La carta igienica è fuorilegge?
La notizia è curiosa ma ci aiuta a capire come siamo bravi in Italia a prenderci, è il caso di dire, per i fondelli. L’Unione Nazionale Consumatori rileva in una nota del suo bollettino che “la carta igienica è un oggetto misterioso perché non è disciplinata da alcuna norma.
Non deve dichiarare il peso né quanto è lungo il rotolo né quanti strappi ha né, tanto meno, il tipo di carta.” E’ un prodotto venduto a pezzo e non a peso e quindi non è regolato dal decreto legislativo 84/2000 che obbliga i venditori a indicare anche il prezzo al chilo oltre a quello del prodotto. Men che meno può essere richiamata la legge 126 del ’91 e il suo regolamento di attuazione(n.101/’97), assorbiti dal Codice del consumo, che prevedono l’obbligo dell’etichetta con la composizione del prodotto; la carta igienica è fatta di materiali che “sono già resi manifesti dalla denominazione legale o merceologica” e quindi sono esclusi dalla disposizione.
La carta igienica dunque fuorilegge. Mi è tornato in mente uno spot televisivo che andava in onda tanto tempo fa. Si vedevano dei rotoli di carta igienica appesi a dei palloncini che salivano al cielo di fronte a un palazzo enorme: “Dieci piani di morbidezza”, recitava lo slogan. C’era all’epoca una canzone di Rascel che si chiedeva: “chissà dove vanno in cielo i palloncini/ quando sfuggono di mano ai bambini..”. Io e il collega Luca Ajroldi curavamo nel lontano 1983 “Scoop”, una rubrica del Tg2 che andava in onda a mezzogiorno del sabato e ogni tanto prendevamo in giro la pubblicità. “Dove vanno? – commentammo in risposta – Portano la carta igienica agli angeli.. “.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di il velo di maya il 01/1/70
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luglio 25th, 2009 at 22:21
beh, posso aggiungere che mi pare sia così anche coi rotoli di carta da cucina.
non si riesce a capire quale sia il + conveniente, al max. quale il + sgradevole e scadente……..
luglio 26th, 2009 at 09:50
più che della quantità dovremmo preoccuparci della “salubrità” della carta igienica.
ma è davvero igienica?!!!
Lubrano dici che essendo evidente la composizione non sono obblibati a elencare gli ingredienti…
ma alcune sono impregnate di “balsami”, deodoranti, inoltre cosa usano per sbiancarla?
con tutte queste allergie dovrebbero indicare la composizione!!!
jogger tira in ballo la carta da cucina: a mi manda rai3 ne hanno parlato ed è uscito fuori che i colori usati per rendere più “graziosi” i fogli sono TOSSICI!!!
i produttori hanno detto che il cibo non andava messo a contatto dalla parte stampata (sich!);
ma su nessuna confezione è mai stato dato questo consiglio.
come se bastasse poi questo accorgimento: il cibo è umido e fa spandere le sostanze dei colori!!!!!!
non sapevo che la carta cucina fosse impermeabile!
luglio 26th, 2009 at 11:54
Quando le associazioni dei consumatori si riuniranno per fare causa a chi ci imbroglia?
Sta diventanditutto lecito… sulle confezioni di molti alimentari non c’è scritto con cosa è fatto il prodotto… ci vorrebbe un bollino colorato per inividuare i prodotti transgenici…, il “prodotto in Italia” deve essere possibile solo per quello che è fabbricato in Italia con prodotti italiani, ecc..
Ma quando ci seglieremo?
Non dobbiamo nasconderci dieto quello che legifera il MEC, nè subire ciò che impongono i produttori con le loro lobby.
Facciamo la lobby dei consumatori.
10 euro ll’anno a testa per la tessera, x 10.000.000 di aderenti fanno 100.000.000 di euro per battaglie legali.
SVEGLIAMOCI !!!
Mauro
luglio 26th, 2009 at 12:37
E allora? io faccio così: peso le confezioni, sulla bilancia delle verdure,poi divido il prezzo per il peso e così vedo qual’è la più conveniente.
luglio 26th, 2009 at 12:42
be’, in effetto l’argomento è interessante, anche se sempre tabu nonostante tutti gli spot che ci dobbiamo sorbire sull’intestino e la pipì…comunque mi è rimasto impresso quello che diceva un medico e igienista austriaco (tal Franz Xavier Mayr, ancora oggi si fa la Cura Mayr nel paesi di lingua tedesca), che lo stato dell’intestino e di salute di un popolo si vede dai metri di carta igienica che consuma…E invece ci sono le altre genti (in India, paesi arabi ecc.) che, pulitissime, usano l’acqua: chi è stato da quelle parti sa che nei gabinetti c’è sempre una brocca o una canna dell’acqua per lavarsi. Sì poi chiaro che da loro fa caldo ed è meno un problema…Ma certo potremmo evitare di consumare le foreste del Pianeta per pulirci il didietro…Quanto alla carta igienica penso sia meglio evitare quelle profumate e colorate, a parte la sicura componente tossica (ogni lavorazione in più implica energia, sostanze chimiche ecc.) si sa che i profumi e pasticci vari alterano gli ecosistemi del nostro corpo.