Pensieri

Il trionfo del falso

Non ci salviamo più: le truffe dilagano. Ogni giorno le cronache ci raccontano di un imbroglio. All’inizio di maggio hanno fatto la loro irruzione in scena i falsi bidelli. Persone cioè che concorrevano all’assegnazione di uno dei seicento posti disponibili in 492 istituti di Milano e provincia, hanno presentato titoli di studio inesistenti, persino lauree fasulle e curricula inventati di sana pianta con l’aiuto di Internet.

Una settimana fa, sempre a Milano , è stata smascherata una maestra calabrese che pur di ottenere il trasferimento nel suo paese d’origine si è finta invalida, fabbricando – come ha scritto un giornale – con grande abilità un certificato che attestava il suo grave handicap. In precedenza altre maestre del sud avevano inscenato commedie simili per sottrarsi al loro dovere.


Non basta. A Roma si scopre, grazie alla Guardia di Finanza, che negli ultimi tre anni oltre cinquemila imprese edili italiane hanno eseguito lavori di ristrutturazione senza dichiarare un euro che sia un euro di reddito. E quindi si sono sottratte alle tasse: tre miliardi i redditi non dichiarati, 500 milioni l’Iva non versata all’erario. E dunque altri falsi, altri imbroglioni. La GdF dice che questa sarebbe solo la punta dell’iceberg. Lo credo, se è vero che l’evasione fiscale in Italia oscilla tra i duecento e i trecento miliardi di euro.

E poi l’università. A Napoli la Digos ha scoperchiato un brutto altarino: compravendita di esami alla facoltà di giurisprudenza. Valga per tutti l’esempio di una ragazza, tal Federica, che è stata promossa con 20 e 22 a ben undici esami semza aver mai messo piede all’ateneo.

Il trionfo del falso. Frutto dell’illegalità che respiriamo ad ogni livello. Forse perciò questo nostro Paese è ogni giorno sempre più inverosimile.

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mag  09
12
alle 10:22
da Antonio Lubrano


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