Da sapere, Pensieri

Pizza sì, ma come..

E dunque l’Unione europea ha assegnato il marchio d’eccellenza alla pizza “Margherita”. Quella pizza il cui diametro dev’essere al massimo di 35 centimetri, il bordo rialzato fra uno e due cm, e il condimento a base di pomodori pelati, mozzarella di bufala campana doc o mozzarella stg, aglio, olio e basilico, ha ottenuto il distintivo Stg, ossia “specialità tradizionale garantita”.
Stg è una delle sigle che segnalano al consumatore la qualità, come Dop (denominazione d’origine protetta), come Igp(indicazione geografica protetta) o come Doc(denominazione d’origine controllata).

Due rilievi.
1) Il riconoscimento di Bruxelles non è andato alla vera pizza napoletana che – come non tutti sanno – è la Marinara, ossia pomodori pelati, aglio,olio, origano e perché no, alici fresche. La Margherita ha appena 120 anni e nacque nella storica pizzeria Brandi a Chiaia, in omaggio all’allora Regina Margherita. Mentre la Marinara nasce qualche secolo prima…

2) In un dibattito a “Terrafelix”, la grande festa dei cibi campani organizzata dall’Assessorato all’agricoltura della Regione, Licia Granello di “Repubblica”, esperta della buona tavola, ha denunciato i troppi pizzaioli che a Napoli usano per la pizza olio di semi e non extravergine di oliva. Qualche tempo fa poi la Coldiretti ha dato un altro segnale d’allarme: “Sempre più spesso nelle pizzerie viene servito un prodotto preparato con cagliate provenienti dall’est europeo invece della mozzarella, pomodoro cinese e olio tunisino..”

Come farà il consumatore a distinguere la pizza Margherita o Marinara fatta con gl’ingredienti tradizionali dalle pizze false? Si parla di un consorzio di tutela. Ben venga, se sottoporrà i pizzaioli furbi a un controllo costante e rigoroso.

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dic  09
11
alle 11:26
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di geko il 01/1/70

Mi sembra uno strano commento. Forse sAndrO dimentica che dietro la "pizza" c'è un giro d'affari...


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2 Commenti to “Pizza sì, ma come..”

  1. sAndrO dice:

    ..e bravi gli italiani: abbiamo quasi ufficializzato “italia = pizza e mandolino”. Per il mandolino ci vorrà ancora un pochettino di tempo!

  2. geko dice:

    Mi sembra uno strano commento. Forse sAndrO dimentica che dietro la “pizza” c’è un giro d’affari di svariati miliardi di euro, che ci sono multinazionali che spacciano per pizza napoletana intrugli composti da pomodori cinesi, farina di chissà dove e mozzarella fatta con le bustine. Difendere i prodotti e l’agricoltura del nostro paese non è nè ironico nè ridicolo. In quanto a pizza e mandolino come immagine deleteria del nostro paese sta a noi e ai nostri comportamenti farla cadere nel dimenticatoio. Certo, fare le corna nelle foto ufficiali, fare cucù al Cancelliere tedesco o definire coglioni i propri avversari politici non è di grande aiuto.

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