Uno spot che invita e la realtà che respinge
Va in onda in queste settimane uno spot televisivo che invita a trascorrere una vacanza a Napoli, per esempio il Natale o Capodanno. Ma apri il giornale e ogni mattina leggi la cronaca dettagliata di un fatto di sangue che ha per teatro la città. E ora è un regolamento di conti della camorra, ora una vendetta del clan dei Casalesi, ora una sparatoria le cui vittime risultano essere poi persone innocenti, che nulla hanno a che vedere cioè con il bersaglio dei killer. L’ultima ha avuto per involontaria protagonista una splendida ragazza di 23 anni, Serena Murolo che allo “Chalet delle Rose” di Mergellina stava festeggiando il compleanno di un’ amica. Una pallottola le si è fermata nel polmone: sono stata fortunata, ha detto. Ed a ragione: quattro anni fa successe di peggio ad una fanciulla di !4 anni, Annalisa Durante, che stava attraversando via Forcella e fu uccisa dalla pistola di un camorrista.
“A Napoli, ha scritto un sensibile cronista, si può morire facendo cose semplici”.
Sul piccolo schermo di casa mi son visto passare le sempre suggestive immagini del Golfo di Napoli e involontariamente, ma di certo istintivamente, le ho accostate alla strage di Mergellina. Uno spot che invita e la realtà che respinge. Possibile che debba essere questo il destino di Napoli?
da Antonio Lubrano
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