Pensieri

Parafarmacie e farmacie: nodi al pettine

Il severo “jaccuse” del pensionato alle parafarmacie ha provocato una serie di accese reazioni.

Ma dai commenti emergono anche degli interrogativi su cui val la pena di riflettere:

1. la tendenza delle aziende farmaceutiche in genere è di produrre medicinali sintomatici che non portano mai a guarigione con l’intento di cronicizzare la patologia?

2. C’è un cartello della distribuzione farmaceutica che penalizza le parafarmacie? Chi lo ha denunciato all’Antitrust ha avuto la soddisfazione di vedere condannate le aziende che lo praticano.

3, Quale titolare di farmacia tradizionale non ha mai venduto uno di questi medicinali con obbligo di prescrizione medica, senza la ricetta? Arvenum, Maalox, Daflon, Tachipirina 1000, Gentalyn beta, Folina, Tobral collirio..

4. Si può ridurre il prezzo dei farmaci? Sì, se sono vere le testimonianze raccolte qui.
Esempio: “il 27 settembre del 2006 all’Ufficio Farmacie Convenzionate della Regione Abruzzo ho dato la mia disponibilità a distribuire medicinali della mutua rinunciando al 30% dell’utile per venire incontro ai conti disastrosi della sanità e la mia iniziativa è stata contrastata da minacce e da inviti alla magistratura e alle forze dell’ordine”.
Altro esempio: “Si parla da tempo dell’apertura di duemila nuove farmacie e già duemila farmacisti si sono dichiarati disposti a rinegoziare il SSN, rinunciando a parte di oneri e competenze. Ma finora la risposta è stata il silenzio”

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apr  08
4
alle 10:50
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di antonella il 01/1/70

Non vi arrendete ,farmacisti liberi , continuate a lavorare con amore, dimostrate a tutti le vost...


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25 Commenti to “Parafarmacie e farmacie: nodi al pettine”

  1. claudio costa dice:

    salve sono un giovane laureato in ing biomedica al politecnico di torino. da 3 anni mi occupo di analisi biomeccanica dell’equilibrio e del passo la mia attività si svolge in sicilia.Come posso fare a far conoscere la mia attività? Da parte di moltissimi collequi tra medici e terapisti della riabilitazione ho trovato molta diffidenza evidentemente hanno paura che io possa interferire con i loro affari…mi piacerebbe farle conoscere la mia attività.In attesa di una sua gradita risposta Le auguro buon lavoro.
    Cordiali saluti
    Ing Costa Claudio

  2. pecoranera dice:

    Ringrazio sinceramente il Dott. Lubrano che si è interessato della nostra situazione e ha parlato dell’ingiustizia che affligge l’80% della categoria dei farmacisti.
    Questa mattina su rai 2 il Dott. Lubrano ha fatto finalmente conoscere l’esistenza di noi farmacisti di serie B.
    Grazie ancora.

  3. enrico dice:

    Un grazie a Lubrano che ha ascoltato le ragioni di chi ha voglia di lavorare senza privilegi. Le lobby e gli interessi economici, come pure l’intervento dell’ing. Claudio Costa ha opportunamente sottolineato, sono un male che affligge la sanità, sia pubblica che privata.
    Invito tutti a continuare a lavorare con passione ed onestà per dare più democrazia a questo Paese in gravissima difficoltà.

  4. sonia dice:

    Un grande ringraziamento al dott. Lubrano per il suo interessamento al nostro problema dimostrando di aver capito che non è piccolo: o veniamo aiutati o siamo destinati a soccombere. Speriamo che qualcun’altro si sensibilizzi al nostro caso anche se l’attenzione del dott. Lubrano è già importante;
    in attesa di ripercussioni positive di tale trasmissione,
    la ringrazio sicuramente insieme a tanti altri colleghi

  5. marica dice:

    grazie dott. Lubrano almeno lei non ha dato una visione distorta della situazione grazie.Quelli che difendono cosi’ tanto le farmacie non capiscono che prima o poi saranno spazzati via dalle grosse catene farmaceutiche dopo che avranno a casa loro saturi i loro mercati, arriveranno in italia.Non sarebbe meglio che lo saturassimo noi? Se non altro tanti giovani (dopo qualche anno di lavoro in farmacia ) aprirebbero i loro esercizi ci sarebbe lavoro per tutti comunque .

