Quanto costa una tazza di cioccolata
Milano, un bar della zona Magenta, saletta interna, pomeriggio inoltrato.
Due tazze di cioccolata, con biscotti secchi(quattro in un piattino). Conto: 22 euro.
Pago,con la sensazione di aver subìto una piccola rapina.
Telefono alla federazione pubblici esercizi della città e protesto, dico che poi non bisogna lamentarsi se di fronte a rincari pesanti, talvolta ingiustificati, la gente spende sempre di meno. Risposta: quel bar si trova in un quartiere di gente ricca e quindi può permettersi il caro listino.
Breve indagine: in un bar normale una tazza di cioccolata costa due euro, in uno dei migliori locali milanesi arriva a sei euro, poi c’è il bar in questione otto euro(8+8 fa 16 e i quattro-biscotti secchi-quattro sei, totale 22 euro) e infine c’è un altro elegantissimo pubblico esercizio, il più “in” della città dove la cioccolata costa 11 euro.
Ma pare che sia l’unico, grazie al Cielo.
Che cosa ricaviamo dalla piccola esperienza?
1. I ricchi, proprio perché tali, possono essere spennati dal bar o da qualsiasi altro negozio nel loro quartiere.
2. Il mercato è libero e quindi i commercianti possono praticare i prezzi che vogliono, inutile dunque sollevare questo tipo di problemi.
3. E poi non facciamo la figura dei pezzenti: che saranno mai 22 euro? Per giunta il consumatore se non vuole subire fregature ha l’obbligo di leggere il listino prezzi del locale prima di ordinare qualcosa e se la tazza di cioccolata a suo avviso costa una esagerazione, non la ordina, alza i tacchi e se ne va. Quindi la polemica non regge. Giusto.
4. Però, dopo aver preso la fregatura il consumatore in quel bar non c’entra più e mettrà in guardia tutti i suoi amici e conoscenti dall’andarci a consumare un che!
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di boris borgato il 01/1/70
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maggio 9th, 2008 at 19:20
Non penso che sia un reato comunicare a tutti il nome del bar in questione. Così evitiamo di farci derubare. A me è capitato (pure a Milano). Non solo l’ho fatto sapere su diversi blog e forum ma ho detto subito al gestore che stava rubando.
P.S. Il listino non è mai esposto. Mica ti avvisano che ti stanno derubando !!!
Meno male che non ti sei seduto fuori !!!
maggio 9th, 2008 at 22:50
anzi, questi “esercizi” vanno sputtanati a + non posso!
maggio 11th, 2008 at 14:20
nn prendiamoci in giro. . . .la donna attira, l’uomo nn vuol fare la figura del morto di fame e paga i 22€ per le 2 cioccolate .fine della storia.l’uomo vuol fare lo “sborone” e paga e zitto , poi piange a casa.fai i suoi conti , mangia pane e acqua ma quando esce con la donna, PAGA E ZITTO.
maggio 11th, 2008 at 14:30
Io mi sono trovato nella stessa situazione non ho pagato la somma esosa che mi avevano richiesto sono andato alla cassa è ho depositato 10 Euro,poi sono andato via tranquillamente lasciando bene capire che se non accettavano me li sarei ripresi i 10 euro.
maggio 11th, 2008 at 14:34
Caro Lubrano, è inutile fare i difensori degli sfigati. La legge del mercato fa si che ad ogni richiesta possa corrispondere un offerta, e così è. Evidentemente c’è gente che può permettersi €22 per un cioccolato, e lasciare fuori i meno.
C’è chi ha il Rolex e chi ha il timex … Chi ha la panda e chi la Bentley …
maggio 11th, 2008 at 14:35
Andrà ancora peggio. Non si può rendere noto il nome del locale, non si può scaricare la sua denuncia dei redditi del titolare se no si agevola i mafiosi e chi li tiene più?
