Parafarmacie: il contraddittorio di un contestatore
C’è un commento al silenzio sulla cisi delle parafarmacie di cui ho parlato sabato 29 marzo, a cui mi piacerebbe che rispondessero ora Marica, Fiammetta e gli altri giovani farmacisti che mi hanno scritto a proposito della liberalizzazione(“parziale”) di Bersani che li costringe ad una vita grama. Legittime, per carità, le loro ragioni, che ho accolto nella mia nota precedente ma è possibile che accadano anche le cose che denuncia un cliente?
Dice dunque un visitatore che si firma Pensionato:
“Purtroppo la mia esperienza in parafarmacia è stata molto negativa. In vetrina venivano pubblicizzati sconti mirabolanti, ma quando sono entrato per chiedere un farmaco il farmacista mi ha detto che non c’era e mi ha convinto a comprare dei prodotti omeopatici e di erboristeria. Mi ha detto che avrebbero funzionato meglio e con minori effetti collaterali.
Ho speso molto, molto di più che con il mio solito farmaco e non ho avuto nessun beneficio.
Quando sono andato dal mio medico mi ha proibito di continuare a prendere quei “rimedi naturali” perchè uno (iperico) interferiva con le cure che sto facendo.
Il mio medico ha detto , fra l’altro, che non ero il primo paziente che subiva questo trattamento dai negozi di parafarmacia.
La parafarmacia è una fregatura e preferisco fare un isolato in più per acquistare con fiducia nella mia farmacia che non cerca di rifilarmi qualsiasi cosa pur di vendere.”
da Antonio Lubrano
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di Marco il 01/1/70
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aprile 2nd, 2008 at 10:57
MI SPIACE MOLTO CHE IL PENSIONATO ABBIA TROVATO DIETRO AL BANCO UN INCOMPETENTE ma, se è per questo, anche in farmacia ci sono molti incompetenti!Chi è senza pèeccato scagli la prima pietra! Vorrei inoltre sapere se questo signore è entrato in una parafarmacia di vicinato o in una di un supermercato e spiego perchè. Nelle parafarmacie dei supermercati spesso ci sono farmacisti neolaureati che vengono assunti e sottopagati e che non hanno esperienza alcuna per cui è più probabile che commettano qualche errore. Nelle parafarmacie di vicinato i titolari sono anche giovani ( io ho più di 50 anni!) ma comunque con esperienza (almeno quelli che conosco io hanno passato anni in farmacia)e quindi più attenti alle problematiche esposte dal signore.
aprile 2nd, 2008 at 11:59
Come farmacista titolare di “parafarmacia”, non avendo nulla da nascondsere, invito nella segnalazione di cattive esperienze di citare nome e cognome dell’attività, siano esse farmacie o “parafarmacie”, per permettere agli ordini professionali, che devono vigilare circa l’operato dei loro iscritti, di prendere provvedimenti e alle forze dell’ordine di poter verificare che in quell’attività non si perpetuino pratiche e comportamenti contrari alla legge.
aprile 2nd, 2008 at 12:06
ci sono mille scorrettezze ed inesattezze della farmacie gia’ postate in precedenza.Gli ignoranti esistono ovunque .Iniziero’ a denunciare cio’ che nel mio esercizio farmaceutico dicono delle farmacie
aprile 2nd, 2008 at 12:37
Pessimi farmacisti esistono nelle farmacie come nelle parafarmacie.Nel primo caso l’illecito è sistematico e tutti noi (farmacisti o no) l’abbiamo sperimentato o lo possiamo sperimentare.Faccia una prova dottor Lubrano, vada in 5/6 farmacie e chieda i seguenti prodotti: gentalyn beta, folina, tobral collirio. Scomettiamo che ,se è fortunato, al massimo una farmacia le dirà che per questi farmaci è obbligatorio avere la ricetta?
Gli altri,sono sicuro, le daranno i farmaci, si metteranno in tasca i soldi… e della salute del cittadino…. pazienza
aprile 2nd, 2008 at 13:25
e tanti diranno o il codice fiscale o lo sconto vedi trasmissione di mi manda rai tre
aprile 2nd, 2008 at 13:28
egr. dott. Lubrano si scandalizza per un’inesattezza avvenuta in una parafarmacia? e non si scandalizza di cio’ che e’ avvenuto nelle farmacie fino ad oggi? come mai si danno le pillole alle ragazze senza ricetta medica? Lo sa che mia figlia sta facendo collezione? lo sa che soffre di una malattia ormone sensibile e nonostante tutto le farmacie gliela danno senza ricetta?
aprile 2nd, 2008 at 14:18
Fare un confronto fra parafarmacie e farmacie è come paragonare Robin Hood allo lo sceriffo di Nottingham.
Arvenum ,Maalox, Daflon e Tachipirna 1000 ,tutti ancora con obbligo di ricetta per la legge, sono stati mai negati a qualcuno in farmacia senza ricetta?
aprile 2nd, 2008 at 14:42
Vorrei mettere a conoscenza del Dott. Lubrano la mia situazione. Ho aperto circa tre anni fa e in questi anni non ho subito nessuna denuncia ma anzi ricevo quotidianamente complimenti da parte dei miei pazienti che sono riusciti a risolvere o a migliorare problemi che talvolta si trascinavano da anni ed in alcuni casi da decenni. Ma qui si dovrebbe aprire un’altra parentesi per il fatto che le aziende farmaceutiche si siano sforzate nel secolo scorso di sviluppare e promuovere medicinali sintomatici, che non portano a guarigione, con l’intento di cronicizzare la patologia: mantenere il paziente in vita il più a lungo possibile senza portarlo mai a guarigione. Non voglio dilungarmi su quest’argomento che richiederebbe un dibattito a se.