  6. VITO dice:

    Caro Lubrano ancora una volta sono
    stato colpito seguendo la trasmissione di Magalli,dalla tua pronta intelligenza.
    Hai perfettamente ragione quando asse
    risci che non ci può essere una farmac
    ia e una parafarmacia poichè esiste
    un solo tipo di laureain farmacia.
    Il tutto vuole essere invece il frutto
    di una pseudodemocrazia feudale e serva delle corporazioni corrotte e colluse.

  7. Alberto Frolla dice:

    Mi scusi l’OT Dott Lubrano ma mi permetto di segnalarLe il servizio ISCHIA, UN MARE DI GUAI, realizzato da Rainews24.
    http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/reportage/31032008_ischia.asp
    In attesa di un suo commento
    La ringrazio
    Alberto Frolla

  8. Lalla dice:

    credo che la storia delle parafarmacie sia indicativa del potere che negli anni l’industria farmaceutica ha guadagnato in Italia. Qui la situazione è completamente diversa rispetto a moltissimi paesi esteri dove l’affare “farmaco” è gestito in ben altro modo e con costi diversi e tendenzialmente molto più bassi, sia del farmaco che del parafarmaco.

  9. Retlaw dice:

    Ho avuto l’impressione che le cosiddette liberalizzazioni di Bersani servissero a favorire i compagni delle Cooperative e poichè non era possibile fare una legge “ad personam” hanno dovuto includere tutti, col risultato che tanti giovani farmacisti si sono illusi di potere avere una farmacia a basso costo. Adesso rivendicano il diritto di averla realmente dato che la loro professinalità non è diversa dai loro colleghi più blasonati che hanno ereditato la farmacia di famiglia.

  10. Antonio dice:

    Caro Lubrano,
    sono contento che una persona brillante ed intelligente come lei non sia caduta nella rete della strumentalizzazione che si cerca di portare avanti con l’avallo anche di personaggi di primissimo piano delle istituzioni (vedi ministra Livia Turco)che vorrebbero far coincidere il servizio farmaceutico reso al cittadino con il luogo dove si esercita tale esercizio (la farmacia) bypassando la professionalità del farmacista e non riconoscendogli il ruolo fondamentale che egli esplica con la sua preparazione professionale. In tal modo, anche secondo la ministra Turco, benchè, sia nella farmacia che nella PARA.., vi debba operare un farmacista laureato, quello che opera nella parafarmacia è limitato nella sua professione (anche per merito della “Bersani Incompiuta”) non si sa per quale motivo. Unica spiegazione che riesce ad addurre la Turco è quella che riguarda il carattere edilizio/architettonico del luogo dovre l’uno o l’atro professionista esercitano la professione. Ma sia ben chiaro che dal punto di vista igienico-sanitario entrambi i luoghi devono avere dei requisiti appropriati per poter ottenere la licenza di esercizio. Come dire che se lei, da giornalista, si trovasse a scrivere un articolo nel soggiorno di casa sua verrebbe considerato un vero giornalista, se per contro lo scrivesse a casa di un suo parente quell’articolo le verrebbe censurato o addirittura incorrerebbe nella radiazione dall’albo dei giornalisti. Le pare logico o, meglio, costituzionalmente correttto? Eppure per esperienza diretta le posso dire che già oggi le parafarmacie svolgo un ruolo importante sul territorio, socialmente utile, laddove il cittadino trova un professionista disponibile e motivato. Cosa che non sempre accade quando al banco vi fosse un farmacista titolare di farmacia che talvolta, costretto a conseguire una laurea per il solo motivo di assicurare la successione della farmacia dal genitore, non trova le stesse motivazioni etiche per esercitare la professione con lo stesso spirito di servizio. Quindi, come può la Turco addurre delle motivazioni tanto labili appellandosi alle qualità fisiche e architettoniche del luogo quando esistono già ora delle parafarmacie attrezzate e organizzate al loro interno sia dal punto di vista del decoro che dell’igiene e della funzionalità? Trattasi il più delle volte di locali attrezzati meglio di tante altre farmacie che magari da decenni non vengono riammodernate per lo scarso interesse di chi le conduce ossessionato solo dalla necessità di accumulare gli utili. E’ fondamentale sottolineare quel ruolo sociale che svolgono, già adesso, le parafarmacie sul territorio consigliando e indirizzando il cittadino verso le forme più appropriate di cura della salute e della persona. E’ fondamentale se si tiene conto che tutto ciò avviene senza pesare minimamente sul bilancio della sanità pubblica. Se le interessa approfondire l’argomento, essendo io comproprietario assieme a mia moglie di una parafarmacia, la invito a venirci a trovare, sostando mezz’ora nel nostro esercizio si renderà conto del ruolo, strategico per la sanità pubblica, che la parafarmacia potrebbe avere sul territorio snellendo ad esempio quelle file interminabili che si creano nelle sale d’attesa dei medici di famiglia laddove, specie gli anziani, vi si recano anche solo per ottenere una parola di conforto alla loro malattia che sempre più spesso si chiama solitudine.Consideri che il più delle volte ad aprire un esercizio farmaceutico di vicinato è un profesionista che oltre alla laurea ha notevole esperienza maturata sul campo dietro al banco, al contatto col pubblico, come direttore o collaboratore di farmacia, quando il titolare era impegnato in un angusto retrofarmacia a controllare i guadagni e contare gli utili (cosa nobile anche quella, per carità). Si impegni a fare una inchiesta sul campo, ci venga a trovare, siamo nella disastrata Campania.
    Antonio. PARAfarmacista.

