Scandalo delle Poste n.2: un retroscena
Nella cronaca milanese del Corsera (mercoledì 8 ottobre) si legge che “la polizia postale ha rinvenuto in tre zone cittadine chilogrammi e chilogrammi di lettere, cartoline, bollette, pacchi, multe e altri atti amministrativi, ammassati e abbandonati”.
“Casualmente o volontariamente?” si chiede il cronista e aggiunge che si temono altri casi ancora nascosti.
Nella stessa cronaca, tra marzo e aprile scorsi, si lesse una notizia simile, più grave se possibile: non chilogrammi ma quintali, forse tonnellate di posta erano state mandate al macero sul finire del 2007 per liberare i depositi postali intasati.
La denuncia, lo ricordo bene, era di un sindacato autonomo.
In quel periodo ogni venerdì a “Piazza grande”, il programma di Magalli su Raidue, io rispondevo in diretta alle domande dei telespettatori sui diritti dei cittadini e dei consumatori. Una signora mi chiese: “Come ci si deve difendere dai disservizi postali? Ho spedito per Natale un plico ad una mia nipotina, questo plico non è mai arrivato a destinazione”. E io in risposta riferii la denuncia del cobas postale, chissà – dissi – che il suo plico non sia finito al macero come tanta altra corrispondenza.
E chissà con quale criterio sia stata selezionata la posta da distruggere: prima gli omaggi natalizi, le cartoline di auguri e poi il resto? Speriamo che l’ente poste ci faccia sapere qualcosa.
Apriti cielo! Qualche ora dopo la redazione del programma televisivo è tempestata di telefonate. Non è vero, manderemo una nota di smentita. Bene, dice una mia collaboratrice, Silvia Baldacci, il dr. Lubrano sarà lieto di leggerla in trasmissione. Avete visto voi la nota di smentita? Nemmeno io.
Pur sollecitato, l’ufficio che s’era risentito, trovò una scusa qualsiasi per dire che rinunciava.
Ed ecco il nuovo scandalo. Si dice che la colpa sia della “esternalizzazione” del servizio di distribuzione della corrispondenza. Ditte esterne , cioè, che pagano male i loro dipendenti e questi, quando si stancano di consegnare lettere pacchi e quant’altro, buttano via il resto. “Esternalizzare”, dunque, vuol dire distruggere. Né più nè meno del mandare la nostra posta al macero.
Un bel verbo, diciamo la verità, suona persino bene….
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Ale il 01/1/70
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ottobre 13th, 2008 at 09:25
Ma perchè le poste italiane non si limitano a fare bene solo il loro lavcro e lascino la banca e la telefonia a chi lo deve fare? Sono sicura che cominceremmo ad aver un servizio migliore.E visto che questi casi si ripetono mi chiedo se sono reati o no? Chi dovrebbe vigilare e perchè non sappiamo mai come va a finire?
ottobre 13th, 2008 at 17:18
Mi auguro che continuino a perdere sempre più posta, così magari mi evito qualche multa!! Ma aimè buttano solo la posta che speri di ricevere e non gli atti amministrativi.
ottobre 13th, 2008 at 17:22
Purtroppo siamo alle solite accuse di disservizi senza le prove certe!
Sono un dipendente delle poste e vorrei dire la mia in proposito.
Avete forse idea del numero degli invii che quotidianamente arrivano nei nostri uffici? Milioni! I disservizi rientrano all’incirca sul 000,25%. Inoltre la maggior parte degli italiani non conosce il cap della zona di residenza e men che meno quello del destinatario della missiva, solo questi dati sarebbero sufficienti per non gridare allo scandalo!