Ritornando, invece, alle denunce non le ho subite ma le ho fatte tra cui la segnalazione di cartello della distribuzione farmaceutica accolta dall’antitrust che avviò un’istruttoria conclusasi con la condanna delle aziende da me denunciate. Segnalai anche a vari organi la mia inottemperanza all’art. 38 delle disposizioni attuative del testo unico delle leggi sanitarie che impone al farmacista di procurarsi nel più breve tempo possibile i medicinali dietro ricetta medica. Inottemperanza non per mia volontà ma per chiusura totale operata dal monopolio del mercato farmaceutico. Se nonostante tutte queste difficoltà riesco ancora a sopravvivere lo devo ai miei pochi pazienti che mi hanno dato la forza per resistere all’inevitabile bancarotta. Pensi che nel 2007 ho fatto risparmiare ai pescaresi 80000 euro equivalenti al mutuo che ho sottoscritto per la mia casa nel 2006! Mi trovo nella condizione di prestare la mia professionalità, la mia attenzione all’ascolto per cercare di trovare rimedio ai disagi dei miei pazienti magari anche con un risparmio e tutto questo senza percepire alcun reddito, alcuno aiuto e rendere vani tutti gli sforzi e le proprietà dei miei defunti genitori. Gradirei da lei, Dott. Lubrano, vista la Sua sensibilità nei confronti delle persone più deboli, un parere riguardo alle mie considerazioni.
aprile 2nd, 2008 at 20:24
Preciso che il mutuo non era in riferimento all’acquisto della casa ma che quest’ultima era a garanzia dei soldi investiti per i quantitativi che mi avrebbero permesso lo sconto. Soldi male investiti perchè gli sconti non hanno fatto da eco anche per la cattiva o meglio assenza informazione di Voi giornalisti. Pensi, ho fatto un mutuo (e non solo) unicamente per permettere al cittadino più debole un risparmio. Non mi conveniva forse ordinare solo il venduto rinunciando al margine, non applicando lo sconto e non mettendo a rischio il mio futuro, della mia famiglia e cosa che ancor più mi preoccupa di mia figlia di soli 7 anni?
aprile 2nd, 2008 at 20:31
[11.31.46] eleonorapunto scrive: …E’certamente vero che il nostro caro pensionato ha molta voglia di metterci in cattiva luce, ma mi sembra che le zappe ai piedi siano più pesanti delle sue parole offensive.
Come la collega ha sottolineato sopra, il signore si è appunto dimenticato che in quelle parafarmacie così tanto da lui disprezzate, vi lavorano gli stessi farmacisti che qualche mese prima o qualche anno fà, ha sicuramente trovato dietro un banco delle sue amate farmacie e di cui lui si fidava ciecamente, non le simbra signor pensionato di dire e raccontare abbastanza eresie?
aprile 3rd, 2008 at 09:48
Il 27/09/2006 inviai alla Regione Abruzzo Ufficio Farmacie Convenzionate la mia disponibilità alla distribuzione per conto dei medicinali della mutua rinunciando al 30% dell’utile per venire incontro ai conti disastrati della sanità abruzzese e permettere che quel 30% venisse rinvestito in opere o servizi di pubblica utilità. Questa mia lodevole iniziativà è stata contrastata da minacce e inviti a magistratura e a forze dell’ordine. Minacce cadute nel vento perchè nei controlli si è riscontrata la correttezza della mia attività e l’onesta del professionista che vi operava. Requisiti che comunque richiedono dei costi che io oggi non sono più in grado di ottemperare (devo mantenere tutti i doveri e non posso beneficiare di alcun diritto).
Si parla ormai da oltre un anno dell’apertura di 2000 nuove farmacie e guardi un pò già 2000 farmacisti non solo hanno dato la disponibilità ma hanno anche le loro attività già pronte. Questi farmacisti sono inoltre disposti a rinegoziare il SSN e a rinunciare parte di oneri e competenze, cosa di cui la nostra economia e la nostra sanità ha urgente bisogno.
A questi 70000 farmacisti (farmacisti non titolari) che corrispondono a oltre l’80% dell’intera categoria cosa si sente di rispondere, Dott. Lubrano?
aprile 3rd, 2008 at 10:03
con piacere noto che moti colleghi si sono fatti sentire come me, punti sul vivo. E’ segno che in questo Paese ancora qualcuno cerca di fare impresa con le proprie forze e lavora onestamente per amor di professione, quella professione che siamo costretti ad esercitare con molte limitazioni e difficoltà. In Italia anzichè aiutare chi ha voglia di lavorare lo si opprime, soprattutto per colpa degli interessi delle lobby. Mi auguro che le persone semplici, cioè gli utilizzatori dei servizi, aprano gli occhi su questa realtà e scelgano chi merita fiducia.
aprile 3rd, 2008 at 10:16
e soprattutto non sia corrotti come ormai i piu’ qui in italia aggiungerei, collega, e’ raro oggi sentirsi fiero di essere italiano .
aprile 4th, 2008 at 12:31
Sono una farmacista titolare di una parafarmacia, ci sono colleghi che da 30 anni si battono per la liberalizzazione del settore farmacia. Solo questo garantirebbe al paziente maggiore professionalità, scontistica, e gentilezza ma bisognerebbe che tutti partissero dalle stesse condizioni. Poi chi è più bravo rimane nel mercato chi è meno bravo fallisce. Quale sarebbe lo scandalo? il fatto che nessuna farmacia ha mai chiuso significa solo che il loro orticello è garantito per legge e questo a scapito dei pazienti che fino ad ora hanno pagato di più il farmaco che in altri paesi dell’UE.