Guai poi se per caso c’è un calo nel flusso turistico -che loro provocano con i prezzi- sono capaci di invocare lo stato di calamitÃ
maggio 11th, 2008 at 14:40
Vuoi mettere uno che se lo può permettere. Perché vogliamo impedirgli di differenziarsi dalla? Non è che qualcuno pensa che il figlio dell’operaio è uguale al figlio dell’avvocato
maggio 11th, 2008 at 14:49
Dire il nome del Bar è cosa giusta fa parte del mercato, della concorrenza, ma la cosa più imbarazzante e che attività come queste poi non pagano nemmeno il dovuto come tasse e a salvarli arriva il condono. Questa è l’Italia delle libertà , intendiamo libertà per i farabutti.
maggio 11th, 2008 at 14:54
Giusto: libertà di offerta. Ma uno deve sapere prima che cosa si offre. Quindi: obbligo di listino (possibile che non ci fosse?), pena chiusura del locale. Prima una settimana, poi due.
maggio 11th, 2008 at 15:12
Di certo il bar non fa nulla di male se è isolato e in una posizione appartata, ma nel caso si trovi in un posto centrale, di fronte qualche bel monumento o in un crocevia strategico questo risulterebbe molto molto sconveniente. Una volta presi un aperitivo con delle mie amiche in una via centralissima, a due passi dalla stazione dove aspettavamo una coincidenza. Più di dieci anni fa lo pagammo 9.000 £ l’uno. Lo sfizio di dire alla proprietaria che ci aveva rapinate me lo sono tolto con gran gusto!
maggio 11th, 2008 at 15:31
Quel bar e le persone che lo frequentano sono un insulto alla povertà .
maggio 11th, 2008 at 15:56
La faccenda insegna che i ricchi posso scegliere se spendere 2 o 11 euro, dove spenderli e il tipo di cioccolata che preferiscono…. i poveri no, o quella da 2 euro o nulla!Non è detto che sia meno buona, assolutamente, ma provate a fare la stessa cosa con la sanità pubblica e privata…..
maggio 11th, 2008 at 16:09
Ma voi non vi stancate mai delle ovvietà ??????
maggio 11th, 2008 at 16:16
Mercato libero!!!?
E’ vergognoso l’esempio del bar in questione è solo la punta di un iceberg
siamo costretti a capitolare faremo la fine dell’Argentina…manca poco.
Il mercato è fatto di domande ed offerte
se la domanda va a…..l’offerta sarà invenduta…ops, dimenticavo i ricchi assorbiranno loro tutta l’offerta visto che sono sempre più pochi e molto più ricchi.
maggio 11th, 2008 at 16:24
NEANCHE GLI DEI.
e’ un titolo di un romanzo di fantascienza di Asimov.
La frase completa è che “NEANCHE GLI DEI POSSONO NULLA CONTRO LA STUPIDITA’ UMANA”
Saranno pur ricchi ma sono CRETINI, ed allora ben vengano i furbi che gliela menntono nel c..o con un po’ di ciccolatta calda.
Noi poveri per fortuna non siamo fessi e la cioccolata ce la gustiamo a casa con quasi nulla e con maggior piacere sapendo che nel contempo qualcuno spende 22 euro in un bar per la stessa cosa e… forse, siccome il cameriere è povero ci ha pure sputato dentro!
VA BENE COSI’
maggio 11th, 2008 at 16:48
invece di sputtanare il bar, perche’ non chiedete al signore dell’indagini di chiedere quanto costa il fitto del bar in una zona ricca di Milano, o quanto ha pagato il locale? se la cioccolata calda deve avere a tutti i posti lo stesso prezzo, la stessa cosa deve essere anche per gli immobili e le tasse. Quindi non facciamo i falsi moralisti. I soldi la gente li spende dove vuole, il problema di fondo e’ uno solo. In italia e’ adesso quanto meno impossibile fare tanti soldi lavorando, e potersi permettere di pagare 2 cioccolate calde 22 euro, quindi quando vediamo gente che se lo puo’ permettere, pensiamo subito che i loro soldi non provengono dal lavoro ma da altre nature, e la cosa ci rode. Vorrei vedere voi, avendo la possibilita’ di comprare una panda e o un mercedes se vi accontentereste della panda!!!
maggio 11th, 2008 at 16:54
Sappiamo che dobbiamo informarci sui prezzi, fare attenzione ai locali delle grandi città , come pure ai locali delle zone turistiche, delle città d’arte…la lista rischia di diventare infinita.