Grazie
ottobre 13th, 2008 at 17:43
il peggio deve ancora arrivare. dal 2009 il servizio di consegna pacchi e parzialmente pare posta alle zone rurali verrà affidato alle cooperative sociali. nulla contro di loro, ma un pacco inviato da modena a bologna centro è stato rinviato al mittente con la scritta indirizzo incompleto. in questo caso particolare il responsabile del pacco non è tenuto a portare il pacco all’ufficio postale competente nè a lasciare l’avviso di pacco giacente. l’indirizzo come appurato dal dirigente dell’ufficio postale mittente era esatto. no comment. forse il corriere era andato a scolare qualche birra al pub più vicino.
ottobre 13th, 2008 at 17:46
anch’io sono un dipendente di pt italaiane
sono un addetto senior(qunti di clienti di poste sa quale ruolo copre questa persona).
ben…vi dico come voi sono anch’io un cliente di poste,almeno la mia corrispondenza arriva tutta con l’indirizzo completo;come diceva l’altro collega fatevi un bel ripasso di tytte quelle cognizioni inerenti al recapito quando spedite la vs,corrispondenza e sono certo solo in qualche caso ci saranno lamentele.Cari signori ricordatevi pure e qui nessuno lo scrive siete Voi gli artefici principali della vs posta;provate a selezionare veramente le cose che vi siano + utili e vedrete che il recapito funzionerà meglio.
Vi saluto
ottobre 13th, 2008 at 17:51
caro renato abito a sannicandro un paese della provincia di bari in due mesi il “Postino” solo due volte ha riempito (bada riempito) la cassetta delle lettere di corrispondenza, settimanali e quotidiani di 2-3-4 giorni prima, io pago un abbonamento per ricevere i quotidiani (quotidiano significa che arriva ogni giorno), addirittura una volta c’era anche lettere di banche indirizzate a miei vicini, in barba alla privacy, non credo che le banche non conoscono il cap o l’indirizzo dei propri clienti, non devi scaldarti troppo, io non sparo nel mucchio sicuramente la colpa non è dei dipendenti, ma di un sistema che da diverso tempo non funziona, sai cosa fanno per distribuire, anzi per far finta di distribuire e non beccarsi una denuncia per interruzione di pubblico servizio? ogni tanto prendono un dipendente da un’altro ufficio postale e senza pagare lo straordinario distribuiscono la posta a campione.
p.s. il sottoscritto ha già presentato denunzia ai carabinieri.
ottobre 13th, 2008 at 17:56
Per i Signori e Dipendenti delle Poste Italiane.
Cari Signori, è vero quello che dite Voi, ma è anche vero che molta corrispondenza non arriva a destinazione e non per colpa di noi utenti.
Ad esempio, io personalmente sono abbonato a diversi periodici e fascicoli, ma, o non arrivano affatto, o arrivano con enorme ritardo.
Ora, non credo che chi spedisce tali opere non metta il CAP, o l’indirizzo esatto!
Tantopiù che, come dicevo, qualche fascicolo arriva, quindi, l’indirizzo è esatto.
Altra cosa.
Vi siete presi la cattiva abitudine di far finta che non ci sia nessuno a casa, lasciate l’avviso di giacenza pacchi nella cassetta delle lettere, costringendo l’utente a recarsi presso l’ufficio postale, il più delle volte non vicino e negli orari in cui si lavora, quindi, bisogna prendere permessi vari per fare un piacere a voi.
Cari signori, questa si chiama poca voglia di lavorare bene e di essere pure menefreghisti!
Bene fa il Ministro Brunetta ad andarci pesante contro i fannulloni.
Un’ultima cosa.
Chi ha detto che, invece di pensare alla telefonia mobile ed ai prodotti bancari pensaste ai prodotti ed al servizio postale, le cose funzionerebbero molto meglio, ha il mio più totale appoggio.
Per concludere: lavorate bene e non piangete, come siete soliti fare!