aprile 6th, 2008 at 16:31
Come dice un collega i cattivi ci sono da una parte come dall’altra. Anche a me (5anni di lavoro come farmacista dipendente e da 20 in az. farmaceutica) è capitato di mandare a prendere del buscopan ed ho visto tornare mia moglie con del buscofen…consigliato dal farmacista “perchè migliore”..(ma solo sullo sconto che questi ha…), oppure mandare a chiedere un collirio antibiotico e tornare con del tetramil….!!! Visto che il buscopan era per mia figlia, se fosse stata allergica all’ ibuprofene dove la mettiamo la tanto sbandierata professionalità di farmacisti “in farmacia” rispetto agli altri….??? Liberalizziamo il mercato. Chi è bravo prosegue, gli avvoltoi, i disonesti, i maleducati, gli strafottenti saranno ridimensionati. E ne ho conosciuti, ve lo garantisco. E poi perchè la possibilità di tramandare di padre in figlio…? Se è un titolo vinto per concorso, che se ne vada a concorso alla fine della titolarietà. Un saluto da un “incazzato” con i titolari.
aprile 6th, 2008 at 18:09
credo che i giovani farmacisti siano disposti a guadagnare meno rispetto ai
veterani delle farmacie, quindi anche questa diventa casta.
aprile 6th, 2008 at 21:00
carissimo dott. Lubrano,
sono un farmacista di 31 anni.
Ho leto i commenti riguardo le parafarmacie…un mare di riflessoni si potrebbero aprire su questo argonento.
La qualità del servizio e la professionalità:non dipende da farmacia e parafarmacia. Io lavoro solo in farmacia e le garantisco che ci sono farmacisti di “ignoranza grassa” senza parlare delle donne che in farmacia sono addette alle pulizie e al magazzino e “fanno le farmaciste”…o mogli..figli…parenti non laureati che invece…esercitano la professione del farmacista perchè si mettono dietro a un banco!!Non sono fantasie!!Gle lo garantisco io che ci lavoro…e questa è la qualità delle Farmacie…basta farci un giro e verificare…e allora perchè loro si e chi è laureato non può fare la professione per cui ha studiato con sacrificio??questa è la Farmacia media…casa della salute…santuario del farmaco e della professionalità. firmato un farmacista inc…
aprile 6th, 2008 at 21:26
altro punto che merita approfondimento: nelle parafarmacie non s possono tenere e dispensare farmaci con obbligo di prescrizione medica.Come mai nelle Farmacie s dispensano farmaci con obbligo di ricetta medica senza la stessa? potrebbero essere molte le risposte.In realtà il Farmacista titolare di Farmacia molte volte oltre che a fare il proprio mestiere fa anche quello del medico…quindi abusa della professione altrui.
In questa Italia dove le Farmacie sono trasmesse di padre in figlio e non si guarda alla qualità ma solo alla parentela e ai privilegi…qualcuno non può fare il proprio mestiere…Altri oltre al proprio possono farne mille altri..tutto in nome della TUTELA DELLA SAlUTE DEL CITTADINO.Una domanda mi rimbalza nella testa: ma che differenza c’è tra un farmacista come me e un Farmacista titolare??a livello umano/professionale nessuno…la differenza sta nel conto in banca…che intendiamoci…non è poca cosa.
E’ davvero bello vivere in una nazione del genere dove non ha la meglio chi è bravo e chi si applica ma chi ha i soldi e fa parte di una CASTA PROTETTA!Avanti così!! un farmacista incazzatissimo
aprile 6th, 2008 at 21:32
una barzelletta che poi non è tanto una barzelleta: La farmacista dice al marito farmacista: mi han chiesto quel farmco e non avevan la ricetta..io gle l’ho dato…ma il fatto non mi pare deontologicamente corretto…!
il marito risponde: “cara… rispondi a questa domanda: da quando alziamo la serranda a quando la abbassiamo alla sera..cosa c’è di deontologico??
La cosa non è così estrema..ma basta considerare GIUSTI solo certi farmacisti a discapito di altri!!Evviva il famacista sincero!!
aprile 6th, 2008 at 22:50
QUESTO STATO CHE HA PERMESSO CENTINAIA DI SANATORIE ( 7 PER I FARMACISTI GESTORI PROVVISORI), INDULTI E GRAZIE A MIGLIAIA DI DELINQUENTI, CI IMPEDISCE DI ESERCITARE , A NOSTRE SPESE, LA PROFESSIONE DI FARMACISTA PER CUI CI SIAMO ABILITATI.
CI DICE CON CHIAREZZA DI ATTUARE LA DISOBBEDIENZA CIVILE PER OTTENERE I NOSTRI DIRITTI.
SE DISPENSEREMO I FARMACI DI FASCIA “C” CI DENUNCERANNO PER…ABUSO DI PROFESSIONE?
aprile 6th, 2008 at 23:24
Caro Dr. Lubrano, la professione del farmacista è una delle poche che non permette la libera professione, la quale garantirebbe efficenza, serietà, sicurezza, garanzia, maggiori sconti allo stato, etc..A causa di ciò, dalla moglie ignorante del farmacista titolare al magazziniere tutti possono dare tutto e l’ordine dei farmacisti insieme all’asl non interviene perchè nelle mani dei titolari. Di tutto ciò i cittadini non ne sanno nulla ma è arrivato il momento di far sapere la verità, far capire quanto sacrificio c’è dietro ad un pezzo di carta..Il vero farmacista oggi conosce tutto del farmaco dal meccanosmo d’azione al metabolismo, all’interazione all’eliminazione. Molti colleghi hanno pure master e specializzazioni ma nonostante ciò non possono esporli in una parete di una farmacia propria in cui esercitare una libera professione che in regime DI CONCORRENZA EVITEREBBE CIò CHE è SUCCESSO AL NOSTRO CARO CITTADINO CHE AVREBBE LA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE IL MIGLIOR FARMACISTA AL GIUSTO PREZZO COSI’ COME SCEGLI IL MIGLIOR AVVOCATO..
aprile 7th, 2008 at 00:13
Pillole anticoncezionali malox o daflon dite voi??? Lavoro in farmacia da pochi anni ma senza ricetta viene dispensato dietro semplice richiesta circa il precedente utilizzo praticamente tutto (lorazepam, alprazolam e ansiolitici vari ,amoxicillina etc etc) provare per credere e oltretutto sentirsi trattare come degli idioti dietro un eventuale rifiuto…L’importante a fine giornata è far tornare i conti e fare cassa tutto questo per 1200 euro al mese se va bene.
