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	<title>Commenti a: Qual è il quorum della salute?</title>
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		<title>Di: liseuse</title>
		<link>http://www.lubranorisponde.it/2008/quale_il_quorum_della_salute/comment-page-1/#comment-1959</link>
		<dc:creator>liseuse</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>OT: per favore non contribuite all&#039;epidemia di &quot;qual è&quot; con indebito apostrofo! :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>OT: per favore non contribuite all&#8217;epidemia di &#8220;qual è&#8221; con indebito apostrofo! <img src='http://www.lubranorisponde.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: pecoranera</title>
		<link>http://www.lubranorisponde.it/2008/quale_il_quorum_della_salute/comment-page-1/#comment-1960</link>
		<dc:creator>pecoranera</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Dott. Lubrano dell&#039;apertura di nuove farmacie non se ne parla soltanto ora ma da oltre trent&#039;anni. Poi tutte le nuovi sedi in procinto di apertura vengono bloccate con corsi e ricorsi.&lt;br /&gt;
Duemila farmacisti hanno già aperto 2000 nuove attività e se ci fosse la buona volontà basterebbe un solo giorno a convertirle in farmacie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Dott. Lubrano dell&#8217;apertura di nuove farmacie non se ne parla soltanto ora ma da oltre trent&#8217;anni. Poi tutte le nuovi sedi in procinto di apertura vengono bloccate con corsi e ricorsi.<br />
Duemila farmacisti hanno già aperto 2000 nuove attività e se ci fosse la buona volontà basterebbe un solo giorno a convertirle in farmacie.</p>
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		<title>Di: marica</title>
		<link>http://www.lubranorisponde.it/2008/quale_il_quorum_della_salute/comment-page-1/#comment-1961</link>
		<dc:creator>marica</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>MA ci vuole tanto a capire che la politica deve star lontana dalla mia laurea?Io sono laureata ed abilitata alla professione, lo stato mi  deve lasciar svolgere la mia professione, altrimenti questo e&#039; fascismo bello e puro.Regioni ecc... devo interessarsi di ben altri problemi.Non e&#039; possibile che io debba fare SOLO la dipendente o cacciare 4 miliardi di vecchie lire per comprarmi una farmacia per poter svolgere il mio lavoro.ESISTONO FARMACIE CONVENZIONATE E NON se lo stato vuole una farmacia in un punto preciso fa concorsi, da&#039; la licenza CHE POI DEVE TORNARE ALLO STATO PER ALTRI CONCORSI invece un laureato si puo&#039; aprire un esercizio farmaceutico con farmaci non mutuabili.QUESTA SI CHIAMA GIUSTIZIA E LIBERTA&#039;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MA ci vuole tanto a capire che la politica deve star lontana dalla mia laurea?Io sono laureata ed abilitata alla professione, lo stato mi  deve lasciar svolgere la mia professione, altrimenti questo e&#8217; fascismo bello e puro.Regioni ecc&#8230; devo interessarsi di ben altri problemi.Non e&#8217; possibile che io debba fare SOLO la dipendente o cacciare 4 miliardi di vecchie lire per comprarmi una farmacia per poter svolgere il mio lavoro.ESISTONO FARMACIE CONVENZIONATE E NON se lo stato vuole una farmacia in un punto preciso fa concorsi, da&#8217; la licenza CHE POI DEVE TORNARE ALLO STATO PER ALTRI CONCORSI invece un laureato si puo&#8217; aprire un esercizio farmaceutico con farmaci non mutuabili.QUESTA SI CHIAMA GIUSTIZIA E LIBERTA&#8217;</p>
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		<title>Di: enrico</title>
		<link>http://www.lubranorisponde.it/2008/quale_il_quorum_della_salute/comment-page-1/#comment-1962</link>
