Retribuzione casalinghe : ecco i vostri pareri
Trovo particolarmente apprezzabile l’ equilibrio,la lucidità che emerge dalla gran parte delle risposte raccolte attraverso il sondaggio che ho lanciato qui giovedì 16 gennaio relativo alla possibile retribuzione delle casalinghe.
Un piccolo campione, intendiamoci: 50 commenti di altrettanti visitatori in maggioranza donne. Però osservazioni per larga parte dettate da una, io credo, istintiva saggezza. Sull’entità della retribuzione, ad esempio. Citavo il caso degli Americani: secondo loro lo stipendio di una casalinga non può essere inferiore a 130mila dollari all’anno , all’incirca centomila euro. Ossia poco più di ottomila euro al mese. “Una cifra, ho scritto, francamente esagerata. Più realisticamente dovrebbe essere pari, in Italia, alla media degli stipendi minimi: dai 900 ai mille euro. Siete d’accordo?”
I pareri delle interessate sono stati molto più realistici: il riconoscimento, non lo stipendio (l’idea di essere stipendiate non piace molto), dovrebbe oscillare fra i quattrocento e i seicento euro al mese. C’è chi, tra gli uomini, immagina che lo Stato può redistribuire tra le casalinghe e i pensionati al minimo, una parte dell’8 per mille destinato alle confessioni religiose o del 5 per mille che serve a finanziare il volontariato.
Una retribuzione, sostiene Adriana, darebbe la possibilità anche agli uomini di scegliere fra il lavoro esterno e il lavoro domestico. Oggi con la disoccupazione crescente sarebbe una salvezza fare i casalinghi.( Detto fra noi si conosce un solo caso in Italia di “casalingo” regolarmente riconosciuto: gode di una pensione di 800 euro all’anno !).
Solo che bisognerebbe valutare, dicono Gabriella, Mary, Paola ex operaia calzaturiera, anche la posizione delle mamme che lavorano fuori casa. Stipendio doppio per loro?
Sentite che cosa dice Donatella: “Parlo per cognizione di causa. Chi va fuori casa a lavorare dedica al massimo due ore al giorno alla famiglia, soprattutto chi vive nelle grandi città (problemi di traffico). Dei bambini e dell’andamento della casa si occupano altre persone, se ci sono. Altrimenti se non si può pagare una governante tutto si traduce nel disordine totale da affrontare tra le sei e le otto di sera. I bambini sono niente affatto seguiti adeguatamente. E’ dunque giusto retribuire chi vuole concedere il proprio tempo alla casa e ai propri figli. Penso però che ci vorrà molto tempo per ottenere questo cambio di mentalità nella società in cui viviamo. Il tempo vuole tempo”.
Il tempo vuole tempo: credo che sia la conclusione più giusta.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Piero il 01/1/70
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gennaio 23rd, 2009 at 13:10
Suppongo, che alle casalinghe spetti una retribuzione a titolo di riconoscimento per ciò che fanno in ambito familiare e fuori delle mura domestiche. Il loro, é un lavoro ingrato ma é polivalente e pur non richiedendo delle specifiche specializzazioni, deve spaziare in vari campi tra i quali: far quadrare il bilancio familiare, educare i propri figli, tenere ordinata e pulita la casa, provvedere alle esigenze oggettive e soggettive di tutta la famiglia.
Le casalinghe, sono il perno della società; lo sono sempre state. Nessuno fino ad oggi, a parte le chiacchiere, ha fatto nulla di concreto per dare a Cesare ciò che é di Cesare.
Diamo il giusto merito a chi da millenni, all’ombra di una modestia mai venuta meno, lavora, celandosi nei panni, di una donna che da tutto… e soltanto per amore.
Grazie.