Non mi meraviglio più di niente d’altronde questo è il paese in cui il figlio del medico fa il medico e dove il figlio del notaio fa il notaio e dove la raccomandazione e il clientelismo prevalgono sulla preparazione e sul merito.
Esistono tra l’altro i prodotti da ‘’spingere” ovvero da consigliare caldamente perchè magari acquistati con condizioni particolarmente favorevoli e i colleghi sanno di quello di cui sto parlando… E state ancora parlando di salute,benessere,liberalizzazioni tutte chiacchiere che si potrebbero riasumere con una parola: PROFITTO!
aprile 7th, 2008 at 13:06
A MARIA rispondo che so benissimo che esistono i farmacisti avendone ben 8 in famiglia,ma specificatamente mi riferisco a coloro che hanno investito in una parafarmacia;quanto al piangere se stessi,è chiaro che se la situazione occupazionale è oggettivamente riferita al mercato del lavoro …è un conto,ma se la situazione balorda che si è determinata è causata niente di meno che da un provvedimento normativo,qui il problema è della classe politica che l’ha voluto.
Comunque un attento esame di fattibilità avrebbe dovuto farvi desistere dall’aprire una parafarmacia perchè chi è del settore già sapeva a priori del loro fallimento.Ma la vs inesperienza e voglia di riscatto vi hanno impedito di vedere le cose come realmente erano:le parafarmacie sono state create appositamente per le COOP
aprile 7th, 2008 at 14:51
Da LA STAMPA
21/3/2008 (11:13) – IL CASO, SCHIAFFO AI POVERI
La grande beffa dei farmaci donati
In beneficenza medicine
quasi scadute
MARIA TERESA MARTINENGO
E’ successo e non deve succedere più. I cittadini spendono i loro soldi per acquistare medicinali per i poveri e non devono essere presi in giro. Tra l’altro, spesso a donare è gente che si priva di qualcosa per sé». Il monito è di suor Angela Pozzoli, responsabile dei gruppi di Volontariato Vincenziano, una delle realtà torinesi più a contatto con la povertà. Qui oggetti e prodotti mantengono tutto il loro valore, non sono per niente intaccati dal tarlo del consumismo. Per questo, quanto è accaduto nei giorni scorsi, alla consegna degli scatoloni di medicine frutto della raccolta del Banco Farmaceutico, per suor Angela è davvero spiacevole.
«Quando ho controllato il contenuto delle scatole, mi sono accorta – ricorda la combattiva Figlia della Carità – che le tipologie di medicinali rispettavano le nostre richieste, ma le date di scadenza erano molto, molto vicine. Troppo vicine, trattandosi di preparati utili soprattutto in inverno, nei periodi caldi delle influenze». La giornata di raccolta del Banco – quando i clienti delle farmacie sono stati invitati ad acquistare un farmaco da donare ai poveri – è stata il 9 febbraio. Il ritiro degli scatoloni è avvenuto a marzo inoltrato. Quelli destinati al centro vicnenziano di via Saccarelli 2 provenivano dalla farmcacia comunale di piazza Statuto 4.
«È evidente e abbastanza logico che quei farmaci devono poter essere usati anche l’inverno prossimo. Salvo che sia preveda un’epidemia influenzale in settembre…», sorride amaro suor Angela. A scorrere l’elenco, metà fornitura scadrà prima della fine dell’anno. Esempi? 16 scatole di Fluimucil dopo luglio non più utilizzabili, 12 pomate dermatologiche ko in ottobre. Insomma: un danno per i cittadini generosi, il Banco Farmaceutico, il volontariato, i poveri.
«Il centro vincenziano – spiega Clara Cairola Mellano, volontaria responsabile del banco Farmaceutico di Torino – è stato abbinato alla farmacia comunale 43. Devo dire che in otto anni non è mai accaduto un episodio simile. Ne abbiamo parlato con la responsabile delle farmacie comunali e abbiamo ottenuto subito il cambio dei prodotti. Quella farmacia, comunque, ha agito nella legge: le norme consentono di vendere anche farmaci prossimi alla scadenza». Ma il privato di solito non torna a casa con lo sciroppo valido solo per pochi mesi… «Infatti, particolarmente in occasione della nostra raccolta, viste le finalità, le farmacie sono attente». La vicenda è stata segnalata all’Ordine dei Farmacisti.
chi rifila?
