L’aiutino. Ancora?
Il nuovo anno scolastico sta per cominciare e gli studenti delle scuole medie secondo me dovrebbero chiedersi: a chi giova continuare a copiare?
Sapete come stanno le cose. Nel bel mezzo della stagione delle vacanze viene fuori che gli studenti di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia copiano più di quelli del nord nella prova che misura la loro capacità di apprendimento. L’istituto che realizza il test per conto del ministero è l’Invalsi, i cui rilevatori hanno notato che le risposte dei meridionali sono piuttosto uniformi, sembrano fatte con lo stampino, persino le stesse parole, come se gl’insegnanti avessero dato loro una mano. Il famoso “aiutino”.
Aiutino, parola odiosa! I concorrenti dei quiz televisivi (maschi o femmine) chiedono sempre al conduttore un aiutino, che viene quasi sempre negato. Al contrario una professoressa di Palermo, Venere Anzaldi, non esclude che i ragazzi siano stati aiutati. Bisognerebbe chiedersi, dice, in quali condizioni oggi i ragazzi apprendono. Obiezione giustissima. E cita il fatto che “quest’anno si sono perse migliaia di ore di lezione perché mancavano i soldi per le supplenze”. Purtroppo però molti docenti temono che la prova ministeriale si risolva in un giudizio su di loro: una classe ottiene punteggi bassi? Allora la colpa è dell’insegnante. E questo vale al nord e al sud.
Siamo portati così a immaginare due realtà scolastiche: una, visibile, di scarso profitto, se è vero che gli studenti non sanno rispondere ai quesiti posti dal ministero proprio per sondare il loro grado di preparazione. E l’altra, apparente, frutto cioè di una finzione o dei miracoli di Sant’Aiutino..
Qualcuno dovrebbe spiegare ai ragazzi che copiare a scuola – che sia un test ministeriale o un tema, un compito scritto di matematica o una versione, significa rinunciare a capire, affidarsi ciecamente agli altri per un piccolo vantaggio momentaneo, significa privarsi della scoperta delle cose che non si conoscono. Che senso ha, per esempio, riflettere nel tema in classe non la propria ma la personalità di un altro, del suggeritore? Una volta per tutte la scuola dovrebbe far capire agli allievi che studiare serve proprio a trovare le risposte, a dare a tutti la capacità di scelta; e quindi a renderci persone libere. Ma lo so, è un pistolotto inutile.
da Antonio Lubrano
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settembre 2nd, 2009 at 10:44
Sembra una di quelle questioni dei massimi sistemi, visto che il problema della ‘copiatura’ esiste dalla notte dei tempi.
Venendo al caso specifico, la prima osservazione che mi venga in mente è: ci sono le prove che tutte le scuole del Sud abbiano ‘barato’? Ci sono delle prove, o si fa di tutta l’erba un fascio per accontentare i leghisti?
Sulla questione di fondo del ‘copiare’: tutti vedono che chi imbroglia la fa sempre franca e ottiene quello che vuole. L’esempio viene dalle più influenti personalità dello Stato. Che razza di insegnamento morale si vuol dare ai giovani?
settembre 2nd, 2009 at 12:46
Si sa che al sud le prove non si trovano mai….