Orecchie da mercante…
Approfittando della stagione dei saldi ho comprato un giubbotto che però alla prima uscita si è rivelato un piccolo disastro. L’ho riportato al negoziante ma non ha voluto cambiarlo, dice che per i prodotti in saldo non vale la regola. E’ così?
Ho l’impressione che alcuni commercianti facciano finta di non sapere.. Il Codice del consumo, varato con un decreto legislativo nel 2005, dice (art. 132)che i venditori sono responsabili del difetto del prodotto , che sia in saldo o no.
Perciò se il prodotto acquistato in questo periodo è difettoso il cliente ha diritto alla sostituzione
Qui di seguito vi lascio le regole principali per evitare truffe o spiacevoli sorprese nel periodo dei saldi….
1. controllare sempre i prezzi e tenere lo scontrino, poiché anche la merce in saldo deve essere cambiata se difettosa (decreto legge n° 114 del 1998, entro 2 mesi dalla scoperta del difetto)
2. i negozianti sono obbligati ad accettare i pagamenti con carte di credito anche durante i saldi
3. preferire i saldi di articoli venduti in pochissimi numeri e taglie, che sono quelli più seri e, generalmente, i più convenienti, trattandosi di merce residua di cui il negoziante ha interesse a disfarsi (per esempio, pochi numeri dello stesso tipo di scarpe);
4. per i capi di abbigliamento accertarsi che la composizione eventualmente dichiarata nel cartellino d’accompagnamento corrisponda a quella dell’etichetta vera e propria del prodotto;
5. controllare sempre le taglie quando si tratta di un capo d’abbigliamento a due pezzi, soprattutto se non è ammessa la prova di indossabilità, poiché potrebbero essere due taglie diverse.
6. diffidare dai saldi superiori al 60%
7. se si rilevano scorrettezze e disservizi, le autorità competenti sono i vigili urbani, ma ci si può rivolgere all’Unione Nazionale Consumatori.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di cash il 01/1/70
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febbraio 9th, 2009 at 22:21
di questa regola ero al corrente, però in fase di saldi (e spesso anche NON in fase di saldi) non c’è + scelta, non trovi + il modello o la taglia, che succede se non è possibile la sostituzione e non si vuole affatto (o non si trova) un altro capo?
febbraio 10th, 2009 at 19:30
Mitico sig. Lubrano, buonasera? A che punto siamo con la class action? Se in Italia non è ancara possibile, cosa Lei potrebbe suggerire?, Forse incardinare una class action all’estero, e se si, dove? Chi bisogna CONTATTARE?
Ringraziandola anticipatamente, affettuosamente Le porgo i miei migliori saluti. Riccardo Nicotra
febbraio 17th, 2009 at 19:36
ovviamente l’ignoranza regna sovrana…e i cosiddetti sapientoni cn la penna kredono di conoscere tutto.diffidate del 60%..ke vuol dire?il signor babbeo lubrano sa ke anke le aziende applicano sconti sulla merce di stagione?esempio:un capo costa 25 piu Iva(30)da vendere a listino 60 euro,55 o anke 50 a seconda dei ricariki.ora se l’azienda applica uno sconto sullo stesso articolo del 50%costera’12.5 piu iva ovvero 15.alla fine dei saldi per finire tutto si applica un 70% da quel 60 euro iniziale,cioe’18.E’cosi inverosimile signor so tutto?ma mi faccia il piacere….
febbraio 17th, 2009 at 19:41
ah..aggiungo ke i veri tartassati sono proprio i commercianti..ke subiscono gli umori e le taske della gente..le imposizioni delle aziende ke fanno i loro porci comodi con i contratti e pagamenti al limite dell’illecito come i titoli anticipati e lo stato, socio al 50%solo degli utili xke nel caso un commerciante nn se la passi bene,nn mette mano alla tasca.Carissimo sig.Antonio..scusi lo sfogo,ma nn e’sempre tt oro quello ke luccica..oggi vale piu un posto da dipendente ke un negozio,mi creda.Ovviamente ci sn anke eccezioni..