aprile 7th, 2008 at 14:55
a giusi : non ti credere, i farmacisti sono laureati ed abilitati alla professione o prima o poi la ribellione ci sara’ se non siamo tutti smidollati
aprile 8th, 2008 at 11:22
RISPONDO A GIUSI
Come ti spieghi che la mia parafarmacia è temuta da tutti i titolari della zona dove opero? Eppure il giro d’affari del mio esercizio è la cinquantesima parte di quello di una farmacia? Sai perchè? Perchè i miei clienti hanno scoperto che il farmacista non è solo quel personaggio che ti guarda da sopra gli occhiali dopo aver letto la ricetta, e ti dice: questo c’è, questo no, per quest’altro venga oggi pomeriggio,….grazie (se te lo dice, di solito non ha tempo)…3 euro per il ticket…Arrivederci. Da me i clienti si soffermano, mi espongono il problema, vogliono capire, acquistano perchè vedono in me un professionista serio e se ne accorgono quando a casa testano l’efficacia del prodotto acquistato, ritornano, si fidano perchè hanno il riscontro oggettivo della mia professionalità. Ti do ragione giusi su di una cosa, forse si sapeva che non ci saremmo arricchiti; ma non ti viene il dubbio che a spingerci sia stata, invece che la sete di denaro, proprio la volontà di portare una rivoluzione positiva nel modo di intendere la professione del farmacista? I farmacisti che hai nella tua famiglia sono dipendenti o titolari di farmacia? Sarebbe importante saperlo, la differenza è molta. Certo, ai titolari di farmacie interessa che le parafarmacie falliscano, per anni la lobby dei titolari ha fatto si che le università laureassero tanti farmacisti che andassero ad infoltire le fila dei potenziali “collaboratori di farmacia a vita” pagati come un operaio e costretti a fare anche i magazzinieri. Tanto se reagisci,se chiedi di essere trattato da professionista, “mi basta fare una telefonata all’Ordine professionale, il presidente è un mio collega, ha anche lui la farmacia, me ne trova altri cinquanta di disgraziati come te…pronti a venire a lavorare”, sottopagati, sempre col fiato del titolare sul collo, che pensa solo a come trarre il massimo profitto; che se ti soffermi più di tanto a dare un consiglio al cliente ti guarda storto perchè per lui stai perdendo tempo. Era questo che intendevi vero giusi? Nella mia parafarmacia vengono anziani e mi dicono: “dottore, il medico mi ha detto che per questo disturbo che mi ha riscontrato andrebbe bene un rimedio naturale, e che voi siete più titolato di lui a consigliarmi”. E sai giusi, se ritengo che una persona venendo da me con l’intenzione di acquistare un rimedio farmacologico, debba avere delle cure mediche specifiche, la invito ad andare dal medico, talvolta sono io stesso a telefonare al suo medico di famiglia, prospettandogli i sintomi, dialogandoci in modo interdisciplinare, OLISTICO, rimettendoci, con piacere, tempo e i soldi della telefonata, poi il farmaco lo potrà trovare solo in farmacia…
aprile 8th, 2008 at 18:02
PER ANTONIO:
concordo pienamente con tutto quello che hai detto…. e la nostra esperienza ne è la riprova.. anche io ho aperto il mio esercizio farmaceutico in una cittadina non molto grande facendo la coraggiosa scelta di essere esattamente in mezzo a due grandi farmacie con un grosso giro d’affari…. e sai quale è stato il risultato? che la gente qui un pò per protesta, un pò per solidarietà viene volentieri da me e si fa consigliare con la massima fiducia lamentandosi dello scarso consiglio e della poca considerazione che riceve in farmacia… il risultato è che la mia attività non è per nulla fallimentare,anzi, io che sono stata per molti anni collaboratrice di farmacia mi sento meno fallita oggi che riesco finalmente “esercitare” la mia vera professione…………
aprile 8th, 2008 at 18:23
A quel visitatore che si firma pensionato vorrei dire che le pecore nere esistono in ogni campo, in Italia abbiamo ventimila leggi, basta far rispettare quelle che ci sono. Invece la ministra Turco se ne inventa di inesistenti per dire che un farmacista è tale solo se esercita in una FARMACIA intesa come luogo fisico. E non ho trovato ancora nessuno che sappia rispondermi perchè secondo la Turco esistono farmacisti di serie A e farmacisti di serie B se entrambi sono iscritti allo stesso ordine professionale, pagano la stessa quota. Inoltre anche alla cassa nazionale dei farmacisti un farmacista con un esercizio di vicinato è obbligato a versare quanto un farmacista titolare di farmacia pur avendo dei guadagni che sono nettamente inferiori di molto. Sappiate che i poveri pensionati, anziani, sono i primi a subire i ricatti morali dei titolari di farmacia….essendo deboli, si lasciano facilmente condizionare…chi ha lavorato in una farmacia lo sa… Mica vorrete parlare delle ricette, di qualche medico senza scrupolo e del perchè tante asl sono in deficit? per carità, cari colleghi…tacete almeno su questo..
aprile 17th, 2008 at 16:44
ho aperto un esercizio farmaceutico un anno fa a distanza di un mese dall’esame di stato.
le persone quando entravano mi chiedevano di continuo se c era un dottore con me,perchè nonostante il camice e distintivo la mia faccina da bambina ispirava poca fiducia.mi sono battuta con i denti e a distanza di un anno mi vedo felicissima.sta andando tutto benissimo,tantochè i farmacisti titolari della mia zona ultra 50enni mi temono….pensare a quella faccina da bambina.
ho tantissimi clienti e ogni giorno gente nuova.
per rimanere in tema di quel pensionato…..vorrei divi che una sett fa una signora mi ha detto che un titolare va a dire che ho la merce e farmaci contraffatti e presi all estero…è possibile??
pensare che questo signore non è nemmeno un collega ,ma per intercessione pensa d essere farmacista solo perchè lo è la moglie !
questo signore abusa della professione.dispensa farmaci,antibiotici,stupefacenti,fa preparazioni fitoterapiche e da consigli sui farmaci da rabbrividire…l ho provato sulla mia pelle.
l ho messo alla prova.
eppure tutti lo chiamano dottore.
vorrei mandargli i nas…..ma ho tanta paura…ecco queste sono persone che mettono in pericolo la vita delle altre persone.
meriterebbe di chiudere quella farmacia…
e pensare che dobbiamo pagare come loro….quando da noi viene tutto controllato filo per segno…anche l orario di uno scontrino.pazzesco.
