Da sapere

Lo stipendio alle casalinghe. E’ possibile?

Quattro domande articolate. Provate a rispondere:

1.

Domenica 18 gennaio si conclude a Città del Messico il 13° Congresso internazionale delle famiglie cattoliche; e proprio riferendosi a questo evento il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha rilanciato l’idea di uno stipendio alle casalinghe. “E’ pur vero – ha detto – che le cure alla famiglia sono offerte per amore, ma hanno comunque diritto ad un giusto riconoscimento.”
La proposta, giunta da un così autorevole pulpito, ha riaperto il dibattito. Oggi però, con il bilancio dello Stato che si aggrava ogni giorno di più, è realizzabile?

Si No

2.
L’idea per la verità non è nuova. Se ne parlò una prima volta nel 1982: fu l’on. Adriana Poli Bortone, dell’allora Msi, a presentare una proposta di legge per un assegno mensile alle casalinghe. Nel 1995, poi, la Corte Costituzionale riconobbe che l’attività casalinga è a tutti gli effetti attività lavorativa. Ora giacciono in Parlamento due progetti, uno dell’Udc e uno del Pdl, ma nessuno può dire quando saranno discussi. Solo che bisognerebbe valutare anche la posizione delle mamme che lavorano fuori casa. Stipendio doppio per loro?

Sì No

3.
L’orario d’ufficio, diciamo così, delle mogli-madri è mediamente più pesante di quello di un impiegato, di un operaio o di un dirigente. Se hanno figli piccoli si va dalle 10 alle 14 ore al giorno. Se i figli cominciano ad avere una loro autonomia, dalle cinque alle nove ore. Il turno scende a cinque ore quando i figli vanno via di casa e restano soli marito e moglie; per tornare alle dieci ore appena nascono i nipotini.
“Se è vero, ha detto il card. Antonelli, che il lavoro di una badante concorre alla formazione del prodotto interno lordo, perché non dev’essere considerato allo stesso modo il lavoro di una madre?” Secondo voi concorre o no al famoso pil?

Sì No

4.
Anche gli americani si sono posti il problema e dopo una indagine su oltre cinque milioni di mamme (realizzata nel 2005) hanno concluso che lo stipendio di una casalinga non può essere inferiore a 130mila dollari all’anno , all’incirca centomila euro. Ossia poco più di ottomila euro al mese.
Una cifra probabilmente esagerata. Più realisticamente dovrebbe essere pari, in Italia, alla media degli stipendi minimi: dai 900 ai mille euro. Siete d’accordo?

Sì No

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16
alle 10:33
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di Stever il 01/1/70

Capisco che i soldi per uno stipendio non ci saranno mai ma almeno dei contributi figurativi per ...


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58 Commenti to “Lo stipendio alle casalinghe. E’ possibile?”

  1. Giovanni dice:

    no, no, no e no.
    ci fossero i soldi magari…

  2. valentina dice:

    e certo roberto nonono….a te i vestiti li stira la mamma quindi che ne sai…..di chi oltre a lavorare deve anche fare le faccende di casa….

  3. cristiani dice:

    finalmente una proposta che potrebbe salvare le famiglie monoreddito

  4. silvia dice:

    Cioè, se smetto di lavorare e continuo a fare a casa quello che già faccio ora gratis continuo a prendere il mio stipendio ????????
    Seee, magari!
    Ma non scherziamo per favore!

  5. mikkokka dice:

    Finalmente una proposta intelligente, che naturalmente nn viene fatta dai politici.Figuriamoci se verrà presa in considerazione.

  6. Donatella dice:

    Parlo per cognizione di causa. Chi va fuori casa a lavorare dedica al massimo due ore al giorno alla casa, soprattutto chi vive nelle grandi città (problemi di traffico da/per il posto di lavoro). Dei bambini e dell’andamento della casa si occupano altre persone, se non si può pagare una governante tutto si traduce nel disordine totale (nelle sue varie accezioni) tra le 18.00 e le 20.00. I bambini sono niente affatto seguiti adeguatamente. E’ giusto retribuire chi vuole concedere il proprio tempo alla casa e ai propri figli in modo adeguato. Ora abbiamo sopra un capo, prima era un marito. Cosa è cambiato fondamentalmente? La carriera è in salita e i nostri stipendi sono inferiori agli uomini.
    E’ tutto allo sbaraglio, e, certo, neanche è giusto chiudersi in casa. Penso semplicemente che ci vorrà molto tempo per assestare questa società. Forse neanche le nostre figlie ne vedranno i frutti, il tempo vuole tempo e qui in meno di 40 anni si volevano fare miracoli.

