città non abbiano un aeroporto degno di nota o perchè la crescita economica delle stesse non determini la necessità di una maggior propensione alle tratte extraeuropee, ma semplicemente perchè le economie di scala lo impongono. Lei mi parla di far andare a vivere i piloti Alitalia in Lombardia affinchè non si sia costretti ogni volta che si prende un volo della nostra compagnia di bandiera a vedere la sfilata di 5/6 dipendenti alitalia in volo di trasferimento tra roma e milano (pagando il costo di quell’ ora) e sottraendo posti vendibili a chi li vorrebbe pagare. Sacrosanta affermazione! ma ciò non risolverebbe il problema di una gestione scellerata di una AZIENDA, perchè questo è Alitalia, una azienda con degli azionisti ed una governance che deve creare profitto al fine di mantenere quelle ben più numerose 1000 famiglie a cui lei fa riferimento.
    Mi scusi se mi dilungo ma fino a quando penseremo che proteggere il singolo indotto garantendo la sopravvivenza dell’ economia portante di quella determinata area geografica, mi scusi ma non ci scolleremo mai da questa quiete statica e molto pericolosa. In italia non si ridimensiona Malpensa per l’ indotto (ridimensionare non vuol dire ne chiudere ne diminuire il lavoro dell’ aeroporto stesso che si sta aprendo come lei sa alle compagnie low cost) non si creano i rigassificatori in toscana per la paura di non si sa quale pericolo per la salute umana, non si costruiscono mulini a vento in grado di garantire elettricità ai piccoli paesi molisani per non deturpare il paesaggio, non si parla neanche per sbaglio di nucleare per non offendere il buon gusto civico, si chiudono le discariche invece di creare ecoballe,
    Mi scusi Gatta Milanese ma l’ Alitalia, madre di malpensa, non la salva di certo lo stato che doveva lasciarla andare sin dai tempi dell’ Iri e delle privatizzazioni (Enel/Eni che ad oggi non mi sembrano proprio in banca rotta). Malpensa non verrà smantellata ma verrà riqualificata, il problema è che questo paese ha perso la FANTASIA di rimettersi in giocco e quindi lascerà quest’ occasione a chi, ahimè, ha più rabbia e più voglia di noi.

  3. Carneade dice:

    Mi pare di capire che gatta milanese sia personalmente interessata al fenomeno, probabilmente lavora per Alitalia a Malpensa e pensa di perdere i privilegi acquisiti a carico dei contribuenti italiani. Per l’indotto, se Alitalia andasse via da Malpensa non cambierebbe nulla. Rayanair si è già offerta di rilevare gli slot e considerando che le compagnie low cost sono MOLTO MA MOLTO più efficienti di Alitalia, il traffico non potrebbe che crescere e quindi anche l’indotto. L’affermazione poi che i soldi spesi per Malpensa siano per farne l’hub di Alitalia mi sembra di un provincialismno oltre ogni limite…

  4. Gianfranco.Dall'Omo dice:

    Sono un ex funzionario di una grande compagnia aerea e naturalmente conosco i problemi in generale, soprattutto quelli dell’Alitalia. I politici attuali c’entrano ben poco, si doveva pensarci ben prima. Per tanti anni alla Magliana a Roma c’era gente che si grattava, che prendevano lo stipendio senza rendere erano in molti. l’Alitalia doveva essere privatizzata da un pezzo per farla rendere, sotto lo Stato é andata sempre peggio, anche perché erano in molti a mangiarci. Vi do un esempio, la British Airways, linee aeree britanniche, si trovò in bruttissime acque, era statale, negli snni 70 fu privatizzata e si creo una compagnia per azioni, questo vettore, pur rimanendo sempre inglese, si risollevò nel giro di pochi mesi ed oggi si porta ancora bene. Con la privatizzazione fu fatto anche un repulisti, il trattamento era ottimo ma coloro che pensavano di fare i furbi furono invitati a lasciare la compagnia, volenti o nolenti. Questo si doveva fare anni orsono all’ Alitalia, privatizzarla creando le azioni ed allora in mano ai privati avremmo visto i risultati ed oggi non dovremmo venderla ad un vettore straniero. Io sono sempre stato dalla parte dei lavoratori, ma dico anche che il lavoratore deve fare il suo dovere completamente altrimenti deve andarsene. L’Alitalia, essendo statale, non poté nemmeno fare il cosidetto Joint venture con KLM e Air france, infatti quei vettori non potevano accettare certi di modi statali di operare. Non sono certamente d’accordo che finisca in mano ad Air France, anche perché mi dispiacerebbe volare da Milano a Roma con il vettore francese, e questo succederà Si deve semplicemente privatizzarla creando una società per azioni ed estromettendo lo Stato, solo così il vettore si riprende.

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