Prendete esempio dalle poste tedesche, da quelle austriache e da quelle svizzere ed imparate!!!
ottobre 13th, 2008 at 18:00
Ma dico ,siamo imapazziti?,cosa ti leggo ?che i dipendenti delle poste “consigliano” di usarle solo per cose utili, che le colpe sono”degli esterni,ecc ecc, Non ci siamo…
cari dipendenti postali che siete pagati da Noi contribuenti, EVITATE per pudore di commentare dando peraltro “buoni consigli”a chi PAGA un srvizio,e visto che paga avrà pur diritto di utlizzarlo come cazzo gli pare,pensate a fare il vostro dovere fino in fondo e cazzeggiate di meno,i tempi sono cambiati anche per voi LAVORATE E GUADAGNATEVI LO STIPENDIO.
ottobre 13th, 2008 at 18:00
Non E’ una gustificazione essere pagati poco o male, se si accetta un incarico si deve portare a termine, ribadisco che in questo paese i danni piu’ grandi sono fatti dai sindacati che hanno sempre protetto i lavativi, questi sono i risultati , chi sbaglia non paga e quindi…..
ottobre 13th, 2008 at 18:08
anche l’ACEA di Roma ha dato in appalto la consegna delle fatture, bene… le bollette non arrivano e quando arrivano sono già scadute, ma questo a loro non importa tanto lucrano sugli interessi di mora, sul distacco e riallaccio delle utenze.
Dimenticavo, le buste quando arrivano, sono senza affrancatura e senza timbro, quindi non si può dimostrare nulla, si deve solo pagare e basta…
Giorgio
ottobre 13th, 2008 at 18:09
Ai due cari signori che sono delle poste Italiane e che così simpaticamente hanno scritto.
Vorrei vedere voi qualora non vi arrivi qualche raccomandata o pacco e non di sicuro per mancanza di indirizzo.
Vorrei tanto vedervi quando vi viene smarrita una multa e vi arriva con la penale da pagare o quando arriva una bolletta maggiorata perchè qualche simpatico postino l’ha buttata all’angolo di qualche ufficio.Quello 0,0025% lo ritengo solo una statistica fatta da voi delle poste e questo non fa testo.(ALTRIMENTI DESCRIVERE ARTICOLO DI GIORNALE O INDAGINE)
Poi lasciate perdere i commenti e fate si che riusciamo ad avere la nostra corrispondenza senza dover chiamare il numero verde per sapere che fine ha fatto quella missiva o quella raccomandata oppure quando ti passano per competenza il numero di Napoli/Bari…ecc a pagamento per risalire ad altro non stimolate così le nostre veemenze non ci fate una bella figura.
Quante giornate e ore perse per rintracciare qualcosa…quei soldi chi c’è li rida…voi 2 per caso?
Poi mettiamoci anche la cordialità di qualche sportellista.
Uuuuu quante da dire!!!!
Indi bonariamente…Ma fateci il piacere!!!
Cordialmente.
ottobre 13th, 2008 at 18:22
Salve a tutti….sono un portalettere di Udine da circa 29 anni…un pò di esperienza ce l’ho!…e quindi mi sento in dovere di chiarire delle cose.
Se è vero che molti utenti non scrivono correttamente l’indirizzo…sia del destinatario che del mittente…e per questo della corrispondenza và al macero….è anche vero che negli ultimi anni abbiamo un peggioramento del servizio causato dalla mancanza di personale…dal lavorare in condizioni precarie…con mezzi che ormai sono quasi da buttare….stò parlando di bici e motorini…..con zone che spesso sono mal tarate e quindi il personale deve stare al lavoro ben oltre i 10-15 minuti che normalmente si stà per poter gestire la corrispondenza…..ma parliamo di 2-3 ore….e dopo una giornata al freddo o sotto la pioggia….oppure sotto il sole estivo che ti cuoce la testa se hai il caso di quasi un kg……e certamente il dare parte del servizio a ditte esterne certo non aiuta all’immagine…ma alla fine di tutto questo per Poste l’unica cosa che interessa è il profitto a scapito dei lavoratori e sopratutto a scapito degli utenti che giustamente protestano dovendo pagare a Poste dei servizi che non vengono certo 2 centesimi…..GRAZIE
ottobre 13th, 2008 at 18:29
Voglio rispondere al Sig. Renato.
