I falsi controllori della nostra credit card
C’è una nuova truffa in arrivo, quella dei falsi controllori della nostra carta di credito. Parte dal Canada e lo sbarco in Europa sembra prossimo. A dare l’allarme è la Banca d’Italia attraverso Manuela Russo del Servizio Informazioni Sistema Creditizio che in una e-mail circolare racconta il meccanismo della truffa.
Chi ci telefona si presenta con nome e cognome come funzionario dell’Ufficio antifrodi della Visa. O di Mastercard o di American Express. Fornisce anche il suo numero di matricola. Parla di un acquisto insolito effettuato da sconosciuti con la nostra carta (di cui sa tutto, dalla scadenza alla banca che l’ha emessa) per un valore di poco sotto ai 500 euro, biglietti aerei , un capo d’abbigliamento o quant’altro. Al diniego il finto controllore Visa apre una pratica antifrode a vostro nome e vi fornisce gli estremi. Poi vuole controllare se siete veramente il titolare della carta e quindi vi invita a guardare sul retro: ci sono due numeri, uno di 4 cifre e uno di tre, che corrisponde al codice sicurezza e che è quello utilizzato per gli acquisti via internet. Me li può leggere?- chiede. E voi, ahimè!,leggete. Così gli avete fornito il codice sicurezza. Ottenutolo lui potrà tranquillamente rubarvi il denaro.
Come ci si difende? Intanto tenendo conto di questo preavviso. Quindi rispondendo al falso controllore che prima di rispondere volete sentire gli uffici della Visa o di Mastercard o di American Express. Infine dovete ricordarvi che nessuna emittente di carte di credito vi chiede per telefono i vostri codici. Primo, per proteggervi da ogni genere di frode. Secondo, perchè loro li conoscono>!!!!!
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Luca Ajroldi, editore il 01/1/70
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febbraio 22nd, 2010 at 14:51
Grazie per questa importante informazione. Ho trovato utilissimo il suo modo dettagliato di spiegare la situazione e come comportarci se succeddesse proprio a noi. Un modo in più per farci tenere gli occhi aperti…
febbraio 22nd, 2010 at 22:49
probabilmente la truffa è attendibile, ma il registro della comunicazione originale (la quale andrebbe comunque riportata) non è esattamente “da Banca d’Italia” (mi riferisco alle numerosissime parti in stampatello maiuscolo e ai molti puntini di sospensione, oltre alla colloquialità dello stile).
Cito infine:
“Per favore, diffondete queste informazioni ai vostri familiari ed amici.”
secondo voi, la banca d’italia, organo diciamo istituzionale, affida a una catena di sant’antonio (e non a telegiornali o comunicazioni ufficiali sul proprio sito o tramite gdf e sbirri in generale) un’informazione così preziosa?
la frase al termine della mail fa capire che in realtà LA MAIL IN SE’ E’ UNA “TRUFFA” BEN STUDIATA: inviano un messaggio rassicurante, in modo da poter cogliere la vostra fiducia, infine vi invitano a mandare a tutti i contatti la vostra mail. A chi importa se inviamo a tutti la nostra rubrica di indirizzi email? Ai flooder, o agli spammer, che poi ci riempiono la casella di boiate e di tentativi di truffa.
in gamba. Gianni
febbraio 28th, 2010 at 15:02
Gianni o lei è un malfidato di professione, e sicuramente fa bene, o non riesce a distinguere tra l’origine di una informativa ( la banca d’italia) e la sua traduzione in racconto valido per tutti.
Le posso garantire, e se non le bastasse può venire ad assicurarsene di persona, che Communicagroup non spamma e non chiede di spammare a nessuno. Questo blog network ha 400 mila utenti unici al mese. Numeri più che sufficienti per avvisare i suoi lettori. Lei, poi, faccia come crede.