  11. Ernie dice:

    Dott.Lubrano, una sola parola:”Grazie!!!”

    E’ tremendo sapere di essersi laureati in pari con il massimo dei voti in una laurea quinquennale, e avere la triste consapevolezza di non poter mantenere la propria famiglia, perche’ con 1200 euro purtroppo non si vive, si sopravvive a malapena.

  12. spider dice:

    vorrei sottolineare quello che molti colleghi hanho detto; lo stipendio di 1200 euro dopo una laurea quinquennale e soprattutto con la responsabilità che un farmacista si assume nella dispensazione dei farmaci..mille rischi al giorno per cosa??uguali rischi ma per premi diversi..

  13. marica dice:

    http://lubranorisponde.libero.it/index.php?s=farmacie&sentence=sentence tanti colleghi intervengono mi fa molto piacere

  14. daniela robotti dice:

    anche io mi sono stufata di fare la commessa ed ho aperto un esercizio farmaceutico ! spero tanto che possa prima o poi svolgere appieno la mia professione e che il mio negozio possa diventare una farmacia non convenzionata come è giusto che sia! io sono una farmacista e non una parafarmacista !

  15. Rodolfo Ciccarello dice:

    Anche io sono un farmacista laureato e abilitato che per 25 anni ho gestito le “loro” farmacie per 1200 euro al mese.
    Credo di aver dispensato assieme ai contenitori per urina….e morfina anche tanti buoni consigli.
    Oggi, dopo aver aperto la mia parafarmacia, mi sono reso conto di poter dispensare quasi solo contenitori per urina e pochi consigli.
    In un giorno, cosa può essere successo alla mia laurea e alla mia professionalità?
    Ma io andrò avanti, anche a costo, per sopravvivere di vendere il c…o.
    GRAZIE,Lubrano

  16. zovirax dice:

    caro lubrano grazie per esserti interessato a noi ‘parafarmacisti’laureati,abilitati,dallo
    stesso stato che poi ci priva del diritto di esercitare la professione se non sotto schiavitu’

  17. angela dice:

    Gentile signo Lubrano la proposta di Gasparri eTommasini significa per noi parafarmacisti una sola cosa:Chiudere.Gia’non possiamo vendere la fascia c figuriamoci un’ulteriore riduzione del numero di farmaci.La supplico di aiutarci dedicando una trasmissione quanto prima a questo nostro problema anche per sensibilizzare l’opinione pubblica.La ringrazio anche a nome di tutti gli altri miei colleghi parafarmacisti.

