Archivi per gennaio, 2010

Banche, Multe

Le promesse non mantenute di Mediolanum

Gent.mo Dott. Lubrano, la seguo da diverso tempo e ho deciso di raccontarle le mie disavventure con Banca Mediolanum e chiederLe un consiglio, sperando che possa essere d’aiuto anche ad altri.
Poco più di dieci anni fa, uno spietato family banker di Banca Mediolanum, “amico di famiglia” nonchè parente acquisito, mi convince ad investire i miei primi guadagni in un prodotto “eccezionale”, finalizzato alla creazione di una rendita vitalizia per integrare la futura pensione. Dinnanzi alla mia reticenza, visto che ero stata appena assunta per il mio primo impiego e
contavo piuttosto di investire i miei soldi attivando un mutuo, il family banker mi assicura che avrei potuto ritirare i miei soldi in qualsiasi momento senza alcun problema.
Bene, il bello arriva dopo qualche anno, quando, decisa a chiudere la mia posizione, quest’individuo senza scrupoli mi dice che c’è qualche problemino e che per poter far ciò devo aprire un’altra polizza, ancora più conveniente, sulla quale poi lui provvederà ad un certo punto a trasferire il denaro dell’altra che  in tal modo verrà chiusa.
Da grande idealista quale purtroppo sono, mi fido ancora una volta
ingenuamente del parente serpente, firmo un modulo che mi viene sottoposto, compresa l’autorizzazione al RID per rendere regolari i versamenti, e resto in attesa della chiusura della prima polizza, che in realtà non verrà mai effettuata, pur avendo il tizio dichiarato dinnanzi ad un mio familiare che vi aveva provveduto.
A questo punto, avendo personalmente ed inequivocabilmente verificato l’inattendibilità e l’assoluta mancanza di serietà di quest’individuo, comincio a preoccuparmi e cerco di capire la natura dei prodotti appioppatimi e soprattutto il controvalore degli stessi.
La sorpresa è amarissima: ben 4000 €, guadagnati e messi da parte con enormi sacrifici, sono andati in fumo e, come se non bastasse, se riscatto tutto anticipatamente dovrò pagare anche una certa penale e le tasse sulla rendita!!
Ma come si fa a considerarla rendita se la somma versata è quasi dimezzata? Sono impazziti tutti? Non contenta, sperando di svegliarmi da quest’incubo, ho cominciato a fare delle ricerche su Internet e, come può immaginare, ho scoperto che ci sono
centinaia, forse migliaia di persone, in Italia nelle mie stesse condizioni.
Non è andata meglio a mio padre, che da quasi 15 anni ha un investimento (la sua buonuscita) in netta perdita, suggerito dallo stesso individuo.Ora mi chiedo, come mai non c’è nessuno che vigili su questi operatori? A questo punto posso fare qualcosa per riavere indietro almeno l’intera somma versata? Con profonda stima,
Ada Antonaci

La prima impressione, cara signora Antonaci, è che il vero responsabile del suo sfortunato investimento è il parente serpente più che Mediolanum. E tuttavia la sua email coincide con una notizia che la grande stampa ha ignorato o occultato in qualche angolo di pagina e che riguarda proprio la pubblicità di Mediolanum. In uno spot recente anch’io ho sentito la promessa che il cliente può ritirare i suoi soldi in qualsiasi momento e senza nessuna spesa aggiuntiva. Ad ogni modo ecco la notizia : che traggo dal bollettino “Scelte” dell’Unione Nazionale Consumatori di questo mese di gennaio:
l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato(l’Antitrust) ha inflitto a Banca Banca Mediolanum una multa da 200mila euro euro.

“ A finire nel mirino dell’Autorità è l’attività di promozione del Conto corrente Mediolanum Freedom, con una comunicazione diffusa attraverso spot pubblicitari tra la seconda metà di marzo 2009 e la fine del mese di ottobre 2009. In particolare, secondo l’Antitrust, negli spot pubblicitari è stata omessa l’indicazione relativa alla circostanza che il tasso creditore del 3% netto fino al 30 giugno 2009 si applicava solo sulle giacenze superiori a 12.000 euro. Inoltre Banca Mediolanum non ha chiarito in modo sufficiente le informazioni sul prodotto sui siti www.bancamediolanum.it e www.mediolanumvita.it, ‘di modo che fosse necessario consultare più pagine all’interno degli stessi per acquisire le informazioni complete relativamente al conto corrente Mediolanum Freedom e, specificamente, per evincere il collegamento esistente tra tale prodotto e la polizza vita Mediolanum Freedom Plus e per ricavare tutte le condizioni da soddisfare per usufruire del rendimento promesso’.
L’omissione informativa della soglia dei 12.000 euro induce in errore il consumatore, che pensa che il rendimento promesso nello spot si possa applicare sull’intera somma e non sui soli importi che superano tale valore minimo. La proposta commerciale della Banca risulta pertanto eccezionalmente allettante per l’utente ma, a causa di tale carenza informativa, non consente di effettuare un’adeguata valutazione della reale convenienza dell’offertta. Tat Le suggerisco di denunciare il suo caso all’Antitrust, stavolta con nome e cognome del suo “parente serpente” nonché family broker.

