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La doppia beffa del depuratore

Questa è la storia di una doppia beffa.
Quattro mesi fa la Corte Costituzionale(sentenza n.335/08) ha dichiarato illegittime alcune norme relative alle tariffe della depurazione idrica contenute nella legge Galli del 1994. Una legge male interpretata, ha detto qualcuno. Sta di fatto che milioni di utenti hanno pagato per anni nella bolletta dell’acqua la tariffa per la depurazione anche se il depuratore era solo un fantasma.
Me ne sono occupato qui ai primi di gennaio, ponendo il problema del rimborso; e citando in proposito la grana al momento più significativa: quindicimila romani che abitano nella zona nord della Capitale(La Storta,Isola Farnese, Cerquetta) e che aspettano da tempo la costruzione del depuratore dell’acqua previsto a Isola Farnese, possono chiedere ora all’Acea, ossia la società che gestisce il servizio idrico, la restituzione delle somme versate negli ultimi cinque anni. La media è di 150 euro l’anno che, moltiplicata per quindicimila, fa dieci milioni di euro.
Il 6 febbraio un quotidiano free di Firenze annuncia: “Da luglio 2009 e nei prossimi 5 anni, i gestori del servizio idrico potranno procedere alla restituzione delle somme relative alla depurazione, indebitamente percepite da chi non usufruì del servizio. Lo ha detto l’assessore toscano al servizio idrico Marco Betti”.

Il 17 febbraio “Le scelte”, notiziario dell’Unione Nazionale Consumatori, scrive testualmente: “E’ inutile che gli utenti facciano domanda di rimborso perché un emendamento al decreto legge n.208/2008, che deve essere convertito in legge entro il I. marzo 2009, ha stabilito che il rimborso non riguarderà le quote che hanno finanziato attività di progettazione o completamento della rete idrica già avviate e che saranno i gestori, entro tre mesi dalla conversione definitiva in legge del decreto, a individuare la somma da restituire con la facoltà di rateizzare il rimborso in cinque anni oppure tradurlo in una compensazione parziale delle nuove tariffe dovute”.
Ovvero: come ti aggiro una sentenza della Corte Costituzionale e come prendo per i fondelli gli utenti che ci hanno rimesso fior di euro almeno in un quinquennio. Doppia beffa: chissà in quanti centri del Paese il depuratore non è stato mai costruito e adesso ci rimettiamo pure la somma versata per realizzarlo.
C’è in questo emendamento una spudoratezza che supera ogni limite . Certe aziende che forniscono servizi pubblici sono libere di metterci le mani in tasca e noi dobbiamo subire senza fiatare. Ma deputati e senatori, tutti, saranno complici di un simile abuso?

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mar  09
2
alle 01:11
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di lisa il 01/1/70

Pur lavorando in un'azienda dell'acqua ed occupandomi io stessa dei rimborsi, condivido appieno i...


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4 Commenti to “La doppia beffa del depuratore”

  1. jogger dice:

    Vista la faccia tosta corrente, ed ogni gg. se ne scopre una, tutto potrebbe essere, sono molto disgustata ma tanto ciò che penso non importa a nessuno e non mi permette di cambiare le cose.
    + avvilita di così….

  2. WOLFANGIE dice:

    Io NON mi stupisco ormai + di tanto. Stiamo raccogliendo quello che ognuno di noi ITALIANO ha seminato in questo trentennio. Ora stiamo ancora subendo ogni giorno con beffarde ed allucinanti assurdità, tutto quello che ai “potenti” permettiamo di fare. Gent.ma jogger questo accade perchè “LORO” sanno che in fondo Lei potrà solo avvilirsi! Faccia d più! Deve infuriarsi ogni giorno ed ogni istante in ogni modo e con tutti!!!!……Reagisca ed agisca e non si fermi al disgusto! In altri Paesi NON accade questo, guardi bene e capirà perchè. SIAMO IL TERZO MONDO DELL’EUROPA!……

  3. Antonio Pascucci dice:

    Le somme da restituire, 2MILIARDI di Euro, ai sensi della sentenza C.C. n. 335 del 2008, ai sensi dell’Art.14 comma 1, secondo periodo della Legge 5 gennaio 1994 n. 36, dovevano confluire in un conto vincolato.
    Ne consegue che la restituzione non può avere alcuna influenza sul bilancio del gestore. Il Parlamento con Legge 27 febbraio 2009 Art. 8 sexies comma 2 ha dilazionato, a partire dal 1° ottobre 2009, in cinque anni tale restituzione senza approvare l’emendamento Piffari, Scilipoti “ rivalutata degli interessi”
    Mi sembra evidente che il gestore, dovendo restituire in forma dilazionata somme di cui non doveva avere la disponibilità dedotte delle spese di progettazione, usufruisce di un bel vantaggio.
    Gli utenti di cui si parla hanno versato il 10% per IVA sulla quota illegittimamente versata che non sarà loro restituita.
    Detta quota è pretesa anche da coloro che hanno fosse biologiche. I gestori non informano correttamente gli “utenti”
    e rifiutano la variazione del modulo assegnato d’ufficio con uno più favorevole. Non applicano riduzioni previste per alcune particolari zone. Gli stessi, autodefiniti ex municipalizzate, hanno usufruito di sconti fiscali che la Comunità Europea a definito aiuti di Stato imponendone la restituzione. Se controllate le quotazioni in borsa sono scese a picco. Non mi stupirei se emergesse che, per guadagnare di più, abbiano acquistato titoli tossici americani.
    Siamo in periodo di elezioni e ci ricorderemo nel segreto delle urne.
    Auguri e coraggio.
    Antonio da Lavagna

  4. lisa dice:

    Pur lavorando in un’azienda dell’acqua ed occupandomi io stessa dei rimborsi, condivido appieno il commento espresso dal dott. Lubrano! Non capisco perchè non si debba restituire quanto palesemente versato ingiustamente!!!!

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