Pensieri

Lo Stato ci scrive sul retro

Non ricordo più in quale occasione recente il Presidente del Consiglio ha fatto sapere al colto e all’inclita che lui a Palazzo Chigi prende appunti sul fronte e sul retro dei fogli, utilizza qualsiasi spazio bianco cartaceo per ridurre le spese di cancelleria. In tal modo il bilancio dello Stato ne riceve un sollievo, sia pur piccolo. Esempio lodevole, non c’è che dire, esempio che è diventato subito legge.

Dice infatti l’art. 7/bis della legge n. 13/2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 febbraio scorso: “Ai fini della diffusione presso le pubbliche amministrazioni di comportamenti, prassi, procedure, tecniche e mezzi di gestione che riducano i consumi di carta, il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, oltre ad organizzare iniziative e strumenti di monitoraggio e verifica, realizza progetti e campagne di comunicazione anche con riferimento alla riduzione dei formati di stampa ed all’uso del fronte-retro, all’utilizzo di carta con spessore ridotto o di carte generate da macero, all’utilizzo di testi in formato elettronico in alternativa alla stampa cartacea, al riutilizzo delle stampe di prova e dei vecchi documenti per funzionalità di carta per appunti”.

Come dobbiamo interpretare questo segnale, oltre alla buona intenzione di risparmiare? Che d’ora in poi, almeno quando ci scrive lo Stato volta pagina?

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apr  09
14
alle 10:12
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Alberto M il 01/1/70

E sfruttare in modo più massiccio le possibilità dell'informatica? Un appunto scritto al volo s...


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Un Commento to “Lo Stato ci scrive sul retro”

  1. Alberto M dice:

    E sfruttare in modo più massiccio le possibilità dell’informatica? Un appunto scritto al volo su BloccoNotes e inviato via email all’altro ufficio. Anteprime di stampa prima della stampa effettiva, stampare se e solo se necessario, etc…

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