I turisti cosa dicono? La risposta è nell’abbandono dell’Italia, diventata troppo cara anche per i “ricchi”. Meglio scegliere altri Paesi (evviva la concorrenza) dove al ristorante quando ordini sai cosa paghi, senza coperto, senza servizio e altri carissimi extra.
maggio 11th, 2008 at 16:56
questi commenti sono una perdita di tempo. Non ci cascate. Uscite invece di stare chiusi in casa. A casa stateci solo per dormire.
maggio 11th, 2008 at 16:58
Tanti commenti ma l’unica cosa di cui si può discutere è: IL LISTINO PREZZI ERA VISIBILE ALL’INTERNO DEL BAR??? IL LISTINO NON C’ERA AL TAVOLINO????? se ciò non è successo l’unica cosa e chiamare le forze dell’ordine perchè sono passibili di multa!!!!!!!!! e lo scontrino è stato emesso ???????? anche in questo caso Le Fiamme Gialle (GdF) avrebbe il suo da fare.
maggio 11th, 2008 at 17:16
ho visto gente al bar di una zona centrale di roma, fare colazione e spendere più di quello che io spendo per mangiare a casa in una giornata…
maggio 11th, 2008 at 17:24
lubrano non dice se il listino dei prezzi era visibile o se ha potuto consultare il menù prima…
di solito non si sa mai quale sarà il prezzo da pagare. evidentemente, visto che si sorprende, neanche lui aveva visto il listino.
ah lubrà , statte accuorto!!!!
maggio 11th, 2008 at 17:24
certo che sono ladri in certi esercizi. e rubano ad altri ladri. che si possono permettere il lusso di farsi derubare. sta a noi rimanere con gli occhi aperti per non cadere in queste trappole. se il listino non c’è, spesso manca anche il prezzo del servizio al tavolo, meglio andar via. io l’ho fatto anche dopo aver letto i prezzi dopo che mi ero seduto al tavolino (fuori del bar)
maggio 11th, 2008 at 17:49
Adeguare il prezzo dei beni venduti al censo degli avventori? E allora viva il Medioevo! E come la mettiamo con il turista sprovveduto, italiano o, meglio, straniero, che quel giorno ha la sfiga di passare da lì e di desiderare una tazzina di cioccolata in quel bar? Miei cari consimili, con 22 euro a tazzina non pagate una qualità eccelsa, che magari non c’è nemmeno, ma soddisfate soltanto la cupidigia sempre più sfrontata di certi figuri che andrebbero mandati ad assolvere ad altre funzioni da qualche altra parte! La domanda, l’offerta, e magari l’utilità marginale, sono concetti che non li sfiorano neppure! Tanto il mercato che ci ritroviamo in questo villaggio globale non si identifica neppure più nella modello di concorrenza perfetta, che resiste imbelle solo nei testi di economia politica. Il vero è che ormai siamo allo sfascio. In un paese dove, peraltro, tutto è concesso. Anche di dichiarare un reddito di gran lunga inferiore a quello di quei ricchi a cui quella tazzina di cioccolato è così amorevolmente riservata!
maggio 11th, 2008 at 18:48
…il ricco è ricco e il povero
si impoverisce sempre di più per
vivere come il ricco pur sapendo di sostenere sacrifici a volte troppo esosi per le sue tasche….il ricco e il povero spendono la stessa cifra per tante cose …..
maggio 11th, 2008 at 18:51
a questi baristi di zone “ricche”
dovrebbero far pagare le tasse (e assicurarsi che le paghino) almeno 5 volte in più rispetto al bar di zone “popolari”…. peccato che la legge dicono sia uguale per tutti.!!