volevo aggiungere che….io ho avviato una causa contro l enpaf.una circolare non è un decreto ministeriale…ma è stato deciso tutto da una votazione fatta dai titolari di farmacia..
maggio 9th, 2008 at 18:50
vorrei dire una cosa al pensionato….
chieda chi è il proprietario della parafarmacia potrebbe avere delle sorprese……
dove è ubicata la sua farmacia di fiducia?un isolato più in là…….ahhhhhhhh
esistono più cose in cielo e in terra……
p.s. potrebbe essere anche un cane di professionista ma essendo del settore le posso dire che è più che probabile che il tirolare della farmacia abbia aperto una parafarmacia vicino per
1 gabbare i gonzi
2far fuori le scorte di magazzino
3impedire a seri professionisti di pascolare nel suo campo
4impiegare personale in eccesso
può darsi che non sia cosi ma le assicuro che le probabilità dono molto molto molto alte
giugno 30th, 2008 at 23:15
Chi si cela dietro il pensionato? Cosa si nasconde dietro i commenti anonimi di un forum ? meditate gente meditate . . .
luglio 11th, 2008 at 12:02
Salve,non credo che sia solo un questione di competenze. Il farmacista bravo può dare il consiglio giusto. Non credo che in una parafarmacia però ci si possa concedere il lusso di non pensare al profitto. Profitto = vendita dunque il farmacista al di fuori della farmacia è un commerciale competente che ha come obbiettivo perseguire il profitto,non la salute. Il sistema funziona così.
luglio 11th, 2008 at 12:17
alcune precisazioni su cui riflettere:
la laure in farmacia offre impiego entro il primo anno all’80% dei laureati.
Chi si inscrive sa bene cosa offre questa laurea. E’ poco saggio pretendere di uscire titolare. Con la laurea da avvocato non ti danno lo studio avviato. Con la scuola di cucina non hai il ristorante ciro a mergellina…
Chi ci guadagna dalla liberalizzazione? Andate in giro per l’europa e ditemi se ci sono Parafarmacia del dott Rossi o solo grande distribuzione.
Comunque polemiche a parte sia ai liperi che ai titolari dico:l’unione fa la forza. Il confronto fa crescere.
luglio 22nd, 2008 at 21:49
Oggi (21 luglio 2008) ho comprato un flacone di CORTI ARSCOLLOID COLLUTORIO presso la farmacia GRANPAVESE (Dr. LOPINTO RITA, Via Cesare Pavese, 100/N – 00144 ROMA). Dopo aver notato che il farmaco indicava quale data di scadenza il mese di marzo 2009 (cioè tra 8 mesi), ho detto alla farmacista che il farmaco mi pareva troppo vicino alla scadenza, chiedendo se esistesse una norma che fissasse un limite temporale per la vendibilità dei farmaci prossimi alla scadenza. Mi ha risposto che tale norma non esiste. Ho detto che in questo modo potrebbe paradossalmente verificarsi il caso-limite in cui la farmacia può legittimamente vendere farmaci che scadranno domani! La farmacista non mi ha risposto altro, se non che potevo lasciare il farmaco e rivolgermi altrove: tale comportamento è legittimo? Grazie.
luglio 28th, 2008 at 09:24
Il caso del signore a cui è stato rifilato un prodotto fitoterapico al posto del suo medicinale non è raro nemmeno in farmacia. Inoltre tengo ad aggiungere che non è raro che in farmacia dietro al banco ci stia un magazziniere o un non laureato. Io, per esempio, ho lavorato per 3 anni in una farmacia gestita da un’intera famiglia di NON LAUREATI, in cui l’unica laureata era la titolare, perennemente assente. Al banco, quotidianamente, venivano dispensati farmaci da due ragionieri, una casalinga, un magazziniere, tutti rigorosamente chiamati dal pubblico “dottote” e che si qualificavano come tali. Venivano da loro consigliati farmaci con l’obbligo della prescrizione medica e suggeriti dosaggi assurdi, non tenendo conto di età del soggetto, interazioni farmacologiche, effetti collaterali etc etc. Veniva in sostanza violato l’art. 349 del Codice Penale, riguardante l’esercizio abusivo della professione, nella fattispecie di farmacista, e nessuno si è dato mai la pena di controllare. Quindi, quando si parla di maggiore sicurezza nelle farmacie, stiamo attenti a dire qualunque cosa e soprattutto pretendiamo di essere serviti da chi indossa camice bianco e caduceo. E facciamoli sti controlli.
agosto 27th, 2008 at 16:15
Parafarmacie, meno male che sdesso finalmente continuiamo con le liberalizzazioni, vedi DDL 863, dove per risolvare la crisi delle Parafarmacie le faremo chiudere a vantaggio dei poveri farmacisti titolari, i quali non avranno piu’ nessula concorrenza e finalmante potranno sopravvire loro, i loro figli, i loro nipoti, i loro pronipoti e tutte le loro generazioni.
viva il goveno liberale del Cavaliere e i suoi Seguaci Gasparri/Sacconi.
Poveri Noi.
Saluti da un farmacista che lavora in parafarmacia e presto disoccupato.
settembre 2nd, 2008 at 17:23
Laureati incompetenti si trovano in tutti i settori, anche tra i farmacisti, sia che esercitino la professione in farmacia che in parafarmacia. Ho aperto da pochi mesi la mia Parafarmacia e potrei citare numerosi casi di clienti mal consigliati da colleghi di farmacia oltretutto esitando farmaci sottoposti ad obbligo di ricetta medica dietro loro semplice (e sbagliato) consiglio. Cito alcuni esempi solo per dare un’idea ai colleghi che leggono: se il cliente chiede una crema cortisonica perchè vendergliene una con antibiotico e cortisone (sapete a cosa mi riferisco)? Le infezioni micotiche non si trattano con il cortisone, possibile che un farmacista non lo sappia? Mi fermo qui, ma potrei continuare…Episodi simili mi sono capitati anche quando lavoravo come dipendente in farmacia.