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gen  10
30
alle 09:58
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di John Galimbelli New York il 01/1/70

Un interessante, per me, scritto, da parte di Michele Nista sul suo, davvero, anti maf..ascismo d...

Rimborsi, Tasse

Sul rimborso iva per la TIA, tutto tace

Ma insomma l’Iva che abbiamo pagato per dieci anni sulla tassa dei rifiuti, ce la rimborsano o no? Dopo la sentenza della Corte costituzionale non se ne sa più niente..

Tutto tace. La Corte costituzionale sei mesi fa ha dichiarato illegittima l’Iva sulla Tia (tariffa di igiene ambientale), perché una tassa sulla tassa non è concepibile. Di conseguenza l’iniquo tributo riscosso per dieci anni va restituito ai cittadini. Intanto l’Iva è stata sospesa ma alle centinaia di migliaia di richieste di rimborso il Parlamento non ha dato finora una risposta, vale a dire in che modo si deve procedere per questa mega-restituzione.

Sono più di sei milioni le famiglie di 1.200 comuni che dal 1999 al 2008 hanno versato un’imposta non dovuta, appunto illegittima. Secondo il sottosegretario all’economia Daniele Molgora l’Iva da rimborsare ammonterebbe a 500 milioni di euro. Ma l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani, dice che la cifra da restituire supera il miliardo di euro. Ad una signora che ha presentato domanda di rimborso il Comune di Firenze ha risposto che sono impossibilitati a soddisfare la richiesta per mancanza di fondi da parte dello Stato.

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gen  10
29
alle 11:57
da Antonio Lubrano

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di lu il 01/1/70

ciao, dopo diverse esperienze tanti anni fa di richieste di rimborso x telecom ed altro di...

Da sapere

Coprire un terrazzo – A chi i costi ?

Abito in un piccolo condominio di 4 famiglie e siamo tutti proprietari. La palazzina è composta da piano terra-1 piano-2 piano-3 mansarda. La mansarda ha un piccolo terrazzino non coperto per cui quando piove corre l’aqua piovana giu’ per le scale ed è un vero pericolo salire o scendere le scale. Cosi abbiamo deciso di fare una copertura al terrazzino e chiudere con finestre le scale da sopra a sotto. Come vengono divisi i costi?

Nonostante la chiarezza della lettera rimane un nodo decisivo da sciogliere: questa mansarda, che avrà anche funzioni di tetto immagino, di chi è proprietà? Perché se fosse di uno solo dei condomini, le spese andrebbero così divise : un terzo a carico del proprietario e gli altri due terzi a carico dei rimanenti condomini compresi quelli che avrebbero la mansarda facente funzioni di tetto appunto.

Se invece la mansarda è di proprietà di tutti e quattro bisogna ricorrere alle tabelle millesimali degli appartamenti e dividere i costi della copertura in base ai millesimi.

Non ci fossero le tabelle millesimali, vige il discorso della comunione del bene ( la mansarda) ed allora i costi andrebbero divisi in parti assolutamente uguali tra i condomini

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gen  10
21
alle 08:24
da Antonio Lubrano

Banche, Da sapere

I libretti postali “dormienti”

Egregio Sig. Lubrano, mio padre nel 1941 ha versato all’ufficio postale di Imperia la somma di 100 Lire su un libretto delle Casse di Risparmio Postali. Tale somma non è mai stata riscossa. Come erede, alla morte di mio padre, sono entrato in possesso del libretto e rivoltomi agli uffici postali di Pieve di Cadore dove risiedo, mi hanno detto che non c’è niente da fare. Allego la fotocopia digitale del documento in mio possesso, mi sarebbe molto gradita una sua opinione.
G.L.