Quindi la scarsita’ di personale per lo smistamento manuale che comunque e’ previsto e’ da attribuire alle missive senza CAP?
Bene. Perche’ allora, come fece una volta Poste Italiane, per dare diffusione e eliminare il problema, non si distribuiscono i nuovi libretti con i CAP.
Mica si puo’ andare in posta a fare due ore di fila per chiedere un numero di CAP allo sportello?
L’Italia non e’ e non sara’ mai completamente informatizzata per potersi affidare ai motori di ricerca.
I responsabili delle poste, adesso, pensano solo al lucro.
Se chiedi un bollettino per fare un versamento, ti viene dato. Se ne chiedi due rispondono:-Noi li vendiamo, ordini superiori! Questo vale per qualsiasi modulo si chieda.
Prima gli stampati stavano a disposizione del pubblico. Adesso sono rimasti i contenitori in plexglas che li contenevano pieni di depliant pubblicitari di prodotti in vendita.
Nella mia cittadina (vi sono tre uffici postali), entrando nell’Ufficio Postale Centrale sembra di entrare in un centro commerciale, a discapito delle persone che attendendo il turno, non hanno dove sedersi perche’ lo spazio e’ stato occupato dagli scaffali per le vendite commerciali.
Nel mio quartiere il Postino, e’ andato in ferie per 5 giorni. Ritornando al lavoro ha trovato tutta la corrispondenza dei giorni precedenti.In quei giorni non ho visto nessun sostituto.
Se questo Postino (che e’ un Signore), per alleggerirsi avesse fatto una cernita di quella corrispondenza, chi l’avrebbe saputo?
Egregio Sig. Renato,non mi venga a dire che i problemi dell’accumularsi della corrispondenza, vengono da qualche CAP mancante!
Dalle mie parti si dice “U pisci feti da testa” cioe’ Il pesce puzza dalla testa. Se i dirigenti pensassero di offrire dei servizi all’utenza, senza sfruttare i dipendenti,assumendo il personale necessario, penso che le cose andrebbero meglio.
Il Suo parlare Sig. Renato non sembra da dipendente. Non e’ il dipendente che deve trovare la soluzione ai problemi interni. Lei ha l’obbligo di farli presente, poi……….. Mentre noi utenti abbiamo tutti i diritti di gridare allo scandalo. Esiste, e da parecchio.
Mi fermo qui, tanto chissa’ se qualcuno leggera’ quanto ho scritto.
ottobre 13th, 2008 at 18:30
chissà se nella posta del macero è finito anche un pacco spedito con posta prioritaria e mai arrivato,che conteneva documenti autenticati per un master all’estero costati all’incirca 160 euro e per i quali ho dovuto rifare il tutto e rispedire con il rischio di perdere l’iscrizione per decorrenza dei termini. Un saluto solidale a tutti gli utenti..
ottobre 13th, 2008 at 18:44
Caspita!
Mentre io mi accingevo a cercare una candela, 9 persone hanno acceso la luce.
Cio’ aiuta e rafforza il mio discorso.
I dipendenti dovrebbero essere i primi a lamentarsi dei disservizi.
Chi non lo fa vuol dire che e’ un dirigente quanto piccolo che sia ma che ha necessita’ di insabbiare tutto per far bella figura con il superiore.
Io come tanti altri ho subìto disservizi ma questa e’ un’altra storia.