  7. mery dice:

    Sono naturalmente d’accordo.
    se una mamma rimane a casa si risparmiano i soldi di asili nido, baby sitter e quant’altro, per non parlare dei costi aggiuntivi sul lavoro quando il bambino sta male.
    Penso poi che un bambino viene seguito bene da piccolo sarà poi un adolescente con meno problemi .
    Per tutto ciò è naturale che la mamma, che fa insieme baby sitter, domestica, autista etc etc dovrebbe avere un incentivo economico altrimenti la famiglia come va avanti?

  8. EOLO dice:

    Ma paga il Vaticano? allora si!

  9. gabriella dice:

    No. A meno che non sia esteso anche alle donne che lavorano e si occupano della casa! Ma perché il vaticano non insegna ai mariti e ai figli maschi a collaborare paritariamente alla gestione familiare? Negli anni qualcosa eè cambiato, per la pazienza e la tenacia delle donne, ora sembra faccia più comodo convincerci a stare a casa.

  10. Massimiliano dice:

    sono perfettamente daccordo con l’idea riproposta dal Vaticano. Sono sicuro che gran parte delle Mammae è costretta a lavorare per arrotondare lo stipendio del marito e che solo alcune lo fanno per la sola sete di carriera. Molte donne rimarrebbero volentieri a casa per dedicarsi all’educazione dei propri pargoli e ciò migliorerebbe non solo la qualità dell’educazione delle promesse del futuro, ma gioverebbe anche all’armonia familiare. Io personalmente sono stato educato da una casalinga e sono orgoglioso del lavoro di dedizione svolto dalla mia mamma. Se fossi stato sbattuto in un asilo nido e poi in una materna, sarebbe stato altrettanto? Non credo. Dopo tutto le maestrine sono lì per la paga non certo per il futuro della nazione. Saluti.

  11. adriana dice:

    Penso che ora che il problema venga affrontato seriamente.
    Si potrebbe cominciare parlando di “lavoro domestico”e non necessariamente di “casalinghe”,quindi dando anche agli uomini la possibilità di scegliere.
    E penso anche che non dovrebbe essere un lavoro definitivo,ma che ci si possa alternare all’interno della coppia,in base al percorso lavorativo al di fuori della casa quando c’è…

  12. Cri dice:

    Eggià, pur di farle stare a casa ’ste donnette, diamo loro anche il contentino di uno stipendio, se non fosse così insopportabile quest’invadenza del vaticano su tutto quel che riguarda l’orbe terracqueo, ci si potrebbe perfino ridere su.Forza ragazze, tutte a ricamare, ad aspettare il principe azzurro al quale regalare un paio di marmocchi e basta così, che sono tutte queste aspirazioni, lo studio, l’impegno, il lavoro ? ‘na mancetta evvia.

    PIETA’ per l’italia colonia vaticana, pietà.

  13. anna dice:

    magari fosse possibile uno stipendio alle casalinghe io da 30 o fatto sempre la mamma
    ma senza essere riconosciuta dallo stato
    mi ritrovero’ con la pensione sociale
    credete si possa vivere? speriamo che i politici alleggeriscano la loro di pensione e che diano un piccolo aiuto alle famiglie

  14. Paola Mirabasso dice:

    Lo ritengo giusto oltre che necessario,visto che sono stata obbligata a restare a casa a 45 anni,causa crisi nele settore calzaturiero.Ora ne ho 55 quindi da 10 anni faccio la casalinga a tempo pieno!
    La domanda che mi pongo da dove si prenderanno i soldi!! Sicuramente da una giusta dimensione delle spese.TAGLIO A TUTTI GLI SPRECHI.Io mi acconteterei anche di 500-600 Euro in attesa di pensione(28 anni di contributi)che sono li fermi!!
    Bisogna travare la formula per quelle persone che hanno almeno 20 anni di contribuzione,che sono fuori dal mondo del lavoro.Un anticipo pensionistico!!Comunque è una proposta interessante che va portata aventi con forza!!

