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Le promesse non mantenute di Mediolanum
Gent.mo Dott. Lubrano, la seguo da diverso tempo e ho deciso di raccontarle le mie disavventure con Banca Mediolanum e chiederLe un consiglio, sperando che possa essere d’aiuto anche ad altri.
Poco più di dieci anni fa, uno spietato family banker di Banca Mediolanum, “amico di famiglia” nonchè parente acquisito, mi convince ad investire i miei primi guadagni in un prodotto “eccezionale”, finalizzato alla creazione di una rendita vitalizia per integrare la futura pensione. Dinnanzi alla mia reticenza, visto che ero stata appena assunta per il mio primo impiego e
contavo piuttosto di investire i miei soldi attivando un mutuo, il family banker mi assicura che avrei potuto ritirare i miei soldi in qualsiasi momento senza alcun problema.
Bene, il bello arriva dopo qualche anno, quando, decisa a chiudere la mia posizione, quest’individuo senza scrupoli mi dice che c’è qualche problemino e che per poter far ciò devo aprire un’altra polizza, ancora più conveniente, sulla quale poi lui provvederà ad un certo punto a trasferire il denaro dell’altra che in tal modo verrà chiusa.
Da grande idealista quale purtroppo sono, mi fido ancora una volta
ingenuamente del parente serpente, firmo un modulo che mi viene sottoposto, compresa l’autorizzazione al RID per rendere regolari i versamenti, e resto in attesa della chiusura della prima polizza, che in realtà non verrà mai effettuata, pur avendo il tizio dichiarato dinnanzi ad un mio familiare che vi aveva provveduto.
A questo punto, avendo personalmente ed inequivocabilmente verificato l’inattendibilità e l’assoluta mancanza di serietà di quest’individuo, comincio a preoccuparmi e cerco di capire la natura dei prodotti appioppatimi e soprattutto il controvalore degli stessi.
La sorpresa è amarissima: ben 4000 €, guadagnati e messi da parte con enormi sacrifici, sono andati in fumo e, come se non bastasse, se riscatto tutto anticipatamente dovrò pagare anche una certa penale e le tasse sulla rendita!!
Ma come si fa a considerarla rendita se la somma versata è quasi dimezzata? Sono impazziti tutti? Non contenta, sperando di svegliarmi da quest’incubo, ho cominciato a fare delle ricerche su Internet e, come può immaginare, ho scoperto che ci sono
centinaia, forse migliaia di persone, in Italia nelle mie stesse condizioni.
Non è andata meglio a mio padre, che da quasi 15 anni ha un investimento (la sua buonuscita) in netta perdita, suggerito dallo stesso individuo.Ora mi chiedo, come mai non c’è nessuno che vigili su questi operatori? A questo punto posso fare qualcosa per riavere indietro almeno l’intera somma versata? Con profonda stima,
Ada Antonaci
La prima impressione, cara signora Antonaci, è che il vero responsabile del suo sfortunato investimento è il parente serpente più che Mediolanum. E tuttavia la sua email coincide con una notizia che la grande stampa ha ignorato o occultato in qualche angolo di pagina e che riguarda proprio la pubblicità di Mediolanum. In uno spot recente anch’io ho sentito la promessa che il cliente può ritirare i suoi soldi in qualsiasi momento e senza nessuna spesa aggiuntiva. Ad ogni modo ecco la notizia : che traggo dal bollettino “Scelte” dell’Unione Nazionale Consumatori di questo mese di gennaio:
l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato(l’Antitrust) ha inflitto a Banca Banca Mediolanum una multa da 200mila euro euro.
“ A finire nel mirino dell’Autorità è l’attività di promozione del Conto corrente Mediolanum Freedom, con una comunicazione diffusa attraverso spot pubblicitari tra la seconda metà di marzo 2009 e la fine del mese di ottobre 2009. In particolare, secondo l’Antitrust, negli spot pubblicitari è stata omessa l’indicazione relativa alla circostanza che il tasso creditore del 3% netto fino al 30 giugno 2009 si applicava solo sulle giacenze superiori a 12.000 euro. Inoltre Banca Mediolanum non ha chiarito in modo sufficiente le informazioni sul prodotto sui siti www.bancamediolanum.it e www.mediolanumvita.it, ‘di modo che fosse necessario consultare più pagine all’interno degli stessi per acquisire le informazioni complete relativamente al conto corrente Mediolanum Freedom e, specificamente, per evincere il collegamento esistente tra tale prodotto e la polizza vita Mediolanum Freedom Plus e per ricavare tutte le condizioni da soddisfare per usufruire del rendimento promesso’.