Un ultima cosa voglio ai dipendenti delle poste. Rifiutate di fare gli straordinari che vi vengono proposti. Pretendete l’assunzione di ulteriore personale. Vedrete che le cose andranno meglio per dipendenti e per utenti.
ottobre 13th, 2008 at 18:47
salve, anch’io sono una postina e vorrei dirvi la mia..la posta al macero ci va solo se non si riesce a rimandarla al mittente e quindi è un problema a monte..per quanto riguarda il resto molto spesso si da per scontato che il postino debba conoscere tutto il paese o zona che serve,ma non è così..io sono precaria e quando vado in un ufficio molto spesso cambio zona anche ogni settimana il che significa mamorizzare anche più di mille recapiti per ogni cambio..prima di lamentarvi verificate se la vostra corrispondenza arriva con la via e il numero civico preciso e se avete messo il nome sulla cassetta postale,la gentilezza di un postino che vi conosce da molto tempo non implica che sia quello il giusto modo di lavorare..io non sono autorizzata a lasciare posta in una cassetta senza nome anche se l’indirizzo è quello riportato sulla busta..il lavoro si può sempre fare meglio ma dire FANNULLONI non è giusto..cordiali saluti
ottobre 13th, 2008 at 19:04
é proprio una cosa vergognosa… Le poste stanno cascando sempre più in basso.
Io ho il contocorrente in un ufficio postale in provincia di milano, e ogni volta che esco da li sono sempre più meravigliato dall’incompetenza del personale…
Gente che non è capace di usare la fotocopiatrice, la stampante… e chissà quantaltro!
Abbiamo il paese pieno di disoccupati laureaati e continuiamo a tenere nei nostri uffici pubblici tutti quei somari.
E la colpa non è mai la loro!!!
ottobre 13th, 2008 at 19:06
siete tutti bravi a generalizzare ed infangare il lavoro degli altri..come in tutti i lavori c’è chi non è molto zelante non è solo una questione di poste italiane…io sono un portalettere…e vi posso garantire che non mandiamo la posta al macero così facilmente…voglio proprio vedere voi consegnare una bolletta ad un mister x senza indirizzo disperso in campagna…o un atto giudiziario ad un utente che addirittura non è neanche conosciuto all’anagrafe….parlate parlate bene voi che siete al di là…e per chi diceva guadagnatevi lo stipendio bhè che rifletta un po’ vorrei vederlo alle 16 di pomeriggio consegnare ancora la posta…e uscire pazzo per trovare gli utenti
ottobre 13th, 2008 at 19:15
Gentile Fabiana ,il riferimento alla posta al macero era puramente indicativo per sottolineare il mio caso personale in rapporto alla notizia di questo blog letta per puro caso,non includeva ne frasi ne termini offensivi,e riguardo alle tue obiezioni su eventuali resposabilità del mittente,nel mio caso ti assicuro che le generalità dello stesso e l’indirizzo per l’eventuale restituzione erano state apportate in modo completo,tantè che le ricevute di ritorno delle raccomandate spedite in passato sono arrivate tutte e puntualmente.Sono arrivati a destinazione anche i documenti rifatti e rispediti con lo stesso indirizzo,unica variante,..ho usato uno spedizioniere privato,cordiali saluti
ottobre 13th, 2008 at 19:26
Per Alessandro
Guarda che tutti alle 16 lavoriamo…e tutti abbiamo i nostri problemi di lavoro. A me è capitato che una lettera spedita il giorno 1 settembre 2008 mi è stata recapitata (insieme ad altre lettere che attendevo da tempo) il giorno 11 ottobre 2008. Quella lettera conteneva l’avvenuta definizione di un risarcimento assicurativo di Euro 3.000,00 ed io ho avuto ben 45 giorni di attesa. Finalmente adesso potrò ritirare la somma, ma gli interessi a chi li chiedo? A poste Italiane? E se la lettera non giungeva a destinazione quanto altro tempo sarebbe passato?
Noi non vogliamo generalizzare ed infangare il lavoro degli altri. Devi avere il coraggio di dire (come qualcuno ha ammesso) che le Poste Italiane quache problema ce l’hanno a partire dalla dirigenza e fino ad arrivare ai dipendenti portalettere e impiegati.