Il pensionato ha incontrato un incompetente e non una parafarmacia!!!
Mi scuso per il commento lungo.
settembre 2nd, 2008 at 17:53
Vorrei rispondere ad Umberto.
Una legge che vieti la vendita di un prodotto NON scaduto in effetti non esiste e aggiungerei che otto mesi non sono considerabili un tempo ristretto. Intendo dire che bisogna tener presente anche la durata media di una confezione di un dato farmaco. Faccio anche io un esempio limite: se la posologia di un farmaco è di 3 compresse al giorno e la confezione ne contiene 9, allora perchè non venderti un farmaco che scade tra 10 giorni? Ovviamente questo non avviene perchè anche se una vera e propria legge che lo vieti non esiste, la buona norma di farmacie e parafarmacie, è quella di togliere da cassetti e scaffali tutti quei prodotti la cui scadenza ricada nei due mesi successivi.
settembre 13th, 2008 at 18:09
Gent. Sig. Lubrano,
ha perfettamente ragione il signore che dopo essere entrato in una parafarmacia è stato “indotto”ad acquistare cose che non voleva pagandole anche più care….il fatto che sia capitato in una parafarmacia non è una “colpa”perchè a me accade la stessa cosa in farmacia dove una dottoressa in particolare quando chiedo una cosa che non ha in casa cerca sempre di propormene un’altra che magari niente ci azzecca e di cui vuole “disfarsi”perchè magari vicina alla data di scadenza…ci sono farmacisti che pur di vendere e fare fatturato farebbero di tutto….
settembre 14th, 2008 at 11:24
salve, sono una farmacista titolare di una parafarmacia, dove svolgo con molta passione il mio lavoro, questo fino a che possibile, dato il decreto legge gasparri-tomassini presentato in senato che prevede l’abolizione della legge bersani. dico, ma siamo pazzi?
ho lasciato un posto di lavoro, ho investito dei soldi , se questa legge venisse approvata, io saro’ costretta a chiudere.
a me chi mi rimborsa?
lo stato!!
che vergogna…
pero’ tra 15 giorni arriva l’enpaf e chiede il contributo intero…li’ sono farmacista, solo per pagare, mentre per dispensare i farmaci no..
ripeto..che vergogna..
ma che stato è questo!!!allora è meglio fare il delinquente..
ottobre 15th, 2008 at 01:31
Le parafarmacie non hanno nulla a che vedere con le liberalizzazioni, si tratta di negozi che sono stati “inventati” dalla l. “Bersani” per compiacere quote di elettorato-sponsor che con questo provvedimento avrebbero poi sperato in una sanatoria diventando farmacie.Logicamente con questa prospettiva il numero delle nuove aperture è stato sproporzionatamente alto rispetto alla richiesta di mercato, per cui tramontata la possibilità di fare il salto della quaglia trasformandosi in farmacia, molti parafarmacisti sono ora delusi. E sono in difficoltà persino le Coop cui sta bene questa normativa-Gasparri che consentirebbe loro di vendere farmaci da scaffale senza stipendiare alcun farmacista.In tutto questo caos è chiaro solo che gli sconti pubblicizzati del 20% sono specchietti per le allodole e valgono SOLO per un micropaniere dei soliti 10/15 prodotti.Chiunque può verificare che persino uno spazzolino da denti costa il 20% in PIU’ in parafarmacia che in farmacia per non parlare delle erboristerie ancora più convenienti .Molti parafarmacisti hanno iniziato l’ attività con il progetto di iniziare a vendere con ricarichi-zero per diffondere per qualche tempo una immagine di convenienza al consumatore ma la strategia è durata poco. Tra l’ altro più della metà delle parafarmacie nella mia città (e penso ovunque)sono state aperte dagli stessi farmacisti che vi hanno impiegato a gestirle loro parenti o dipendenti-prestanome.Altre sono di ex dipendenti di farmacia (quindi non disoccupati)che si sono messi in proprio per cui non c’è quel vantaggio per l’ occupazione vantato da Bersani.Al centro delle vere liberalizzazioni ci deve essere il cittadino-consumatore non i farmacisti non titolari che sono scontenti del loro reddito.
ottobre 19th, 2008 at 11:31
CARO CANNABIS..TU NN SAI DI COSA PARLI..
FUMATI MENO CANNABIS E COMINCERAI A RAGIONARE..
ottobre 23rd, 2008 at 00:08
Risposta a farmacista: Io ragiono benissimo e ti dò un consiglio:cambia mestiere perchè i sop e gli otc possono essere venduti anche da un cerebroleso.
ottobre 23rd, 2008 at 11:41
infatti..è come dici tu..
ma sei laureato almeno?
hai studiato la farmacologia e la chimica farmaceutica?
o sei un titolare incazzato..?