  18. Stefania dice:

    Sono una farmacista che lavora in una parafarmacia, fino a quando?! La proposta di legge Gasparri-Tomassini rischia di far tornare a casa 5000 farmacisti e di far chiudere 2500 punti vendita. Perchè non possiamo svolgere il nostro lavoro? Ci considerano uguali ai titolari di farmacia solo quando dobbiamo pagare le tasse ma per il resto siamo i figli di un dio molto minore… Le chiedo di dare risalto a questo nostro problema e di aiutarci a sensibilizzare l’opinione pubblica dato che tutto tace… Grazie per l’interessamento

  19. Elisa dice:

    Salve Sig.Lubrano, anche io faccio parte delle 5000 persone farmaciste che , dopo un breve periodo di lavoro in farmacia a delle condizioni a dir poco ingiuste (notte del 15 agosto pagata 30 euro)e a tempo determinato ovviamente, ho trovato il “paradiso” lavorando in un corner di parafarmacia con un contratto retribuito il giusto e a tempo indeterminato.
    …sì, a tempo indeterminato finchè il nuovo Governo ce lo permetterà….
    Dopodichè se passerà la legge Gasparri-Tomassini tutti i Corner faranno a meno del farmacista e in farmacia ( dove non si trovava lavoro neanche prima della Bersani), non saremo più chiamati perchè abbiamo lavorato nelle parafarmacie.
    Mi dica lei se le sembra una cosa giusta che una persona, dopo aver fatto fare dei sacrifici ai propri genitori (in tempi in cui, nel mio caso ,era solo il papà che portava a casa lo stipendio facendo l’umile lavoro di operaio) per prendere una laurea, alla fine non si riesce neanche a trovare un posto di lavoro stabile e duraturo che permetta di mantenere i figli.
    E in più il dover “vivere male ” aspettandosi da un momento all’altro di essere lasciati a casa e dover ricominciare un nuovo mestiere alle soglie dei 40 anni….
    Se lei ne ha le possibilità la prego di farsi portavoce dei nostri disagi in modo da sensibilizzare le persone…i nostri pazienti ci vogliono bene perchè diamo loro consigli,pratichiamo gli sconti e cerchiamo di mettere al meglio la nostra professionalità, per cui noi siamo sereni per come lavoriamo.
    Cordiali saluti

  20. armando tessitore dice:

    Eg. dott. Lubrano,
    sono il papà di un titolare di parafarmacia,
    dopo tanti sacrifici, timori, speranze,ansie,
    finalmente un giovane appena laureato è riuscito a trovare occupazione,mettendosi in discussione e rischiando dei capitali propri,
    senza aspettare il posto il lavoro dal cielo e soprattutto senza dover emigrare.
    Dopo aver dato una speranza di poter operare in un campo per il quale si era laureato come farmacista,la classe politica tutta ed in particolare questo Governo ipotizza l’ ulteriore declassificazione delle PARAFARMACIE.
    Quale assurdo ragionamento faceva la Turco prima e quale sragionamento fa oggi questo Governo? E poi si viene a parlare di posti di lavoro. Sa quanti titolari di esercizi Parafarmaceutici resteranno in mezzo alla strada? E con quali conseguenze economiche, visto che si sono indebitati per poter avviare la nuova attività? Alla base di tutto ciò non vedo altro che una lobby così potente da codizionare una intera classe politica al proprio servizio; così continuerà ad arricchirsi la casta dei farmacisti a scapito dei senza senza nome, del popolo,di coloro che non contano, perchè non hanno conti miliardari in euro.
    Mi scusi se mi sono dilungato, ma mi creda, sono così amareggiato e disgustato da questi governanti che non riesco farmene un ragione di tanta incapacità a cogliere i bisogni della gente normale.

  21. giancarlo brucoli dice:

    GRAZIE GASPARRI……… è una vera persecuzione contro l’unica vera novità nel mondo dei farmaci da banco e degli integratori dietetici che avevano smosso il grasso mondo dei farmacisti forti del loro potere di casta ereditario milionario(in €) e parassitario appoggiato comodamente sulle spalle del SSN con la vendita dei farmaci di fascia C e con ricette in convenzione forte dei congrui sconti e delle dilazioni praticate dalle aziende farmaceutiche e dei distributori e questo governo di falsi liberal adesso ci vuole colpire restringendoci ulteriormente i margini di attività (LO DICA CHIARAMENTE QUESTO GOVERNO DIFENSORE DEI RICCHI CHE QUESTI POVERI QUATTRO GATTI E’MEGLIO CHE SCOMPAIANO LASCIANDO IN PACE LIBERI DI ARRICCHIRSI I SOLI FARMACISTI) e bravo gasparri hahahaha…………