Senza rancore.
ottobre 13th, 2008 at 19:40
Rispondo a Giovanni e a chi intende volgarmente ofender chi fa il proprio dovere quotidianamente per 1000 euro al mese!
sottolineo che con me il Sig. Brunetta (che tra l’altro stimo per la sua iniziativa) non avrebbe da lamentarsi visto che al massimo faccio 5 giorni di assenza ogni 2 anni!
Ribadisco che molti utenti non sanno nemmeno come si compila una ricevuta di ritorno di una raccomandata o il civico “preciso” del palazzo in cui abitano, potrei darvi molti esempi del genere.
Rispettate comunque e sempre chi fa il proprio dovere.
Grazie
ottobre 13th, 2008 at 20:07
mangia pane a tradimento… beccano lo stipendio per non fare un bel nienete .. e poi distruggere la corrispondenza inevasa. Comodo e risolutico direi! Schifosi, ma tanto arriverà anche per voi la mannaia della concorrenza privata. E lì non si scherza! chi non lavora, va a pascere le pecore ( mi spiace se ho offeso qualche pastore con questo parallelo|!)
ottobre 13th, 2008 at 20:09
Rispondo al sig. Renato.
Ci tengo a dirle che io lavoro in un’imprea edile e percepisco pure io uno stipendio di 1000 euro al mese. E come si può immaginare il mio lavoro è un pò più pesante del suo.. Ma non sdegno il mio stpendio!! anche se mi spacco la schiena dalla mattina alla sera per 1000 euro!
ottobre 13th, 2008 at 21:27
da mario postino con 26 anni di servizio
anche noi addetti ai lavori vediamo e denunciamo delle situazioni a dir poco spiacevoli ma la politica aziendale e quella
delle poche assunzioni,e quelle poche,fatte con agenti a 30,60,e al massimo di 90 giorni.
Razazzi buttati allo sbaraglio in localita a loro sconosciute e farli lavorare x 8 e a volte 10 ore senza retribuirgli il dovuto compenso x lo straorinario ps.il nostro orario e di 6 ore su 6 giorni.In tutti gli uffici d’italia il personale e insufficiente.
e a volte in determinati uffici, dove ci dovrebbero essere 20 portalettere ve ne sono solo 14 che fanno il lavoro dei 20.
Sono sicuro che tante persone che parlano e sparlano degli addetti al recapito (portalettere)se fossero piu informati non parlerebbero piu in questi termini,anzi ci loderebbero x il nostro attacamento al dovere
perche di questo si tratta. un saluto tutti
ottobre 13th, 2008 at 22:05
BRAVOOOOOO MARIO,MARIO, MARIO , SPERO CHE QUESTE PERSONE ORA CAPISCONO QUALE SIA IL PROBLEMA EFFETIVO,
QUESTI PROBLEMI SONO A CONOSCENZA SOLO A CHI CI LAVORA DENTRO,I CITTADINI NON BENE INFORMATI GIUSTAMENTE SCARICANO LA LORO TENSIONE AL PRIMO SFIGATO PORTALETTERE E TELEFONICAMENTE CHE SI TROVANO DAVANTI. “AMICI” DEL FORUM SIETE TUTTI MAGNIFICI, CAPISCO CHE SIETE ARRABIATI MA NOI SIAMO PIù INCAZZATI DI VOI CIAOO
ottobre 14th, 2008 at 06:59
1) La mia posta arriva a singhiozzo!
2) Spesso non mi viene lasciato l’avviso di recapito.
3) I pacchi spediti da 30 kl arrivano dopo qualche mese!Oppure no!
4)Quando il postino va in ferie….la nostra corrispondenza svanisce!
5)Spesso dobbiamo rigirare posta ad altro inquilino causa errato inserimento.
6)Io debbo andare per uffici per risalire al tracciamento delle raccomandate svanite nel nulla;e spedite con tutti i canoni.
7)Vi vedo agli sportelli quando pigliate per il culo la gente che non sa come comportarsi o quando sono vecchi e con la testa non ci sono +.