sapèere che ci sono persone come te è una vergogna…
ottobre 24th, 2008 at 02:26
RI-RISPOSTA A FARMACISTA: L’USO DI UNA TERMINOLOGIA COSI’ VOLGARE E SCURRILE MI LASCIA ALQUANTO PERPLESSO E MI FA PENSARE CHE QUELLO/A REALMENTE INCAZZATO/A SEI TU. RITENGO INOLTRE CHE LA CONOSCENZA O MENO DELLA CHIMICA FARM. O DELLA FARMACOLOGIA AI FINI DELLA DISPENSAZIONE DI UN FARMACO DA BANCO SIA IRRILEVANTE. DOPODICHE’TI POSSO DIRE CHE SONO UN FARMACISTA CON UN’ESPERIENZA ULTRADECENNALE ED UN SPECIALIZZAZIONE IN FARMACIA OSPEDALIERA.NON SONO NE’ TITOLARE DI FARMACIA NE’ TITOLARE DI PARAFARMACIA E COMUNQUE MI VERGOGNO DI APPARTENERE AD UNA CATEGORIA,QUELLA DEI FARMACISTI, CHE DI PROFESSIONALE HA BEN POCO E CHE PENSA ESCLUSIVAMENTE AL PROFITTO FREGANDOSENE ALTAMENTE DELL’UTENTE IL QUALE VIENE VISTO SOLO COME UN POLLO DA SPENNARE.PER QUANTO RIGUARDA INVECE LE PARAFARMACIE, DEVO PURTROPPO DIRE CHE ESSE RAPPRESENTANO UNA LIBERALIZZAZIONE A META’PERCHE’ AVREBBERO DOVUTO TRASFORMARSI IN “FARMACIE NON CONVENZIONATE”CON LA POSSIBILITA’ QUINDI DI VENDERE ANCHE I FARMACI DI FASCIA C CON RICETTA MEDICA ED ALLESTIRE UN LABORATORIO GALENICO PER EFFETTUARE PREPARAZIONI NON STERILI IN REGIME NON CONVENZIONALE.
ottobre 31st, 2008 at 10:41
credo sia tutta una invenzione di lubrano.
aprile 9th, 2009 at 14:37
sono anni che lavoro in farmacia e ne ho viste tante. ricordati che la “tua farmacia di fiducia” guadagna milioni di euro e molto probabilmente ti “appioppa” il prodotto che ha in giacenza. sono una casta milionaria inavvicinabile e non posso dirti altro ma ci sarebbe da scrivere un papiro. saluti
uno che ne ha viste tante
aprile 17th, 2009 at 18:35
Purtroppo, anche fra titolari di parafarmacia c’è chi manca di professionalità. Questo però capita anche fra titolari di farmacia, non per questo bisogna fare di tutta l’erba un fascio.
Rispondendo direttamente a quel signore lo invito a ritornare in quella parafarmacia e a rivolgere le giuste rimostranze al collega.
luglio 1st, 2009 at 09:53
Si decidano presto ad applicare la riforma così mi cancello dall’ordine dei FARMACISTI, dall’EMPAF, e mi godo i miei soldini in altro modo. CHE VADA AL D…… (discount
) quel bel ministro di gasparri ed altri…
Ciao, ciao a tutti gli sventurati farmacisti come me che lottano invano contro il POTERE.
luglio 1st, 2009 at 11:18
Ho notato che da molti viene citato con tono dispregiativo il personale “non laureato” in farmacia, che si spaccia per laureato, facendosi chiamare “Dottore”! Questi commenti, immagino vengano fatti da farmacisti sdegnati nell’intento di difendere la professione ed il prestigio!
Ma vogliamo parlare della differenza per un titolare fra l’assunzione di un non laureato, che , oltre a gestire il magazzino, sta al banco, effettua consegne a domicilio, pulisce la toilette, il negozio,ecc, ed un neo-laureato che, ovviamente avrà un trattamento economico diverso, ed inoltre, non credo venga spedito a pulire i vetri o la toilette! Ciò comporta l’assunzione di personale in più, e quindi più spese!
Con ciò non voglio giustificare il titolare scarso di responsabilità nei confronti del cliente, ma vorrei difendere la categoria, spesso poco considerata, e molto sfruttata, dei non laureati trasformati in “Dottori” loro malgrado!
Stiamo attenti a santificare una “casta” a discapito di coloro che per ovvie ragioni, non hanno scelta,e vengono spremuti fuori misura!
luglio 10th, 2009 at 11:28
Mi scusi Sig Susanna se mi permetto di intervenire.
Premetto che sono farmacista e ho lavorato per 10 anni presso le farmacie comunali.
Non penso che molti dei miei colleghi usino un tono dispregiativo nei confronti di personale non laureato che per quanto mi riguarda è indispensabile e utilissimo, semmai l’astio che lei sente è rivolto ai titolari che permettono questa situazione, quì non si tratta di difendere la professione e il prestigio ormai inesistente per colpa di commercianti che niente hanno a che fare con i farmacisti, ma la legalità e la salute dei pazienti in quanto per dispensare il farmaco ci vogliono competenze precise, almeno così vuole la legge,altrimenti accettiamo il fatto che l’odontotecnico faccia il dentista il naturopata il medico e il geometra l’ingeniere, personalmente non mi sentirei tutelato.
Per quanto riguarda i commessi la soluzione è molto semplice i nostri hanno un camice blu e non hanno ne tesserino di riconoscimento ne spilla di appartenenza all’ordine così non c’è confusione di ruoli.
Per quanto riguarda il trattamento economico dalla mia busta paga a quella dei miei colleghi magazzinieri non farmacisti ci sono circa 150€ di differenza ma noi dobbiamo pagarci enpaf (oltre all’inps trattenuto in busta) iscrizione all’ordine e corsi di aggiornamento.
Non penso che si voglia santificare nessuno e sinceramente se parla di casta non penso si riferisca a noi collaboratori in quanto non abbiamo privilegio alcuno ne possibilità di cariera in farmacia oltre gli scatti di anzianità previsti dal cnl che sono 50€ ogni due anni, inoltre le caste sono chiuse al contrario la nostra professione è aperta a chiunque al contrario la titolarità è per pochissimi e viene tramandata di padre in figlio.
Concludendo volevo solo dirle che personalmente ho molta stima del personale non laureato che mi affianca in quanto fa un ottimo lavoro e soprattutto non fa quello che non deve fare.
Distinti saluti