Commercianti, Consumi, saldi

La commedia dei saldi

Sono pronto ad accettare scommesse: nel dicembre 2010 staremo ancora a discutere sulla validità o sull’opportunità dei saldi. Stavolta a lanciare il sasso è stato il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli: via libera ai saldi tutto l’anno. Ma immediatamente la proposta ha diviso il campo: negozianti sì, negozianti no. C’era da aspettarselo.
Una provocazione quella di Sangalli? Forse una presa d’atto. Ci sono le vendite promozionali in qualunque periodo dell’anno, le liquidazioni e poi i saldi il 2 gennaio e in agosto. E dunque quale tempo rimane per le vendite regolari? Non bastasse, la fioritura di outlet in tutta Italia ha fatto dello sconto una religione. Nei centri commerciali fuori le grandi città o all’uscita dei grandi snodi autostradali, la merce, qualsiasi genere di merce, si vende “sottocosto”, almeno così proclamano gl’invitanti cartelli delle vetrine, gli spot pubblicitari, gli annunci radiofonici e televisivi. Del resto la differenza è fin troppo palpabile.
Ho messo tra virgolette sottocosto perché faccio ancora fatica a capire come mai un capo firmato nel negozio del centro costa cento e negli outlet cinquanta. Dov’è la fregatura?

Se la cravatta o la camicia, il servizio di piatti, la caffettiera o un paio di lenzuola, possono essere offerti a metà prezzo vuol dire che il commerciante di città mi sta rapinando. Dice: ma il commerciante di città ha maggiori spese d’esercizio. E perché, il titolare dell’outlet non ha spese d’esercizio,non paga forse l’affitto del locale, le tasse eccetera?
Ecco che prendono forma almeno tre ipotesi, che peraltro si avanzano da decenni: 1)non è vero che i saldi riguardano soltanto le rimanenze di fine stagione (invernale ed estiva); 2) la merce in vendita ai primi di gennaio è fabbricata apposta per la stagione dei saldi; 3) i prodotti provengono da paesi dove le regole riguardanti i lavoratori e l’ambiente sono inesistenti e quindi scarsa qualità uguale prezzi stracciati.
Posto che siano tutte false queste affermazioni e che effettivamente l’intento sia di svuotare gli scaffali dei negozi, mi piacerebbe sapere una volta per tutte se il commerciante nella stagione dei saldi ci rimette qualcosa. Perché se comunque ci guadagna(e io non ne dubito), vuol dire che se tenesse i prezzi bassi tutto l’anno la liberalizzazione dei saldi non avrebbe più senso e noi spenderemmo più volentieri.
Almeno in una regione, il Trentino Alto Adige, la proposta Sangalli è sperimentata da tempo e, pare, con soddisfazione sia dei negozianti che dei consumatori. Uno studioso dei nostri comportamenti, infine, sostiene che siamo troppo affezionati a questa “festa laica” rappresentata dai saldi e che quindi psicologicamente respingiamo l’idea del prolungamento della festa all’anno intero. Be’ anche questa battuta ci sta bene nel copione della commedia dei saldi.

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dic  09
29
alle 05:35
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Carneade il 01/1/70

Basta farsi un giro in negozi "normali" ed Outlet della stessa marca, io l'ho fatto, per verifica...


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Un Commento to “La commedia dei saldi”

  1. Carneade dice:

    Basta farsi un giro in negozi “normali” ed Outlet della stessa marca, io l’ho fatto, per verificare che NON c’e’ la stessa merce. La tesi ufficiale e’ che sono capi della stagione precedente ma il dubbio che si tratti proprio di merce prodotta appositamente a me e’ venuto…

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