  22. Anto dice:

    Ho 44 anni e sono una Farmacista titolare di una “parafarmacia”, sita in provincia di Catania.
    Pur avendo cominciato tardi i miei studi universitari, a 30 anni, poichè ho sempre creduto che una laurea mi avrebbe permesso di trovare un lavoro più dignitoso, mi sono laureata in Farmacia con 110/110 dopo 5 anni di durissimi sacrifici per me e per i miei figli. Dopo la laurea ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Tecnologie Farmaceutiche e successivamente ho accettato una borsa di studio pari a 600 euro al mese. Non mi importava… fare ricerca è una passione talmente grande che si è disposti a lavorare 10-12 ore al giorno senza battere ciglio, disposti a fare rinunce che a molti apparirebbero inconcepibili.
    Tuttavia, quando ho compreso che mai avrei potuto proseguire la mia carriera di ricercatrice, per tutta una serie di motivi che mi pare inutile elencare, visto come funzionano le cose negli atenei italiani, ho fatto marcia indietro e sono andata a lavorare in Farmacia.
    Un passo indietro in tutti i sensi, ma che ho accettato poichè “io tengo famiglia”. La maggiore dei miei figli si laurea (si spera) a ottobre in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e il piccolo ha appena cominciato Economia e Commercio. E i soldi ci vogliono. In Farmacia stipendio misero, competizione col magazziniere che, allineato alla cattiva usanza che vige in quasi tutte le farmacie, doveva sostituirsi a me, violando l’art. 394 del c.p. con disinvolta prepotenza, anche qui ho mollato ed ho aperto un esercizio di vicinato, la parafarmacia, che mi permette quanto meno di esercitare la mia professione, sebbene in maniera parziale e mutilata, visto che posso vendere dolo OTC e SOP, ovvero farmaci la cui dispensazione non richiede ricetta medica.
    Con lacrime e sangue ho messo su questo esercizio e con le mie competenze e la mia serietà sono riuscita a conquistare la fiducia degli abitanti di questo piccolo comune che conta quasi 3000 abitanti. Qui lo sconto sui farmaci era una chimera… l’unica farmacia esistente non toglieva un centesimo, ma da quando sono arrivata io la gente ha risparmiato mediamente il 10% sui farmaci e, per alcuni prodotti anche fino al 30%. Il che significa che in tasca rimane poco e niente visto che lo sconto va praticato poichè lo spirito delle liberalizzazioni è quello di far risparmiare l’utente. E va bene, siamo tenaci, le cose stanno così.
    Adesso però si profila una catastrofe per me e per altri 3-4 mila colleghi farmacisti che si sono tuffati a capofitto in questa esperienza della parafarmacia, poichè vi è un disegno di legge che porta la firma dei Senatori Gasparri e Tomassini (DDL 863) che vuole riportare indietro l’orologio al 2006, prima cioè della Legge Bersani, poichè ai titolari non è andata giù questa cosa. Questo disegno di legge VERGOGNOSO toglie alla mia categoria quell’ultimo briciolo di dignità rimasto e va bloccato ad ogni costo.
    In sintesi si vorrebbe che i farmaci da banco, le uniche cose che noi possiamo attualmente dispensare, SOP e OTC, si possano vendere OVUNQUE, in assenza del farmacista e in confezioni starter, cioè contenenti solo poche unità posologiche del farmaco, riportando dunque il farmaco da banco nelle farmacie e costringendo di fatto più di 2500 esercizi alla chiusura. Alcuni dicono che negli Stati Uniti ciò è possibile da tempo e che la cosa funziona bene. Mi permetto di precisare che ciò non è affatto vero, poichè mi risulta che le morti per intossicazione da paracetamolo da quelle parti li supera di gran lunga quelle da assunzione di eroina, si stima infatti che sia la terza causa di morte per intossicazione dopo quella da exstasi.
    Il binomio FARMACO-FARMACISTA è universale e necessario, ovunque il farmaco venga dispensato.
    E poi ancora, si parla da mesi sulla questione Alitalia, esuberi, posti a rischio, disperazione, ma della nostra disperazione nessuno ne parla. Niente, il silenzio, nessuno sa nulla di nulla.
    Ieri io e altri 150 colleghi siamo andati a protestare all’assessorato alla Sanità di Palermo e l’Assessore manco ci ha ricevuti personalmente, ha mandato il suo segretario personale….. In ogni caso eravamo li e questo è importante. Adesso resta solo da aspettare e capire se dobbiamo preparare le valigie e tornare a lavorare fianco a fianco con chi ha violato i miei sogni e costretto me e la mia famiglia a pagare dieci anni di prestito per una attività che non avevo il diritto di intraprendere.
    Questa è una violazione della Costituzione poichè quest’ultima sancisce pari diritti dal punto di vista professionale, e non consente disparità, fra coloro che possiedono lo stesso titolo di studio. I titolari di “parafarmacia” rispettano tutte le norme vigenti, e soprattutto possiedono una Laurea in Farmacia, sono regolarmente iscritti al proprio ordine professionale, pagano i contributi previdenziali all’ ENPAF (tengo a sottolineare per intero, circa 4000 euro l’anno, l’esatto ammontare che paga un Titolare di farmacia).
    IO SONO UNA FARMACISTA e come tale ho il diritto di esercitare a pieno la mia professione al pari dei miei colleghi titolari.
    In definitiva tale proposta di legge toglie ogni possibilità e dovere civile di confronto concorrenziale, di fatto costruendo nuovamente attorno alle farmacie una sorta di fossato invalicabile.
    Credo inoltre che la facoltà di farmacia dovrebbe essere interdetta a chiunque non sia figlio di titolari, visto che la mia laurea serve a poco, visto che il meglio che ci si possa aspettare è di lavorare tutta una vita alle dipendenze di chi ha già tanto e non vuole mollare nulla.
    Vi prego, gentilmente di parlarne, è tanta la gente che non sa, e la gente deve sapere.