		<dc:creator>enrico</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>cara marica, altro che  4 miliardi, qui si parla anche di otto per una farmacia urbana con un giro medio alto... cioè 4 milioni di euro, perchè i titolari che cedono l&#039;attività si sentono ancora molto protetti e priviligiati in barba alle liberalizzazioni! Le farmacie si vendono ancora a due volte il loro fatturato e oltre!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vedo bene una sanatoria per quei farmacisti che hanno già aperto una nuova attività, in poco tempo le 2000 sedi non sarebbero più un problema..... non venitemi a dire che questi esercizi farmaceutici sono distribiuti in modo disomogeneo sul territorio, tanti paesi non hanno la farmacia e &lt;br /&gt;
tanti ne hanno una di fronte all&#039;altra! Neppure le nuove farmacie che si spartirebbero i titolari saranno in zone vantaggiose per la popolazione! questo è poco ma sicuro!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara marica, altro che  4 miliardi, qui si parla anche di otto per una farmacia urbana con un giro medio alto&#8230; cioè 4 milioni di euro, perchè i titolari che cedono l&#8217;attività si sentono ancora molto protetti e priviligiati in barba alle liberalizzazioni! Le farmacie si vendono ancora a due volte il loro fatturato e oltre!</p>
<p>Vedo bene una sanatoria per quei farmacisti che hanno già aperto una nuova attività, in poco tempo le 2000 sedi non sarebbero più un problema&#8230;.. non venitemi a dire che questi esercizi farmaceutici sono distribiuti in modo disomogeneo sul territorio, tanti paesi non hanno la farmacia e <br />
tanti ne hanno una di fronte all&#8217;altra! Neppure le nuove farmacie che si spartirebbero i titolari saranno in zone vantaggiose per la popolazione! questo è poco ma sicuro!</p>
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		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://www.lubranorisponde.it/2008/quale_il_quorum_della_salute/comment-page-1/#comment-1963</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>In questo paese fino ad oggi sono stati tutelati soltanto i privilegi feudali delle caste in barba a tutti gli altri interessi della salute e delle condizioni dei dottori farmacisti dipendenti con contratti e remunerazioni assolutamente non adeguate al loro profilo,oggi i più in gamba di loro hanno coraggiosamente aperto una parafarmacia ma per costoro è ancora precluso il sacrosanto diritto di esercitare la libera professione come per  le altre categorie di lavoratori. diciamo una volta per tutte basta a questo stato di cose e cerchiamo di cambiare questa Italietta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In questo paese fino ad oggi sono stati tutelati soltanto i privilegi feudali delle caste in barba a tutti gli altri interessi della salute e delle condizioni dei dottori farmacisti dipendenti con contratti e remunerazioni assolutamente non adeguate al loro profilo,oggi i più in gamba di loro hanno coraggiosamente aperto una parafarmacia ma per costoro è ancora precluso il sacrosanto diritto di esercitare la libera professione come per  le altre categorie di lavoratori. diciamo una volta per tutte basta a questo stato di cose e cerchiamo di cambiare questa Italietta.</p>
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		<title>Di: Leonardo Marchitto</title>
		<link>http://www.lubranorisponde.it/2008/quale_il_quorum_della_salute/comment-page-1/#comment-1964</link>
		<dc:creator>Leonardo Marchitto</dc:creator>
		<pubDate>Unknown, 30 Nov -0001 00:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Canale parafarmacie/corner GDO :il farmacista necessario per una strategia di sviluppo moderno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A proposito delle difficoltà a cui vanno incontro le parafarmacie che nonostante tutto sono stato l&#039;unico vero successo delle liberalizzazioni volute da Bersani vorrei analizzare (ormai dopo 2 anni) la situazione del settore cercando di essere il più possibile oggettivo .Mi riferisco ai dati presentati oggi dall’Anifa (produttori di OTC/SOP) che annualmente presenta “L’osservatorio sull’automedicazione 2008”.&lt;br /&gt;
Quello che emerge è che a soli due anni il “fuori farmacia” si è già conquistato già il 5,5 % del mercato con un piccolo sorpasso delle parafarmacie indipendenti (oggi: 3,2% nel 2007 1,4%) rispetto ai corner salute della GDO (oggi 2,3% 2007: 2,1%) sorpasso fisiologico se si considera che il numero delle prime è notevolemente superiore ai corner GDO.&lt;br /&gt;