maggio 11th, 2008 at 19:41
anche se mi posso permettere fortunatamente un tenore di vita piuttosto elevato, da buon genovese cerco di non farmi rapinare e soprattutto non vado a farmi derubare nei posti da “fighetti” che lascio volentieri agli esibizionisti. Però è giusto quel che ha detto un precedente commento: nel centro di MI le spese sono in effetti pazzesche per gli esercenti…
maggio 11th, 2008 at 19:57
penso che il caro bar appartenga a chi si può permettere il bar a prescindere dal costo della cioccolata.Penso che sia meglio difendere le classi meno benestanti magari aumentando le buste paga, o per chi non ha un salario cercando una occupazione per poter almeno permettersela una cioccolata anche in un semplice bar.Saluti
maggio 11th, 2008 at 20:06
Sinceramente se capitasse una cosa simile, andrei a dire a tutto il vicinato o anzi a tutta la città dove abito che in quel bar non ci deve entrare nessuno, perchè fanno prezzi da rapina…
vedi poi come gli passa la voglia a tutti di mettere prezzi così idioti solo perchè il bar è “IN” il bar sarà anche IN, ma la gente va OUT
maggio 11th, 2008 at 20:31
Nn è giusto che il ricco venga spennato, ma se i soldi li ha nn si scomporrà più di tanto davanti al conto.
maggio 11th, 2008 at 20:39
In un locale, a me una volta è capitata una cosa incredibile… e premetto che ci andavo in comitiva 2/3 volte la settimana, bei tempi…
Alla fine della cena, ci portano il conto, 42.80…
Paghiamo con un pezzo da 50.00 e il cassiere/proprietario fa: “42.80, facciamo 43″, e mi da 7 euro di resto…
Io lo guardo basito, non certo per i 20 centesimi, (ma se proprio uno vuole arrotondare lo fa in difetto penso, o no?)ma per il principio e gli dico con una calma che non mi aspettavo da me, facendo il classico segno della croce, ci hai visto ora, e non ci vedi mai più…
e con molto dispiacere, perchè il locale mi piaceva, ora ha chiuso, non ci sono più andato.
maggio 11th, 2008 at 21:00
Mi scusi signor Lubrano se non l’abbiamo riconosciuto, la prossima volta le assicuriamo che il conto sarà più leggero, nel senso che offriremo noi
….Effettivamente 22 euro per due cioccolate non sono pochi, ma se abbassassero i prezzi probabilmente perderebbero clientela
maggio 11th, 2008 at 22:18
bhe è come quelle che per una borsa di plastica con delle letteracce scritte sù spendono dai 700 ai 1500 euro..se non costasse così cara non sarebbe uno status..e sopratutto visto che di italiani ..non si girebbero a guardali ammirati perchè mentre ci sono famiglie che con 22 euro devono far mangiare una famiglia di 4 persone loro le buttano nello sciaqquone del barista.
maggio 11th, 2008 at 22:23
A parer mio ,i consumatori devono informarsi
dei prezzi prima di consumare e comperare,
i prezzi dovrebbero essere sempre esposti e ben visibili per evitare l’imbarazzo di domandarli. se un locale vuole solo un certo tipo di clientela, deve essere soddisfatto ugualmente anche quando lavora poco perche’ guadagna tanto.
maggio 11th, 2008 at 22:36
BISOGNEREBBE DAVVERO FARE I NOMI DI QUEGLI ESERCIZI KE DERUBANO I CLIENTI.SE SI COMINCIASSE KOSI’,LE PERSONE NON FREQUENTEREBBERO DETTI LOCALI…E QUESTI SI FAREBBERO VERAMENTE QUATTRO CONTI X NN FINIRE CHIUSI.MI SPIACE KE TRA BRAVA GENTE NON CI SIA ANCORA QUESTA COMPLICITA’.NN E’ DETTO KE ESSERE RIKKI,DA’AI DISONESTI L’AUTORITA’DI DERUBARLI.TUTTI HANNO LA POSSIBILITA’ DI PRENDERE UNA CIOCCOLATA DOVE SCELGONO DI PRENDERLA.STA’ AI NEGOZIANTI NN ABUSARE DELLA LORO BUONA FEDE.SALUTE A TUTTI
maggio 11th, 2008 at 22:37
Anche in questo caso è il cervello che fa la differenza.
Secondo me uno può avere tonnellate di denaro, montagne di soldi, caterve di oro, ma gettare i soldi così è da scemi, anche se ne hai 100 conti correnti a 8 zeri in svizzera.Questa cioccolata “amara”, mi ricorda certi imbecilli che per sentirsi “ricchifichiimportanti” si comportano da emeriti parvenu. Poveracci!
