Archivi per ottobre, 2009

Da sapere

Una multa mostruosa

Caro Lubrano, parlando con un vigile mio amico ho appreso che potrei essere multato – settemila euro addirittura! – se acquistassi da un ambulante un qualsiasi prodotto senza averne prima accertata la legittima provenienza.. E come faccio, scusi? Devo fare io il poliziotto?

In effetti lo stabilisce la legge n.99 del 2009 all’articolo 17. La multa va dai cento ai settemila euro ed è migliorata rispetto alla legge precedente che risale al 2005. Prevedeva una sanzione da 500 a diecimila euro. Il dubbio cresce quando si pensa che il codice penale punisce l’incauto acquisto con il carcere fino a sei mesi o con l’ammenda non inferiore a dieci euro. Chissà se qualcuno ci spiegherà l’assurdo.

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ott  09
22
alle 09:23
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Giorgio Stefano Rovelli il 01/1/70

Caro Lubrano e Spett-le Redazione, si è appena conclusa la 46° edizione dello SMAU e, prima ch...

Da sapere

Che cos’è il Bil?

Dott. Lubrano, io so che esiste il Pil, sigla di prodotto interno lordo, che serve a calcolare la condizione economica di un paese, se non sbaglio. Ma adesso sento parlare di Bil. Che vuol dire, un’altra diavoleria?

Non è una diavoleria, è un altro metro di giudizio. Mentre il Pil misura la ricchezza(o la povertà) del Paese, il Bil misura la qualità di vita. Vuol dire infatti benessere interno lordo. Per darle un’idea concreta della differenza: Milano è al primo posto nella graduatoria del Pil ma è al 37°postoin quella del Bil. Sa quali sono i centri che detengono oggi il primato del benessere? Due città medie, Forlì e Cesena. Agli ultimi posti figurano Napoli,Caltanissetta e Siracusa.

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ott  09
19
alle 10:01
da Antonio Lubrano

Pensieri

Colpo di scena. I prof del sud restano al nord!

Ma è proprio vero che i professori meridionali che hanno cattedre al nord fanno carte false per tornare al sud, come sostengono non pochi esponenti della Lega? L’ interrogativo torna d’ attualità perché coincide con i dati emersi nei giorni scorsi da uno studio della Fondazione Agnelli sulla mobilità degl’insegnanti in Italia. Una mobilità giudicata preoccupante perché eccessiva. Il continuo cambiamento di insegnanti disorienta gli studenti e, dice il rapporto “pone a rischio la continuità didattica” . La cifra che sintetizza l’allarme è questa: ogni anno un docente su quattro cambia sede.

L’elemento, tuttavia, che d’acchito salta agli occhi è proprio quello che ci da le proporzioni reali del presunto traffico nord-sud. Infatti a chiedere il trasferimento da una regione del nord a una regione del sud sono stati nell’anno scolastico 2008-2009 soltanto tremila. Ma appena 691 insegnanti di ruolo hanno visto accogliere la loro domanda. Ossia, ripeto, poco meno di settecento prof si sono trasferiti effettivamente. Teniamo presente che il corpo docente è formato da 852.300 persone e che poco più di duecentomila hanno cambiato sede rispetto al 2007-2008. Dunque, al confronto il numero dei meridionali tornati a casa è risibile. Un vero colpo di scena!

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ott  09
15
alle 11:05
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Guido il 01/1/70

Si vede che si trovano bene al Nord, e se si trovano bene al Nord, altri ne arriveranno dal Sud, ...

Pensieri

Dopo Messina riscopriamo l’indignazione?

messina scalea
Il disastro annunciato di Messina ci fa riscoprire l’indignazione? Forse. Ma non ne sono sicuro in un Paese che sembra rassegnato, che non reagisce più e dove ogni cittadino pensa solo ai fatti suoi.

Voglio solo aggiungere qualche dato al quadro desolante che la montagna franata sulla città del terremoto del 1908 ha rivelato.

Ecco qua: negli ultimi ottant’anni si sono abbattute sul territorio nazionale 5.400 alluvioni, undicimila frane e settantamila persone risultano colpite in un modo o nell’altro da tali disastri. E’ stato calcolato che il 77% dei 1500 comuni a rischio ha un patrimonio edilizio minacciato dagli eventi meteorologici estremi. Nella metà di questi comuni si contano fabbricati industriali in pericolo. Uno studio delle Autorità di Bacino rivela che più di 10 mila le zone ad alto rischio mentre più di 5 mila comuni italiani, sugli 8.100 comuni della penisola, “ricadono in aree a potenziale rischio idrogeologico”. Continua a leggere… »

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ott  09
5
alle 10:56
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Giorgio Stefano Rovelli il 01/1/70

Carissimo Antonio Lubrano, non fermiamoci alla carta igienica (ma lo è davvero?)! E i pannolin...