Altra indicazione è che ormai il paventato “consumismo farmaceutico” paventato da alcuni settori contrari alla riforma Bersani non c’è stato, sintomo che la stessa ha colpito nel segno: i prezzi sono diminuiti, le persone dopo le prime curiosità si sono fidate, l’affidabilità del servizio è stata garantita. Non è irrazionale dire che forse quella dei farmaci senza ricetta fuori dalla farmacia ( e direi io con il farmacista) è una di quelle che ha funzionato.&lt;br /&gt;
Quello che servirebbe ora è rafforzare il “canale parafarmacie” (indipendenti e corner) per farlo crescere e diventare un competitor valido verso quello tradizionale delle farmacie.&lt;br /&gt;
Quindi diciamo così, dopo i primi entusiasmi e le tendenze positive ( incremento di quote di mercato) occorre analizzare le linee di fondo per consolidare tale canale con giovamento di tutti: aziende farmaceutiche, GDO, parafarmacie.&lt;br /&gt;
Per fare questo però occorre capire che cosa vuole il cliente, e in questo caso una ricerca condotta dal Censis nel 2007, cioè qualche tempo dopo la riforma Bersani, è sicuramente utile, vediamo i dati significativi&lt;br /&gt;
a) il 61 % dei cittadini intervistati ritiene che vendere farmaci OTC in luoghi diversi dalle farmacie sia una scelta condivisibile;&lt;br /&gt;
b) l’81% degli intervistati sostiene che gli OTC non devono essere venduti senza che vi sia un farmacista capace di dare i consigli adeguati&lt;br /&gt;
c) oltre il 60% degli intervistati pensa che nei canali alternativi (parafarmacie/corner) debba essere garantita un’offerta di prodotti simile a quella delle farmacie&lt;br /&gt;
d) il farmaco non può essere assimilato ad altri prodotti di mass-market&lt;br /&gt;
In base a tali risultati le azioni più adeguate per sostenere il nuovo canale dovrebbero essere:&lt;br /&gt;
1)occorre aumentare il numero di specialità farmaceutiche vendibili nelle parafarmacie/corner. (risposta alle esigenze dei punti ai punti a,c)&lt;br /&gt;
A tale proposito il tentativo di concedere la fascia C ( presente nella terza lenzuolata Bersani) è fallito perché in Italia, nell’attuale situazione di interessi cristallizzati, rompere il legame ricetta – farmacia è poco fattibile. Mentre è più realistico seguire quello che l’ANIFA propone ormai da molti anni e che ormai è maturo (come dimostrava l’emendamento Banti alla terza lenzuolata) effettuare lo switch di farmaci che all’estero (UK,Olanda,Svezia,Francia ec….) sono già venduti senza ricetta altrimenti bisognerebbe dimostrare che britannici, olandesi e francesi hanno una fisiologia diversa dagli italiani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2)riorganizzare e qualificare sempre più le parafarmacie e i corner secondo quello che richiedono i clienti (risposta alle esigenze dei punti ai punti b,d)&lt;br /&gt;
Domandiamoci: la liberalizzazione Bersani avrebbe avuto successo ( ci sono dati che lo dimostrano) se nei punti vendita non fosse stato presente il farmacista? Direi di no.&lt;br /&gt;
Per questo motivo tale presenza dovrà essere garantita in futuro, se si vuole far crescere il canale alternativo a livelli europei ( es.in Olanda circa il 70 % dei farmaci senza ricetta è venduto in canali alternativi alle farmacie). facendolo diventare così sempre più remunerativo.&lt;br /&gt;
Ovviamente, come chiedono alcuni settori della distribuzione con logiche differenti dalle parafarmacie indipendenti, nei corner la presenza potrà essere rimodulata nella modalità (farmacista supervisore invece che farmacista a presenza continuata) ma non va sperperato il vantaggio competitivo che la presenza del laureato in farmacia ha per lo sviluppo del canale parafarmacie. Quali vantaggi?&lt;br /&gt;
a) garanzia che l’operazione di switch di specialità ora a ricetta continui e vengano resi disponibili in futuro maggiori specialità come OTC&lt;br /&gt;