.
I libretti di risparmio postali che per oltre dieci anni non hanno registrato movimenti ed hanno una somma depositata superiore ai 100 euro, sono considerati “dormienti”. Il Ministero dell’Economia e Finanze può incamerare, dopo un certo periodo di tempo, i soldi di questi libretti se nessuno degli interessati ne fa richiesta. Le cose da fare perciò sono due : la prima, verificare sul sito di Poste Italiane ( www.posteitaliane.it) alla voce Risparmi se il numero del suo libretto compare negli elenchi dei libretti dormienti, tutti regolarmente elencati.
La seconda è scrivere al Ministero dell’Economia e Finanze per chiedere il rimborso, allegando tutta la documentazione necessaria, ed aspettare la risposta.
Poste e Banca d’Italia non hanno alcuna responsabilità in queste vicende.

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gen  10
20
alle 09:43
da Antonio Lubrano

Da sapere, Diritti, Tasse

Ci vogliono togliere il vizio del ricorso

Nuda e cruda la notizia è questa: se il vigile urbano ti fa una multa che ritieni ingiusta, tu al momento di proporre ricorso devi versare un “contributo”. Una tassa, dirai, un’altra gabella? Proprio così: si tratta di un contributo unificato introdotto dall’ ultima Finanziaria, in vigore da questo mese di gennaio e che paga chi vuole contestare dinnanzi al giudice di pace una sanzione. Per le questioni riguardanti il Codice della strada il “contributo” è di 30 euro più otto per l’iscrizione a ruolo. Non male come trovata, no?
Mi sembra che le considerazioni più congrue le abbia fatte Gabriele Longo, Presidente dell’Unione nazionale giudici di pace: “E’ una imposta improvvida, dice, che renderà più difficile la giustizia minore per i cittadini comuni e sarà un danno per la finanza locale”.
In che senso un danno per i comuni ?. “La tassa, risponde Longo, finisce nelle casse dello Stato. Visto che il 70% dei ricorsi viene vinto dai ricorrenti, le spese di giudizio saranno a carico di chi ha emesso il verbale e, quindi, nel caso delle multe elevate dai vigili urbani, saranno i Comuni a pagare. E’ una forma di traslazione dalla finanza statale a quella locale.” Se non sbaglio, lo stesso giochetto dell’ICI. A puro titolo di curiosità aggiungo che le spese per questo genere di vertenze vanno dai duecento ai 400 euro.
E c’è un’altra cosa da rilevare: quei 38 euro di contributo sono una esagerazione. La gabella dovrebbe essere proporzionata al valore della causa. Se la somma equivale all’importo della multa in discussione, l’obiettivo allora diventa un altro: “ Dissuadere il cittadino, dice Longo, dalla pretesa di giustizia”. Cioè, come mi ha scritto una signora napoletana, “ci vogliono togliere la libertà di avere torto”. E infine faccio notare quel 70% di ricorsi vinti dai ricorrenti: che cosa devo pensare, che i vigili fanno le multe a vanvera?

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gen  10
17
alle 09:17
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di marco il 01/1/70

Salve, direi che come al solito... mi sembra però che si possa fare ricorso quando di arriva, ...

Pensieri

Quando lo sconto uccide

Non solo a Milano e a Roma le librerie indipendenti chiudono. Quella che viene definita “desertificazione culturale” sta invadendo larghe zone della provincia italiana. Per indipendenti si intendono quelle librerie che non sono di proprietà dei grandi gruppi editoriali. Ho chiesto a Mario Guida, editore e libraio in Napoli, indipendente da sempre, perché secondo lui stiamo assistendo alla morte delle librerie.

“Perché – dice – le librerie indipendenti devono fare i conti con costi di gestione sempre più alti ma soprattutto con gli sconti indiscriminati sul prezzo di copertina praticati dagli altri operatori del settore.”

E chi sono gli altri operatori del settore?
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gen  10
11
alle 02:24
da Antonio Lubrano

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di LU il 01/1/70

beh, lo confesso, da ANNI ho abbandonato le librerie che non fanno sconti, x anni ed anni non...

