Ma chi le fa le leggi?
Un tunisino, arrestato sotto l’accusa di traffico di droga, viene rimesso in libertà perché non è stato interrogato entro i termini previsti dalla legge. Più di uno stupratore, rumeno o d’altra nazionalità, dopo essere stato smascherato e spedito in galera, torna in circolazione addirittura il giorno dopo. E pare che sia tutto regolare.
Stralci di cronaca. Ma chi le fa le leggi? Per quanto paradossale o stupida possa apparire la domanda, io me la pongo come cittadino che crede nello Stato e nelle istituzioni, fra cui il Parlamento e la magistratura. Possibile che i magistrati siano tutti impazziti?
Noi, insistono a dire, ci limitiamo ad applicare le leggi. E allora è colpa delle leggi?
Io ricordo che nei lontani anni Ottanta, l’on.Egidio Sterpa, liberale, quando divenne ministro per i rapporti col Parlamento, inviò una lettera a deputati e senatori pregandoli di scrivere le leggi in un italiano chiaro, accessibile a tutti, in modo da evitare equivoci d’interpretazione. Evidentemente le leggi erano scritte male, in un italiano contorto, cavilloso. Non mi risulta che nei decenni successivi le cose siano migliorate se il 16 febbraio scorso Piercamillo Davigo, unico superstite del pool Mani pulite, giudice alla Corte di Cassazione,in una intervista a “La stampa” ha detto: “Dal Parlamento escono spesso leggi pessime, scritte in maniera ambigua affinchè ognuno le possa leggere come gli pare”.
E questo, secondo me, vale per i trafficanti come per gli stupratori, per i politici corrotti come per gl’imprenditori disonesti e i truffatori d’ogni risma.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di luisa il 01/1/70
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febbraio 21st, 2009 at 22:43
D’ACCORDO CON LEI!
NON SO COSA CAVOLO ASPETTI TUTTA QUESTA GENTE PAGATA DA NOI A DARSI DA FARE E GUADAGNARSI IL PANE.
SE LE LEGGI SONO MALFATTE RIFACCIAMOLE!