  23. Francesco dice:

    Esimio dott. Lubrano sono un sottufficiale dei carabinieri in pensione, che ha speso la buonuscita per aprire una parafarmacia alla propria figlia laureata in chimica e tecnologie farmaceutiche. Ora si fa un gran parlare per chiudere le parafarmacie o limitare la vendita di quei pochi farmaci da banco che puo’ vendere.Se cosi sara’ cosa fara’ mia figlia e tutte le altre come lei?…Forse il suo titolo non è uguale a quello del farmacista? La ringrazio e spero che continua ad aiutare mia figlia e tutte le sue colleghe.

  24. Mario dice:

    Ma scusate…..cari i miei farmacisti NON titolari…..prima di intraprendere il vostro cammino in una laurea che a quanto pare sembra non rendere niente e toglie solo diritti di professionalità e bla bla bla….perkè non avete fatto a suo tempo una piccola prospettiva sul futuro??….è ovvio che non tutti i farmacisti possono benificiare di una paga da titolare…ma anche perkè i farmacisti non titolari hanno 1/4 delle responsabilità del titolare di farmacia…quindi insomma….mi sembra di vedere tanti bambini che frignano perkè hanno la fetta di torta più piccola…..ragazzi se tutti avessero la fetta di torta in egual misura…non sarebbe una democrazia…ma anzi…un titolarismo comunista………aprite gli occhi….e ringraziate per i 1200 euro al mese…ch c’è tanta gente che nemmeno in due mesi li vede sti soldi!!

  25. antonella dice:

    Non vi arrendete ,farmacisti liberi , continuate a lavorare con amore, dimostrate a tutti le vostre conoscenze acquisite grazie allo studio serio e responsabile ! Non vi fate scoraggiare da quelli che senza nessuna fatica hanno avuto la laurea , il posto di lavoro e le ricchezze! Prima o poi riuscirete a farvi sentire, riuscirete a far valere i vostri diritti e a svolgere il lavoro che la vostra laurea vi permette di fare . Continuate a lottare ,altrimenti farete il loro gioco e ricordatevi che ” CHI LA DURA LA VINCE ! “

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