Archivi per agosto, 2009

Pensieri

Giuseppe Verdi superstizioso

Caro sig. Lubrano, circa un anno fa a Gazoldo degli Ubaldi, il paese della Marcegaglia, presidente della Confindustria, ho assistito ad un suo spettacolo intitolato “Il buffo dell’opera”, con alcuni cantanti lirici e una piccola sezione orchestrale diretta dal m° Anselmi. Mi sono divertita molto per gli episodi curiosi che lei ha raccontato tra un’aria e l’altra, e vorrei sapere se e dove replicherà la rappresentazione nella prossima stagione, perché desidero portarvi i miei figli. Vorrei che come me amassero il melodramma e credo che il buffo sia il modo migliore per introdurli a una musica che loro a torto considerano noiosa. A proposito, mi tolga una curiosità: è vero che Giuseppe Verdi era superstizioso?

Certamente riprenderò lo spettacolo, dopo il successo caldissimo di Gazoldo. Ma dove e quando per il momento non saprei dire. Tuttavia se lei segue il mio blog lo saprà per tempo.

Quanto a Verdi superstizioso mi hanno raccontato il seguente episodio. Siamo nel 1849 e al Teatro S. Carlo il mitico cigno di Busseto dirige le prove della “Luisa Miller” che debutterà entro qualche giorno proprio a Napoli. Più volte Verdi ha evitato di incontrare un certo Caparossa (ma non potrei giurare sull’esattezza del nome) che della jella pare abbia la patente. E poiché costui frequenta gli ambienti musicali, musicista egli stesso, teme di vederlo arrivare da un momento all’altro al S. Carlo.

La sera dell’esordio, alla fine del primo atto, ecco puntuale Caparossa che si aggira nelle prime file della platea. Come avvista il grande compositore si affretta a salutarlo ad alta voce: “Maestro!”. In quel preciso istante dietro il sipario crolla una quinta.

Giuseppe Verdi superstizioso? E’ possibile. In questo somiglierebbe ai napoletani.

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ago  09
31
alle 09:49
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Val Tidone il 01/1/70

Diciamo la verità: un po' superstiziosi lo siamo tutti! :-)

Pensieri

Territori d’Italia a legalità limitata: il silenzio incombe

Mesi fa , come già nel 2008 e negli anni precedenti, sono state sequestrate intere partite di prodotti alimentari scaduti (pasta, riso, carne, pesce, sughi, legumi) per non parlare dei formaggi che anche una ditta famosissima ha tentato di riciclare sul mercato. A proposito, non se ne sa più niente e il marchio continua a essere presente nelle vetrine di negozi e supermercati.

E’ della scorsa primavera, poi, la denuncia del Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica(Sivemp): a sentire i suoi dirigenti esisterebbero in Italia dei “territori a legalità limitata”, dove le minacce e le intimidazioni sarebbero crescenti e renderebbero difficile se non impossibile ogni controllo. Fatti documentati in un convegno nazionale, intorno ai quali , mi pare, si sia creato uno strano silenzio.

Le forze dell’ordine a cui ho chiesto lumi mi confermano che è così, purtroppo esistono delle zone a “legalità limitata”nel nostro incredibile Paese, zone nelle quali quasi tutte le categorie professionali, e quindi non solo i veterinari pubblici, sono costrette a confrontarsi, come si dice in gergo politico, con la malavita organizzata.E certo si tratta di un pessimo confronto, la sola idea che esistano dei territori illegali dovrebbe farci indignare se non sopraggiungesse un altro dubbio: siamo sicuri che la legalità limitata riguardi solo alcuni “pezzi d’talia” e non l’Italia intera?

Le aggressioni subite da alcuni medici veterinari fra il 2008 e l’inizio del 2009 hanno riguardato in particolar modo la Sicilia, la Calabria ed il Veneto. Non mi risulta che in seguito alla denuncia del Sivemp qualche politico di destra o di sinistra abbia intrapreso una qualche azione per aiutare i veterinari di medicina pubblica a svolgere il loro lavoro di controllo con serenità su tutto il territorio nazionale. Stando alle dichiarazioni ufficiali dei suoi esponenti l’attuale governo vuole avere come obiettivo prioritario la sconfitta di camorra, mafia e ‘ndrangheta. E chi opera nei territori a legalità limitata se non loro, i poteri occulti? Queste zone rappresentano dunque il terreno ideale per dimostrare una intenzione così lodevole.

