Surgerlati d’annata al ristorante
I sofisticatori di alimenti, i truffatori della nostra tavola meriterebbero la galera ma in un paese permissivo come il nostro è inutile sperarlo.
Lo scandalo del vino al metanolo lo ricordate?
1986.
Nessuno dei responsabili, malgrado i morti che provocò quella truffa, è finito in carcere.
Ora registriamo la storia dei surgelati scaduti da anni, ringiovaniti con una nuova confezione e relativa data di scadenza nuova, che la Guardia di Finanza ha sequestrato a Torino e dintorni.
Funghi del 2005, gamberi del ’98, seppie del ’99, calamari del 2001.
Erano destinati a supermercati e ristoranti del Piemonte e della Lombardia, capite?
Non sarebbe il caso di denunciare anche i titolari di questi esercizi, per nulla sorpresi del prezzo bassissimo delle merci?
No, non è il caso, si difenderanno dicendo: “Ma noi non ne sapevamo niente, la ditta venditrice è seria…”.
Infatti le 18 tonnellate di surgelati sequestrati provengono “da una delle due aziende leader in questo settore alimentare”(Corsera), la S.AI.Pi. spa di Collegno.
Conclusione: qui ci fregano tutti, anche le aziende cosiddette serie. Ma se almeno al ristorante sul menu ci fosse scritto: “surgelati d’annata”, apprezzeremmo almeno la buona intenzione..
Possibilmente però l’indicazione con la data, come si fa con i vini pregiati..
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Francesco d'Elia il 01/1/70
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maggio 5th, 2008 at 14:02
Intanto, come al solito i giornali non hanno detto di che ditta si trattava.. E’ stato giustamente ricordato che se la catena del freddo non è mai stata interrotta ovvero se i prodotti sono SEMPRE rimasti surgelati, non c’erano rischi di intossicazione ma ci si limitava alla frode.. Certo che è difficile credere che gente tanto disinvolta abbia rispettato le regole di conservazione degli alimenti visto che il dispendio di energia elettrica necessaria per mantenere i cibi a temperatura avrebbe di gran lunga superato il possibile guadagno..