Come ti alimento il qualunquismo
Fu Guglielmo Giannini, giornalista e autore teatrale, a fondare il 12 dicembre del 1944 un settimanale intitolato “L’Uomo qualunque”. Nella U della testata figurava un cittadino schiacciato da un torchio, a simboleggiare l’italiano eterno suddito, l’italiano scettico nei confronti dello Stato e dei partiti, di destra o sinistra che fossero. Nacque così il qualunquismo, un movimento che portò poi in Parlamento sia l’ideatore che un bel gruppo di aderenti.
Col tempo la parola “qualunquista” ha assunto una connotazione negativa, sta ad indicare una persona disimpegnata, che fa di ogni erba un fascio, che non crede più a niente e mette in forse persino il valore della democrazia.
Bisogna riconoscere però che i partiti allora come oggi fanno poco e niente per contrastare una simile tendenza, basterebbe a confermarlo l’assoluta indifferenza che dimostrano di fronte alle schede bianche e al calo della percentuale di votanti. L’ultimo esempio che viene ad alimentare la nausea di molti italiani per la politica e i politicanti, ce lo offre il Senato, che ha approvato con 252 voti a favori(ossia destra e sinistra) e due sole astensioni un emendamento in virtù del quale alle prossime europee i partiti che non raggiungeranno il quorum del 4% potranno accedere ugualmente ai fondi pubblici: basterà infatti il 2% per ottenere il rimborso delle spese sostenute nella campagna elettorale.
La conclusione è fin troppo ovvia: i due poli litigano ogni giorno, ufficialmente si odiano; poi quando si tratta di questioni relative al finanziamento ritrovano l’accordo, si amano addirittura. Una commedia, un’eterna commedia. Del resto il qualunquismo lo fondò sessant’anni fa un commediografo.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di luisa il 01/1/70
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febbraio 23rd, 2009 at 21:29
mio suocero, povera anima, avrebbe detto: sono come i ladri di Pesaro, litigano di giorno e di notte vanno a rubase assieme!