  15. fzr dice:

    puramente demagogico
    i motivi?
    dove reperire la copertura finanziaria, come valutare la retribuzione ecc.

    riguardo allo studio americano, visto che loro sanno come spalmare i loro debiti sull’intero pianeta ecc ecc, pensano ad uno stipendio di 8000 euro.

    a questo punto, abbiamo creato un sacco di nuovi posti di lavoro, dato che anche per soli 4000 euro domani il numero delle casalinghe e dei casalinghi è sicuramnete aumentato:
    quindi gk uffici e le officine ecc sono vuoti.

    Morale, penso sia il caso di non dire stupidagini

  16. Barbara dice:

    Sono favorevole a questo tipo di priposta, in questo modo si risolverebbero molti problemi economici che oggi giorno riguardano moltissime famiglie italiane, compresa la mia.Forse 900€ sono troppe, penso che ci potremmo accontentare con sole 600/700. Speriamo che ciò avvenga……!!!!

  17. Tiziana dice:

    Il Vaticano cosa pensa? a noi che non possiamo permetterci il LUSSO di fare le casalinghe, che lavoriamo fuori casa tutto il giorno, che siamo costrette a fare i lavori di casa la sera dopocena o negli week end….
    A noi ce lo da lo stipendio delle casalinghe? perche’ anche noi siamo casalinghe….
    Scusate ma a me questo argomento mi fa irritare…divento un mostro perche’ chissa’ cosa darei per potermi permettere il lusso di fare la casalinga….

  18. Cri dice:

    Invece di pensare a potenziare i servizi, per permettere alle donne di scegliere SE occuparsi della famiglia oppure continuare a lavorare, si pensa ad un sistema che le invogli a stare a casa. Complimenti, a tutte le donne che sono cadute nell’ennesimo tranello tradizionalista italiota. Ma che paese, che paese…

  19. Angelo Puggioni dice:

    Certo che il Vaticano ha delle idee formidabili, potrebbe però sborsare
    le centinaia di miliardi di euro € che
    ha accumulato e ci sarebbe altro che
    stipendio alle casalinghe ma qualche
    aiuto anche ai pensionati con 300€ al mese.
    Il famoso 8 per mille lo Stato Italiano
    dovrebbe tenerselo e distribuirlo a queste due
    categorie di persone. Se qualche prelato vuole confrontarsi con me ne avrei di belle
    da dire.
    Angelo Puggioni

  20. helga2008 dice:

    Non è soltanto una questione di “stipendio”,ma anche di contrubuti !!!
    situazione a) nel gruppo famigliare la madre continua a lavorare e 3/4 del suo stipendio vanno alla baby-siter successivamente con l’entrata nel ciclo scolastico tale apporto si riduce e così finalmente a 65 la mamma potrà andare in pensione.situazione b)la mamma operaia o con reddito basso o senza asilo nido comunale risparmia dai 350 euro ai 650 ma con una differenza dallo stipendio di circa 700 euro in meno, quando dopo tre anni (all’entrata del ciclo scolastico) si vorrà riprendere…. la FLESSIBILITA’ NON LA SELEZIONA e i tuoi contributi cinque/dieci anni come saranno calcolati?
    Ipotesi surreale e se invece si tenesse basso
    lo stipendio nel periodo produttivo e si alzasse o si agevolasse un’assicurazione/contributo fondo pensionistico?
    Non è possibile che dopo quindici anni di versamenti a 186,44 euro si riceva da un’assicurazione il totale di 37.ooo euro.

  21. helga2008 dice:

    OOOPPPSS
    Il riferimento dei versamenti di 186,44 euro sono da intendere mensili e presso una qualsiasi compagnia assicurativa, è vero che non c’è una somma di capitale iniziale ma prendere meno del 3% mi sembra assurdo.
    Oltre tutto se proprio vogliamo farci del male certi corsi di rinserimento nel lavoro potrebbero essere intese per figure sostitutive o temporanei a priori.