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ago  09
26
alle 10:23
da Antonio Lubrano

Curiosità

Le chiavi di casa e il vuoto di Ferragosto

Un fabbricante di chiavi e di serrature che invitai diversi anni fa nel mio programma televisivo, mi disse che non bisogna mai mostrare in pubblico la chiave di casa perché ai ladri professionisti bastano pochi secondi per imprimersi nella mente il suo formato e farlo poi riprodurre. Attenzione: il più delle volte questa “esibizione” è involontaria, teniamo le chiavi in mano perché magari in quel preciso momento non sappiamo dove metterle ma effttivamente esibirle è rischioso.

Può succedere anche un’altra cosa. Di solito si lasciano le chiavi sul mobile d’ingresso e se tra i visitatori c’è qualche malintenzionato (oggi tutto è possibile) in pochi attimi ne prende l’impronta e fabbrica un duplicato.

Contrariamente a quanto si crede il 60% dei furti in appartamenti non avviene perché i malviventi forzano la serratura, entrano da una finestra o da una inferriata segata ma perché si servono della porta di casa. I professionisti usano il passpartout o, appunto, un duplicato delle vostre chiavi. E addirittura anche chi lascia la chiave nella toppa interna, può avere la brutta sorpresa che un topo di mestiere riesca a farla girare dall’esterno.

Dopo aver ricordato che una porta blindata rappresenta ancora la difesa più efficace, riporto qui alcuni suggerimenti forniti dalla polizia che mi pare abbiano una loro validità. Continua a leggere… »

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ago  09
10
alle 08:33
da Antonio Lubrano

Associazioni consumatori, Da sapere

Quanti sanno del protocollo Enigas-consumatori ?

Da Remigio Del Grosso, presidenza lega Consumatori, ricevo sul mio blog il seguente messaggio:

Il 18 luglio 2008 Lubrano scriveva: “Meno male: per la truffa del gas si parla di risarcimento. Era ora.!
La notizia, otto righe in fondo a una pagina di quotidiano, dice che Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni , ha dichiarato: “Se un nostro cliente è stato defraudato anche solo di mezza lira, gliela restituiremo”. Bene. Capisco che “mezza lira” è un modo di dire anche se ormai siamo in piena era dell’euro.

Ma in questo caso sembra un riferimento all’ammissione di quel dirigente dell’Aem, l’azienda energetica milanese, che in una conversazione telefonica intercettata, parlò di un “rubacchiare” continuo, 16mila lire ogni centomila lire di gas in bolletta. Cifre che tradotte in euro fanno 8 su 50.

Anche qui c’è un verbo che fa pensare: Scaroni parla di “defraudare” e lo usa con il condizionale. Ma l’inchiesta in corso da tre anni, già arrivata ad una prima conclusione nei confronti dell’Aem, si riferisce ai contatori
del gas dalle misurazioni bugiarde e quindi il “se” forse appare superfluo. Sulla linea dell’Eni si schiera anche A2A, un’altra delle otto aziende coinvolte nella truffa.
Continua a leggere… »

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ago  09
6
alle 09:18
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di luigi il 01/1/70

salve io sono cliente eni gas dal 01 marzo 2009 e tutt ora in data 28 dic 2009 non ho ricevuto ma...

Pensieri

Un tubetto di crema da barba…

Lunedì 20 luglio ore 16,20, aeroporto di Olbia. Al varco 3 mi chiedono di aprire il mio bagaglio a mano. Chissà l’occhio elettronico quale strumento pericoloso ha individuato nella valigetta. Eccolo! L’addetta tira fuori il tubetto della crema da barba, per metà già consumato. Ma c’è scritto 150 ml e quindi è fuori norma, non è un liquido regolamentare, ossia 100 ml. Tento di buttarla sul filosofico, la differenza fra liquido e crema. Niente. Provo a dire che le disposizioni aeroportuali di sicurezza andrebbero applicate con un po’ di buonsenso per non sfiorare il ridicolo. Niente. La mia crema da barba se ne va.

Arrivo a Roma e il giorno dopo riparto per Olbia. Naturalmente per farmi la barba ho comprato un altro tubetto di crema. Al varco di Fiumicino però l’occhio elettronico resta impassibile. Come mai? Ciò che vale a Olbia non vale a Roma?

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ago  09
3
alle 10:48
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Giuliano il 01/1/70

Semplicemente non sono state applicate le regole corrette quando è partito da Fiumicino. Le reg...