Se la Svizzera piange noi non ridiamo
E’ proprio vero che al mondo non siamo mai soli, c’è sempre qualcuno che crede di stare peggio. Prendete la Svizzera: l’esercito ha ordinato nuovi armamenti ma adesso non ha i soldi per pagarli.”Siamo alla bancarotta”, gridano i pessimisti elvetici ricordando due precedenti pesanti: la fine della Swissair e del segreto bancario.
Ma allora, mi chiedo, che cosa dovremmo dire noi italiani con un Paese che fa acqua da tutte le parti? I magistrati, oltre ad essere insultati continuamente dal premier, lavorano come possono, senza cancellieri e senza personale tecnico. Alla scuola mancano i fondi persino per comprare la carta igienica. La polizia non può inseguire i malviventi perché le volanti sono a secco di benzina. I vigili urbani di Milano dichiarano pubblicamente di avere qualche difficoltà a elevare contravvenzioni poichè mancano i soldi per stampare i verbali. Peggio: lo Stato per diversi anni ha incassato l’Iva sulla Tia, la tassa di igiene ambientale, e ora che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l’imposta (è inconcepibile una tassa sulla tassa) non sa dove prendere il miliardo di euro che serve per rimborsare sei milioni di utenti danneggiati(a ciascuno dei quali spetterebbero 161 euro).
Insomma, se la Svizzera piange noi certamente non ridiamo.
da Antonio Lubrano
Ultimo commento:
di Carneade il 01/1/70
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febbraio 13th, 2010 at 22:09
In tempo di crisi per gli italiani, da sempre abituati alla crisi permanente, cambia poco mentre per gli svizzeri e’ la tragedia…