  22. il siciliano dice:

    Strano che il Vaticano si occupi anche di queste cose,certo se cominciasse lui a dare la giusta remunerazione alle migliaia di suore che lavorano gratis negli orfanotrofi,nelle case di riposo e negli ospedali certo sarebbe più legittimato a dire certe cose,però queste povere suore, che prestano la loro attività, pur essendo pagate dai vari istituti dove prestano la loro opera,non vedono un soldo,perchè tutto è assorbito dall’ordine di appartenenza,che devolve il tutto al vaticano trattendeno nelle sue casse l’indispensabile per sopravvivere.

  23. Vincenzo dice:

    Ritengo che sia l’unica via percorribile per ridare serentà, educazione e dignità economica alle famiglie. Esse rappresentano l’elemento fondante della società civile e pertanto una famiglia che funziona si traduce in una nazione che funziona e di conseguenza in un mondo che funziona. Spero proprio che si realizzi. saluti

  24. alba dice:

    era ora! rispondo al commento di cri. : non e’ un sistema per invogliare le donne a stare in casa perche’ io per motivi di lontananza dal luogo di lavoro ho dovuto, mio malgrado, scegliere di seguire le mie bimbe piccole .
    se fosse riconosciuto uno stipendio alle casalinghe , si aiuterebbero le famiglie monoreddito come la mia. I lavori domestici e la gestione dei figli gravano sulle donne casalinghe . E poi, sempre rispondendo a questa Cri,(che sicuramente non e’ sposata e non ha figli) non dimenticarti che la donna stando in casa evita di andare a cercare lavori dove spesso viene maltrattata, almeno e’ pagata per il lavoro che svolge nell’ambito della famiglia che e’ piu’importante di ogni altra cosa.

  25. bisciolina dice:

    ma quando mai!!! Se date lo stipendio alle casalinghe , lo voglio anch’io, che mi massacro di lavoro tutto il giorno e quando tornoa casa lavo, stiro, pulisco, cucino e … tutto il resto. Le signore che decidono di starsene a casa, si accontentino di farsi mantenere e di trovare il tempo per andarsi a bere il cappuccino al bar la mattina o farsi il giretto in centro o andare dall’estetista ecc. ecc. E con questo aggiungo che queste proposte mi fanno proprio straincazzare.

  26. stefano dice:

    Ottima idea. La notizia è: il Papa, che ha tanti soldi, darà lo stipendio alle casalinghe. Ho capito bene?

  27. Sara dice:

    Magari!!!
    Ho letto un po di commenti e sinceramente l’idea non mi sembra cosi scellerata..c’è situazione e situazione. Per me andrebbe dato sia a chi lavora sia che a chi non lavora, con dei limiti che non facciano si che tutti se ne approfittino.Ho una madre disabile e una figlia di 2 anni e andare a lavorare è un sacrificio nel senso che se non fosse per lo stipendio non ci andrei, viste le preoccupazioni che mi legano alla famiglia.
    Ma visto che l’ha proposta il Vaticano, perchè non ci mette i soldi pure lui????

    E poi…leggendo quello che dite, c’è chi la vede come una scusa per invogliare le donne a stare a casa e non crescere professionalmente. Ma se una la sete di carriera non ce l’ha e preferisce la famiglia, e fa una scelta consapevole, perchè la dovete crocifiggere? Quando uno fa i figli mica lo fa con la testa per aria….lo fa sapendo che rinuncerà ad altre cose, e che dovrà seguirli. E’ cosi orrendo il fatto che alcune donne come me desiderino starsene a casa?Il lavoro ce l’ho per mantenermi ma di certo nulla mi darà la soddisfazione che mi da la mia bimba…e neanche mi interessa scalare i vertici.Ho avuto un posto di responsabilità ma preferisco fare la mamma.Sono una tradizionalista. E allora??

  28. DANIELA dice:

    LO STIPENDIO ALLE CASALINGHE? SE VERAMENTE ACCADESSE SAREBBE UN MIRACOLO MAI VISTO PRIMA E POI PROPRIO IN ITALIA, DOVE NON SI FA NULLA DI POSITIVO. COMUNQUE SAREBBE VERAMENTE UNA POSSIBILITA’ PER LASCIAR POSTO A TANTI UOMINI DISOCCUPATI.