8)Le informative negli uffici non ci sono + per le cose banali…vedi cap.
10) Spesso le macchinette per il numero non funzionano.
11) Vogliamo depositare i nostri soldi in buoni fruttiferi ed invece cercano di vendere polize assicurative.(consigliate)
12)Dopo anni che vai per lo stesso ufficio ancora non ti riconoscono.
A meno che non ti sia lecchinato bene qualche sportellista.
13)Non ti cambierebbero assegni se non che dopo discussioni infinite.
14) Non sarebbe finita ma per evitare ancora lungaggini vi dico evitate di dire noi abbiamo problemi interni.
Questi cosa sono?
Certamente avete i vostri problemi, ma noi non possiamo di certo non dire che cosa non funziona visto che questa e una discussione basata su fatti di cronaca e non solo.
Insomma la testa di poste Italiane avrebbe da ragionare un po invece di comportarsi come al solito.
Questo paese ha molto da imparare e non ha la voglia di farsi correggere.
Questo è valido per tutti.
Poste,Governo,Ferrovie,Telecom,Enel,Banche,ecc…ecc.
Quanti Brunetta ci vorrebbero e quanti Grilli per far cambiare queste cose!
Be Italiani alla fine siamo bravi ancora a non essere impazziti tutti con tutto questo.
Tanti auguri a tutti.
aprile 23rd, 2009 at 22:07
Ho spedito tre lettere uguali cntenenti una foto a colori,un testo ed una poesia, una a Milano, una a Rimioni ed una a Bologna. Dopo più di 10 giorni è arrivata solo quella a Bologna.
Bello vero?
Ero pure abbonato all’Avvenire che arrivava a mazzi di tre giorni. Un bel quotidiano!
Stavolta nemmeno lo stellone dell’Italia ci salverà…
agosto 6th, 2009 at 16:04
Pote Italiane per me, può e nel tempo dovrà funzionare, ma dobbiamo essere anche noi cittadini nel nostro piccolo a contribuire a far funzionare.
E’ vero che tante persone non sanno compilare una ricevuta di ritorno, ma hanno anche l’arroganza di buttarla lì allo sportellista e dirgli compilala! sbattendosene di chi è in fila. Cittadini cominciamo un po’ ad informarci e ad imparare ad utilizzare i moduli, magari andando sul sito di poste e compilare quelli on line risparmiando un po’ di tempo noi e semplificando il lavoro agli sportellisti.
Utilizzo spesso il servizio di posta celere 1 e pacco celere per fare le mie spedizioni per lavoro, ho visto sul sito di poste, la modulistica on line e l’ho compilata: vado all’ufficio postale e mi ritrovo una sportellista arrogante e cafona che mi butta indietro il modulo e mi dice che non era regolare e che lo dovevo rifare:alla mia richiesta di spiegazioni perchè non era regolare , con un “magheggio” mi dice che non l’ha mai visto perchè nessuno lo usa. Non demordo e alla fine mi fa la spedizione. Tempo due giorni torno in posta per una spedizione e qui lo sportellista si supera: ma perchè usa i moduli on line? Risposta mia: Perchè con la carta copiativa che viene usata nemmeno se uso il punteruolo la ricevuta è leggibile! Sà prosegue lo sportellista a me tocca timbrare 6 volte le ricevute e scriverle 6 volte la somma. Lo rifacciamo? Risposta mia: No!
Torno al lavoro, mi attacco al computer e clicco lettera di reclamo poste italiane, compilo il modulo e lo invio raccontando dettagliatamente il tutto. Tempo 3 giorni mi chiama il call center delle poste scusandosi per l’accaduto, e …”magia” dopo il mio reclamo quando faccio le spedizioni con i moduli on line basta problemi! Forse se utenti e addetti poste utilizzassero un po’ di Educazione+ Buonsenso le cose migliorerebbero!