Ai pendolari la minestra e il danno esistenziale
Pendolari: un passo avanti e uno indietro , ossia il danno esistenziale e la minestra dell’ing.Moretti. Seguitemi un momento.
Lunedì 8 marzo sono state depositate le sentenze del giudice di pace Luigi Cutaia di Piacenza che riconoscono per la prima volta il danno esistenziale a due pendolari che hanno fatto causa alle ferrovie per i ritardi e le condizioni in cui sono costretti a viaggiare. Un risarcimento di mille euro, “danno non patrimoniale che è sinonimo di danno esistenziale” come ha spiegato il legale dei due.
L’ing.Mauro Moretti, patron di Trenitalia, ha rilasciato ieri 10 marzo una dichiarazione che ha provocato l’indignazione di alcune delle più forti associazioni di consumatori.
Ha detto che “per i pendolari le proteste ci saranno sempre, perché nei giorni feriali e nelle due ore di punta l’affollamento è tale per cui avere posti e treni per tutti è difficile. Come è difficile pensare a una flotta adeguata solo per quelle due ore”. Ed ha aggiunto che contrariamente a quanto si pensa “i clienti stanno crescendo. Anche se ci sono contestazioni ai treni, tutti sanno che sarebbe peggio prendere la macchina per fare ore di fila senza sapere quando si arriva”. Ritardi? Per carità, stiamo migliorando. Sporcizia? Sono state cambiate quasi tutte le ditte, già in Puglia risultati soddisfacenti, fra tre o quattro mesi sarà così in tutte le regioni.
Traduco in parole povere: cari pendolari, di che vi lamentate? Va tutto bene, e poi o vi mangiate questa minestra(i treni zeppi in quelle due ore di punta) o sapete quel che segue..
Solo in Lombardia i pendolari sono 500mila, in tutta Italia più di due milioni. Quanti di loro, adesso, chiederanno un risarcimento per il danno esistenziale quotidiano? Giriamo la domanda all’ingegnere.
da Antonio Lubrano
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