b) ancoraggio dei farmaci SOP (a libera vendita ma non pubblicizzabili al pubblico) ai corner/parafarmacie. Senza farmacista, le aziende sarebbero tentate di richiedere una distribuzione selettiva solo a punti vendita con i laureati. La stessa considerazione va fatta per le aziende con brand più noti. Si tenga contro infine che in molti casi la classificazione come SOP è una sorta di anticamera per molti futuri OTC&lt;br /&gt;
c) perdita del mercato dei prodotti omeopatici (ancora limitato, ma con grosso potenziale come per tutti i “metodi di cura dolci” ) dato che, per le particolarità di tale terapia, non sono presenti i fogli illustrativi in tali prodotti e quindi il farmacista offre sicuramente un apporto determinante per l’uso corretto e l’acquisto del prodotto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’chiaro quindi che le proposte di eliminazione del farmacista dai punti vendita in questione (ministro Sacconi e alcuni sottosegretari di stato, recenti proposte dei titolari di farmacia, alcuni settori della GDO) risulterebbero una vera “polpetta avvelenata” per il canale parafarmacia/corner a fronte del guadagno immediato (riduzione di costi del personale) si perde in prospettiva “la ciccia” dell’allargamento dei farmaci vendibili nel canale, con un progressivo inaridimento di un settore promettente e di un cambiamento reale nella distribuzione del farmaco&lt;br /&gt;
Questo ha dato in questi anni un reale beneficio (sconti, servizi) ai clienti ai clienti, cioè quello che conta realmente per lo sviluppo di un’azienda commerciale a dispetto degli interessi consolidati e alla poca voglia di essere competitivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Leonardo Marchitto&lt;br /&gt;
FEF Marche&lt;br /&gt;
ParaFaramaciaMarche</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Canale parafarmacie/corner GDO :il farmacista necessario per una strategia di sviluppo moderno. </p>
<p>A proposito delle difficoltà a cui vanno incontro le parafarmacie che nonostante tutto sono stato l&#8217;unico vero successo delle liberalizzazioni volute da Bersani vorrei analizzare (ormai dopo 2 anni) la situazione del settore cercando di essere il più possibile oggettivo .Mi riferisco ai dati presentati oggi dall’Anifa (produttori di OTC/SOP) che annualmente presenta “L’osservatorio sull’automedicazione 2008”.<br />
Quello che emerge è che a soli due anni il “fuori farmacia” si è già conquistato già il 5,5 % del mercato con un piccolo sorpasso delle parafarmacie indipendenti (oggi: 3,2% nel 2007 1,4%) rispetto ai corner salute della GDO (oggi 2,3% 2007: 2,1%) sorpasso fisiologico se si considera che il numero delle prime è notevolemente superiore ai corner GDO.<br />
Altra indicazione è che ormai il paventato “consumismo farmaceutico” paventato da alcuni settori contrari alla riforma Bersani non c’è stato, sintomo che la stessa ha colpito nel segno: i prezzi sono diminuiti, le persone dopo le prime curiosità si sono fidate, l’affidabilità del servizio è stata garantita. Non è irrazionale dire che forse quella dei farmaci senza ricetta fuori dalla farmacia ( e direi io con il farmacista) è una di quelle che ha funzionato.<br />
Quello che servirebbe ora è rafforzare il “canale parafarmacie” (indipendenti e corner) per farlo crescere e diventare un competitor valido verso quello tradizionale delle farmacie.<br />
Quindi diciamo così, dopo i primi entusiasmi e le tendenze positive ( incremento di quote di mercato) occorre analizzare le linee di fondo per consolidare tale canale con giovamento di tutti: aziende farmaceutiche, GDO, parafarmacie.<br />
Per fare questo però occorre capire che cosa vuole il cliente, e in questo caso una ricerca condotta dal Censis nel 2007, cioè qualche tempo dopo la riforma Bersani, è sicuramente utile, vediamo i dati significativi<br />
a) il 61 % dei cittadini intervistati ritiene che vendere farmaci OTC in luoghi diversi dalle farmacie sia una scelta condivisibile;<br />
b) l’81% degli intervistati sostiene che gli OTC non devono essere venduti senza che vi sia un farmacista capace di dare i consigli adeguati<br />