  29. Prete dice:

    Il Vaticano pensi ai cazzi suoi. Dice che vivono di elemosine e sono pieni di soldi. Che usino quelli per gli stipend alle casalinghe. E non rompano i coglioni.

  30. Gabry Conti dice:

    Finalmente! Sarebbe un salto di qualità per l’essere umano e per la società intera. Ho pubblicato a tal proposito un libro “Sconosciuta senza S” se volete leggerlo si può ordinarlo online sul sito http://www.lulu.com o nei motori di ricerca cliccando il titolo.
    E’pur vero che le casse dello Stato non se lo possono permettere e neanche per rispetto per le donne che lavorano fuori casa…ma come ho progettato io la faccenda non dovrebbero perlomeno come progetto di legge fuoriuscire fondi in più per realizzarlo…poi migliorando la qualità giuridica delle lavoratrice tutto potrebbe migliorare. Intanto la casalinga o il casalingo non si sentirebbero più degli emarginati super frustrati in quanto verrebbe loro riconosciuto il valore della loro opera di cura e la dignità per ciò che fanno. Insomma casalinghe disperate sarebbe un lontano ricordo e questa categoria di lavoratrici super volenterose avrebbe una sua rappresentanza e una voce da far sentire, del resto in Italia siamo più di ottomilioni e se valiamo come soggetto di diritto quando subiamo un incidente domestico non vedo perchè non si debbano contemplare e concepire le loro mansioni come in un normale contratto di lavoro, infatti quando un vedovo o una vedova ricorrono ad aiuti domestici devono pagarli…altrimenti ritengo si dovrebbero invalidare quel tipo di rapporto di lavoro al servizio delle pareti domestiche e considerarli beneficienza o opere di solidarietà da fare gratis. Attendo il vero miracolo di crescita sociale: se ne avverte un gran bisogno su larga scala, ha ragione il Card.Antonelli. Wiva la casalinga: la super-manager del terzo millennio! Gabry Conti

  31. arlecchino dice:

    L’idea come al solito è di quelle che dovrebbero essere prese in considerazione, però…però, perchè chi l’ha proposta a suo tempo, anzichè farsi la campagna elettorale non l’ha perseguita seriamente? E visto che ancora oggi è forza di governo: perche non la ripropone?

  32. mariacarla dice:

    sarebbe ora! chi contribuisce perlopiù alla formazione morale,culturale e psicologica della futura classe dirigente? quante scuole materne evitate,quante spese risparmiate, che fatica accudire in tutto il proprio nucleo familiare, e senza alcuna retribuzione o pensione! quando una donna si separa, se non ha lavoro, ha faticato immensamente e muore di fame. che sia legge subito!!!!!!

  33. emanuele dice:

    certoooooooooooo, che sto vaticano cia rotto proprio li coglioni.signori del vaticano, perche non preticate di meno e aiutate di piu? credetemi, non se ne può piu di stò vaticano di merda che è la rovina del mondo…………..e non fa altro che togliere i soldi in tasca a noi poveri italiani.

  34. mariaangela dice:

    magari, sarebbe un incentivo per tutte quelle casalinghe che non solo lavorano tutto il giorno per i figli, il marito, ma quest’ultimo non le degna di considerazione. E se poi non le lascia neanche i soldi per fare la spesa!!!
    Ve lo dice una che si trova in questa situazione. Probabilmente se avessi uno stipendio assicurato, avrei il coraggio di lasciarlo.

  35. flavio dice:

    finalmente una proposta seria
    però non succederà mai.

  36. Andreina dice:

    Concordo in pieno con quanto ha scritto Massimiliano:se le donne potessero scegliere,perchè non costrette dalle necessità economiche della famiglia ad un lavoro esterno,la grande maggioranza opterebbe per la cura dei figli e della famiglia.

