Mischa Seifert: il boia di bolzano
Ho visto come tanti in tivu le immagini dell’estradizione del “boia di Bolzano”, Mischa Seifert. Un vecchio malandato, un rottame, senza più lo sguardo – gli occhi di ghiaccio di una lontana foto – né la grinta feroce dell’aguzzino. Si dovrebbe sentire pietà per un essere simile. E invece mi sorprendo a non averne. Trovo anzi confortante che dopo sessant’anni di latitanza dalle sue colpe, un criminale di guerra viene consegnato alla giustizia perché paghi finalmente il conto. Vuol dire che davvero nessuno, nemmeno un boia, sfugge al suo destino. Qualche volta, di fronte ai tanti delitti impuniti, ne abbiamo dubitato.
da Antonio Lubrano
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