c) oltre il 60% degli intervistati pensa che nei canali alternativi (parafarmacie/corner) debba essere garantita un’offerta di prodotti simile a quella delle farmacie<br />
d) il farmaco non può essere assimilato ad altri prodotti di mass-market<br />
In base a tali risultati le azioni più adeguate per sostenere il nuovo canale dovrebbero essere:<br />
1)occorre aumentare il numero di specialità farmaceutiche vendibili nelle parafarmacie/corner. (risposta alle esigenze dei punti ai punti a,c)<br />
A tale proposito il tentativo di concedere la fascia C ( presente nella terza lenzuolata Bersani) è fallito perché in Italia, nell’attuale situazione di interessi cristallizzati, rompere il legame ricetta – farmacia è poco fattibile. Mentre è più realistico seguire quello che l’ANIFA propone ormai da molti anni e che ormai è maturo (come dimostrava l’emendamento Banti alla terza lenzuolata) effettuare lo switch di farmaci che all’estero (UK,Olanda,Svezia,Francia ec….) sono già venduti senza ricetta altrimenti bisognerebbe dimostrare che britannici, olandesi e francesi hanno una fisiologia diversa dagli italiani.</p>
<p>2)riorganizzare e qualificare sempre più le parafarmacie e i corner secondo quello che richiedono i clienti (risposta alle esigenze dei punti ai punti b,d)<br />
Domandiamoci: la liberalizzazione Bersani avrebbe avuto successo ( ci sono dati che lo dimostrano) se nei punti vendita non fosse stato presente il farmacista? Direi di no.<br />
Per questo motivo tale presenza dovrà essere garantita in futuro, se si vuole far crescere il canale alternativo a livelli europei ( es.in Olanda circa il 70 % dei farmaci senza ricetta è venduto in canali alternativi alle farmacie). facendolo diventare così sempre più remunerativo.<br />
Ovviamente, come chiedono alcuni settori della distribuzione con logiche differenti dalle parafarmacie indipendenti, nei corner la presenza potrà essere rimodulata nella modalità (farmacista supervisore invece che farmacista a presenza continuata) ma non va sperperato il vantaggio competitivo che la presenza del laureato in farmacia ha per lo sviluppo del canale parafarmacie. Quali vantaggi?<br />
a) garanzia che l’operazione di switch di specialità ora a ricetta continui e vengano resi disponibili in futuro maggiori specialità come OTC<br />
b) ancoraggio dei farmaci SOP (a libera vendita ma non pubblicizzabili al pubblico) ai corner/parafarmacie. Senza farmacista, le aziende sarebbero tentate di richiedere una distribuzione selettiva solo a punti vendita con i laureati. La stessa considerazione va fatta per le aziende con brand più noti. Si tenga contro infine che in molti casi la classificazione come SOP è una sorta di anticamera per molti futuri OTC<br />
c) perdita del mercato dei prodotti omeopatici (ancora limitato, ma con grosso potenziale come per tutti i “metodi di cura dolci” ) dato che, per le particolarità di tale terapia, non sono presenti i fogli illustrativi in tali prodotti e quindi il farmacista offre sicuramente un apporto determinante per l’uso corretto e l’acquisto del prodotto.</p>
<p>E’chiaro quindi che le proposte di eliminazione del farmacista dai punti vendita in questione (ministro Sacconi e alcuni sottosegretari di stato, recenti proposte dei titolari di farmacia, alcuni settori della GDO) risulterebbero una vera “polpetta avvelenata” per il canale parafarmacia/corner a fronte del guadagno immediato (riduzione di costi del personale) si perde in prospettiva “la ciccia” dell’allargamento dei farmaci vendibili nel canale, con un progressivo inaridimento di un settore promettente e di un cambiamento reale nella distribuzione del farmaco<br />
Questo ha dato in questi anni un reale beneficio (sconti, servizi) ai clienti ai clienti, cioè quello che conta realmente per lo sviluppo di un’azienda commerciale a dispetto degli interessi consolidati e alla poca voglia di essere competitivi.</p>
<p>Leonardo Marchitto<br />
FEF Marche<br />
ParaFaramaciaMarche</p>
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