  37. iberan dice:

    Ringrazio il Vaticano per l’interessamento e le influenze che può esercitare.
    Non ci vuole il Vaticano però a far capire a tutti che lo stipendio e la pensione alle casalinghe è DOVEROSO!
    Per un valore e con le relatività corrispettivi a quello di un impiegato medio.
    Provate ad immaginare se le caslinghe chiedessero anche loro un lavoro in società!!!
    A quanto ammonterebbero i disoccupati?
    E quanto costerebbe alla società sostenere le lavoratrici madri e le persone disabili che resterebbero senza assistenza?
    Proporrei uno sciopero delle casalinghe!!!
    Quanti e quali disagi immani ne deriverebbero?
    Chi si pronuncia in modo negativo provasse a guardare un pò più in là del palmo dal naso!
    Dobbiamo un doppio grazie alle casalinghe!
    Uno per il lavoro umile, costante e pesante che svolgono.
    Secondo per la loro umiltà che ad oggi non le porta in piazza!
    Astenersi dal rispondere con volgarità per evitare il ritorno al mittente delle bombe…!!

  38. fiore dice:

    …va bene….non ho letto gli altri commenti…..ma poi a quelle come me che oltre al lavoro fa la casalinga cosa diamo…..?????

  39. Stella dice:

    Perchè “strapagare” i politici, gli artisti, i cantanti, gli attori e non le donne casalinghe….????? Che sgobbano tantissimo dalla mattina alla sera ( e spesso anche la notte!!!!!)

  40. Ale dice:

    se lo paga il Vaticano ok. facile dire agli altri di spendere soldi

  41. Benedette dice:

    E perchè non si dovrebbe dare uno stipendio a noi casalinghe che portiamo avanti una piccola caserma????? I soldi per i “rifugiati politici” si trovano e per noi cittadine no!?! Non per fare discorsi razzisti ma noi casalighe siamo peggio dei cinesi quando lavoriamo dentro casa: casa e putia un tut’uno…..

  42. antonio dice:

    sarebbe eccezziunale veramente perchè se tutte le donne restassero a casa si libererebbero migliaia di posti di lavoro e forse si uscirebbe anche dalla crisi!!!!!!!
    meditate gente meditate- (cominciate ad usare la zucca)

  43. elisabetta dice:

    sono pienamente daccordo con questa idea, sarebbe un modo come un altro x ricompensare chi lavora in casa che è molto faticoso considerando che bisogna essere attivi 24 ore sù 24.

  44. alessandra dice:

    Assolutamente d’accordo…e smettiamola con tutte ste questioni….permettiamo alle donne di poter scegliere se occuparsi totalmente della casa sopratutto della prole e del loro benessere psicologico e allo stesso tempo per aiutare economicamente la famiglia, avere comunque una certa indipendenza e tutelarsi in futuro in vecchiaia!é naturale che va regolata bene e sicuramente esisterà chi comunque riuscirà a fare i proprio comodi e rigirarle le regole ma c’è anche tanta gente che ne trarrebbe un sano beneficio e non è giusto limitare una possibilità!Certo è che se fosse il Vaticano a occuparsene forse sarebbe piu probabile un’approvazione!e poi se anche venisse approvata ma quanto pensate che possano ricevere di stipendio..!?

  45. barbara dice:

    Non sarebbe male come idea però ogni giorno nei tg si parla di crisi figuriamoci se si dovesse avverare un idea simile anche perchè se un giorno questo fosse vero a chi toglierebbero i soldi di certo detraendoli da stipendi medi e non certo dalle persone ricche quindi……basta con le idee fasulle ma cerchiamo di vivere questa realtà…tragica realtà

  46. umberto dice:

    giusta idea,altro che portare la pensione delle donne a 65 anni.importante non castigare queste poverette.i soldi…..e vero anche che ci sono stipendi che quasi tutti i lavoratori non sanno leggere…..cifre da capogiro.

  47. Alex dice:

    In risposta a Prete.
    Mentre scrivevi le parole “cazzi” e “coglioni” ti stavi per caso guardando allo specchio?
    Tanta volgarità gratuita , denota solamente tanta ignoranza.
    Se usi sempre questo linguaggio , troverai solo uomini e “donne” livellati all’altezza dei suddetti attributi.

  48. vincenzo dice:

    Certamente sarebbe un cosa buona e giusta, visto tutto quello che fanno per far andare avanti una famiglia nel miglior modo possibile. Sicuramente 900€ sono molti ma penso che 400-500€ ci si potrebbe accontentare. E’ un dovere per loro che fanno tanto!