Mi piacerebbe che fossero costretti a mangiarci per un giorno intero, con 22 euro: loro, mogli e figli….
maggio 11th, 2008 at 22:56
vivo in centro america da 5 anni.
ogni anno torno un mese in italia.
ottobre 2007, bar moderno e con qualche pretesa zona Piazza Po a Milano.
Tre caffe’ e due bicchieri di minerale al tavolino,12 euro.
Ho pagato e mi sono sentito preso in giro.
Episodi simili mi capitano ogni volta che torno nel mio paese.
maggio 11th, 2008 at 22:59
Credo che capiti a tutti una simile eventualità . Mi ricordo che più di quindici anni fa, volli festeggiare l’ottimo voto preso da mia figlia e da una sua amica nella lingua Inglese e volli portarle in un luogo molto famoso e direi storico che si trova accanto alla Scalinata di Trinità dei Monti a Roma per offrire loro un tè anzi un English tea for three…Orbene, se non svenni in quell’occasione!!!!Da quel giorno credo di non aver più gustato un tea senza avere dei ripensamenti molto seri sulle sue proprietà benefiche. E’ certo però, che in simili occasioni urge nella mente una certa rabbia se si pensa a quanti sprechi si ripetono nella vita quotidiana a discapito di altrettante situazioni dove magari dieci euro risolvono i pasti di un paio di giorni per tanta gente. Ma è un’utopia credere di risolvere il problema dal punto di vista etico…il mondo non cammina su binari etici, purtroppo. Ci sono leggi di mercato che non guardano in tasca alla gente come pure però, credo sia valido il detto: non si fanno le nozze coi fichi secchi e come diceva mia nonna…nessuno ti regala niente… E’ certo che il rimedio è nel non rimettere più piede nel luogo dove fanno di conto solo a vantaggio loro…e finisce tutto con il memorizzare la faccenda e metterci una croce per depennare luogo, persone e merce….
Ma già che ci siamo, perchè non parlare dei fiori per i defunti, delle corone e dei cuscini floreali i cui costi aggravano ancora di più il già penoso momento di tanti funerali. Non è un furto pagare 500 euro per dei fiori che poi finiscono tra i rifiuti nel giro di un paio di giorni?Parliamone….
maggio 11th, 2008 at 23:01
una cosa cosi’ “rode” sui 22 ci si puo’ anche sputare ma anche sullo scontrino nn ci starebbe male.
maggio 11th, 2008 at 23:53
partiamo dal presupposto che i ricchi dico i veri ricchi in quel bar non entrano ma vanno da altre parti più discrete e meno costose e che li entrano i ricchi arricchiti come gli chiamo io che devono far vedere di avere i soldi e si riconoscono benissimo vestiti tutti di marche griffe e senza gusto con il rolex o ALTRO OROLOGIO CONOSCIUTO DA TUTTI purchè costoso la macchinona e quell’aria superiore…….. fanno bene a spennarli.
maggio 11th, 2008 at 23:59
I prezzi servono anche a selezionare la clientela. chi fa prezzi alti vuole che il locale sia frequentato da gente ricca. in questo modo i ricchi stanno coi ricchi e si sentono tranquilli. non mi pare una novità .
maggio 12th, 2008 at 00:44
ditemi il nome del proprietario cosi vediamo quanto paga di tasse…..vedi a cosa servono le dichiarazioni online….e solo io pago
maggio 12th, 2008 at 01:18
IO SE MI FACEVANO 22 EURO MI ALZAVO E ME
ME NE ANDAVO SENZA PAGARE!
maggio 12th, 2008 at 02:19
Concordo con i vari pareri che alcuni BAR pratichino dei veri e propri furti con la sola scusa d’essere in una zona IN della città , anke nella mia (TO) ci sono dei posti in cui sederti a bere un caffè al tavolino costa 10 euro, ma basta evitarli, in fondo un bar esageratamente caro lo si capisce a colpo d’occhio!!! Quindi basta evitali!!!!
maggio 20th, 2008 at 17:55
Dai pensa che a me per un caffé “all’aperto” in zona piazza dei mercanti avevano cihesto 5 euro a tazza. Essendo in due 10 euro!!
Reazione:
1 guardo il cameriere
2 mi alzo
3 rido
4 … non ci sono più e nemmeno i soldi miei.
Ciao