Pensieri

Frecciarossa di vergogna

Mercoledì 6 gennaio, giorno della Befana. Il Frecciarossa delle ore 17,00 da Milano dovrebbe arrivare a Roma in due ore e 59’. Vi prego di notare la grazia e la preziosità di quel 59 minuti: c’è tutta la civetteria di Trenitalia in quel minuto negato, si potrebbe ben dire Milano-Roma in tre ore, che già sarebbe una cosa buona e giusta, ma no! Fa più effetto sui viaggiatori secondo la nostra ineffabile società ferroviaria che ci tormenta con la sua martellante campagna pubblicitaria. 2 h 59’, ossia le stessa vetusta tecnica che adottano le botteghe di quartiere come i supermercati: due euro e 59 centesimi, mai tre euro. Il numero nove è l’inganno più plateale del commercio e noi consumatori ormai lo sopportiamo ma sarebbe ora di rifiutarlo, di ribellarsi a questi stupidi mezzucci. Per quanto riguarda Trenitalia, però, un ricorso al Giurì della pubblicità ci starebbe bene. Perché lo spot che annuncia Milano-Roma in 2 ore e 59’ è ingannevole. All’Epifania il mio Frecciarossa(senza le fermate di Bologna e Firenze) è arrivato a Roma alle 20,30, con 31 minuti di ritardo. Le spiegazioni fornite dalla capotreno per due soste non previste erano del tutto incomprensibili.
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gen  10
8
alle 08:57
da Antonio Lubrano

Da sapere, Pensieri

Class action: chi si contenta gode

E dunque dal 1° gennaio è entrata finalmente in vigore la legge sull’azione risarcitoria collettiva, meglio conosciuta con la denominazione inglese class action. Ma è ben poca cosa, lasciatemelo dire. Lascia impuniti i responsabili delle maggiori truffe finanziarie, manda assolte le aziende che per lungo tempo hanno imbrogliato i loro clienti e pone una serie di paletti che ne limitano l’utilizzo. Intanto un tribunale deve pronunciarsi sulla ammissibilità di un’azione risarcitoria collettiva e questo mi sembra un primo stop. Poi non è prevista la supermulta(“danno punitivo” per l’azienda che ha tenuto un comportamento illecito ma soltanto il risarcimento dei clienti. Nel caso di un’azione nei confronti della pubblica amministrazione il risarcimento è addirittura escluso e l’acierre serve solo a ripristinare l’efficienza del servizio. Continua a leggere… »

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gen  10
7
alle 09:40
da Antonio Lubrano

Da sapere

La tassa sui rifiuti per 5 amiche

Gentile signor lubrano, vorrei chiederle una delucidazione a proposito della tassa sui rifiuti nel 2002 presi in affitto, nel comune di bologna, un appartamento insieme ad altre quattro amiche.nel contratto di locazione comparivano tutti i nostri cinque nomi.al momento di allaciare le varie utenze, abbiamo dovuto scegliere solo un nominativo
per il recapito delle bollette e scelsimo il mio.anche la tassa sui rifiuti fu collocata mio nome.
E’ accaduto purtroppo che il padrone di casa mi dette una metratura inferiore rispetto a quella reale; quando l’ufficio preposto alla verifica di tale dato si è accorto dell’errore, mi ha mandato una multa per non aver comunicato la reale metratura e colmare la differenza accumulata nel tempo.non abito a bologna dal 2005 ma essendo la tassa a mio nome ho pagato l’importo.dopodichè ho chiesto alle ragazze con cui abitavo di rendermi la loro parte dei soldi, ma non ne vogliono sapere, poichè a parer loro io ho commesso l’errore.
Io ho fatto questo ragionamento: se loro erano nel contratto con me anche loro sono responsabili delle tasse da pagare relative all’appartamento che condividevamo. cosa mi consiglia?
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gen  10
5
alle 03:09
da Antonio Lubrano

Pensieri

Buon 2010 da un collezionista di nodi

I collezionisti sono centinaia di migliaia, raccolgono di tutto, dai francobolli ai portacenere, dai ventilatori ai fischietti, ai quadri, alle sfere di cristallo.. Io, invece, colleziono nodi. Proprio così: nodi da sciogliere, che in Italia sono tutt’altro che rari, alcuni anzi di particolare interesse sociale e civile.

Ogni giorno la nostra realtà è piena di misteri, di casi singolari, di bizzarrìe: parlarne può essere utile a chi vive una situazione assurda e a me che, appunto, ne faccio collezione. Discuterne insieme non ci porta certo a scioglierli questi nodi ma almeno a denunciare le incongruenze, i soprusi, le vessazioni che subiamo come cittadini. Mi auguro di continuare il dialogo lungo il 2010.

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gen  10
4
alle 10:51
da Antonio Lubrano