  49. lu dice:

    ma perchè perder tempo a parlare di niente? tanto mancano sempre i soldi x fare qualcosa di buono e soldi in + a noi donne, poi, che mediamente percepiamo stipendi + bassi degli uomini?
    il tempo delle favole è finito!
    ed intanto ci teniamo il doppio lavoro fuori ed a casa ed accendiamo ceri alla madonna affinchè non ci aggiungano ancora altri anni prima di poter scappare in pensione, che non se ne può più!

  50. gabry conti dice:

    Per coloro che hanno scritto su questo blog manifestando scetticismo sulla proposta in questione vorrei dire di cambiare mestiere perchè come cultori del nulla non faranno carriera. Nella vita chi non ha idee e progetti positivi ha bisogno di molte cure…e desiderare che la nostra società migliori dando degli esempi solenni è come trovare un pozzo di petrolio o una miniera di diamanti….e allora occorre impegnarsi che le cose vadano avanti per il bene di tutti!Per la serie che piace a me e che si concentra su un nome MiNoi…cioè se faccio una cosa buona per me sarà buona anche per Noi.

  51. Carlo Turco dice:

    D’accordo con tutti coloro – donne in primo luogo – che vedono nella proposta il solito tranello (non a caso riproposto dal Vaticano) per obbligare le donne a casa e esentare l’uomo dalla collaborazione domestica.
    L’unica proposta seria è il reddito minimo garantito, per basso che sia date le nostre risorse, a tutti i cittadini/le cittadine che non siano in grado di procurarselo attraverso un’occupazione retribuita.

  52. gabry conti dice:

    Re: a Carlo Turco Che misera giustificazione ha trovato e non credo che lo scopo del Vaticano sia quello da lei riportato.
    Mi convinco sempre più che occorre ancora molto tempo per far maturare le menti e le coscienze. Le donne non vorranno assolutamente rimanere a casa a fare le casalinghe e certamente gli uomini dovranno collaborare eccome! Lei se vuole confrontarsi con qualche idea più approfondita acquisti il mio libro “Sconosciuta senza S” nel sito http://www.ilmiolibro.it e poi ne riparleremo, comunque sia la donna se vorrà fare la casalinga non dovrà sentirsi emarginata e quindi collaborare alla pari anche in termini economici e sociali. Saluti cari

  53. mamma giusy dice:

    Se riuscissimo in questo paese ad andare avanti e a rubare meno, noi casalinghe saremmo più soddisfatte, convinte, e potremmo fare anche più figli!

  54. patty dice:

    io sono d’accordo per lo stipendio alle casalinghe, sono una casalinga a tempo pieno con una famiglia composta da 5 persone ritengo che siamo delle cenerentole che nessuno ci considera, che ne pensate?

  55. maurizio dice:

    ciao

  56. annarita_m dice:

    ciao io sono casalinga e vorrei far notare alle donne che lavorano e credono che fare la casalinga è un lusso,che non è così! io sto a casa e mi occupo dei figli non per scelta ma perchè non ho trovato lavoro,qualcosa si trova ma con quello che mi costerebbe pagare qualcuno per seguire i miei figli, oltre allo stipendio che andrei a prendere dovrei tirar fuori altri soldi. quindi sto a casa e mi occupo di loro,non ho nonni o altri che potrebbero occuparsene, quindi il lusso è avere un lavoro e poterlo fare ,e non dover stare a casa!!

  57. Niccolò scolorelli dice:

    per una precisazione la casalinga a tempo pieno ,non lavora solo 10/14 ore ma ne lavora 24 di ore al giorno.
    detto questo,voglio fare una riflessione
    la funzione della casalinga è stata riconosciuta dalla corte costituzionale
    un lavoro a tutti gli effetti,ora se è un lavoratore a tutti gli effetti come può essere considerata a carico del marito come fosse un figlio minore o una persona disabile e come può un lavoratore stare a carico di un altro lavoratore.

    P.S. poi la parola a carico è lesiva x una persona che svolge una attività cosi
    importante e fondamentale x la società.

  58. Stever dice:

    Capisco che i soldi per uno stipendio non ci saranno mai ma almeno dei contributi figurativi per prendere un domani una pensione dignitosa co starebbe bene !

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