L’omissione informativa della soglia dei 12.000 euro induce in errore il consumatore, che pensa che il rendimento promesso nello spot si possa applicare sull’intera somma e non sui soli importi che superano tale valore minimo. La proposta commerciale della Banca risulta pertanto eccezionalmente allettante per l’utente ma, a causa di tale carenza informativa, non consente di effettuare un’adeguata valutazione della reale convenienza dell’offertta. Tat Le suggerisco di denunciare il suo caso all’Antitrust, stavolta con nome e cognome del suo “parente serpente” nonché family broker.
da Antonio Lubrano
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di John Galimbelli New York il 01/1/70
I libretti postali “dormienti”
Egregio Sig. Lubrano, mio padre nel 1941 ha versato all’ufficio postale di Imperia la somma di 100 Lire su un libretto delle Casse di Risparmio Postali. Tale somma non è mai stata riscossa. Come erede, alla morte di mio padre, sono entrato in possesso del libretto e rivoltomi agli uffici postali di Pieve di Cadore dove risiedo, mi hanno detto che non c’è niente da fare. Allego la fotocopia digitale del documento in mio possesso, mi sarebbe molto gradita una sua opinione.
G.L.
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I libretti di risparmio postali che per oltre dieci anni non hanno registrato movimenti ed hanno una somma depositata superiore ai 100 euro, sono considerati “dormienti”. Il Ministero dell’Economia e Finanze può incamerare, dopo un certo periodo di tempo, i soldi di questi libretti se nessuno degli interessati ne fa richiesta. Le cose da fare perciò sono due : la prima, verificare sul sito di Poste Italiane ( www.posteitaliane.it) alla voce Risparmi se il numero del suo libretto compare negli elenchi dei libretti dormienti, tutti regolarmente elencati.
La seconda è scrivere al Ministero dell’Economia e Finanze per chiedere il rimborso, allegando tutta la documentazione necessaria, ed aspettare la risposta.
Poste e Banca d’Italia non hanno alcuna responsabilità in queste vicende.
da Antonio Lubrano
Sei contento della tua banca? – Il milanese risponde no
Uno dei più bei libri di Giuseppe Marotta (scrittore a torto dimenticato) s’intitolava A Milano non fa freddo. Ebbene in questo torrido giugno almeno per le banche a Milano fa freddo. Una indagine commissionata dal mensile della Cisl rivela che il 54,6% dei milanesi ha poca o nessuna fiducia nelle banche. Il rapporto risulta particolarmente difficile quando si tratta di mutui e prestiti, di investimenti di vario genere e persino per l’apertura di un conto corrente, per un bonifico o per un prelievo.
Quelli che si contentano rappresentano il 43,3% mentre i clienti pienamente soddisfatti sono due su cento.
da Antonio Lubrano
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di Alfemio Lanna il 01/1/70
Retribuzione casalinghe : ecco i vostri pareri
Trovo particolarmente apprezzabile l’ equilibrio,la lucidità che emerge dalla gran parte delle risposte raccolte attraverso il sondaggio che ho lanciato qui giovedì 16 gennaio relativo alla possibile retribuzione delle casalinghe.
Un piccolo campione, intendiamoci: 50 commenti di altrettanti visitatori in maggioranza donne. Però osservazioni per larga parte dettate da una, io credo, istintiva saggezza. Sull’entità della retribuzione, ad esempio. Citavo il caso degli Americani: secondo loro lo stipendio di una casalinga non può essere inferiore a 130mila dollari all’anno , all’incirca centomila euro. Ossia poco più di ottomila euro al mese. “Una cifra, ho scritto, francamente esagerata. Più realisticamente dovrebbe essere pari, in Italia, alla media degli stipendi minimi: dai 900 ai mille euro. Siete d’accordo?”
I pareri delle interessate sono stati molto più realistici: il riconoscimento, non lo stipendio (l’idea di essere stipendiate non piace molto), dovrebbe oscillare fra i quattrocento e i seicento euro al mese. C’è chi, tra gli uomini, immagina che lo Stato può redistribuire tra le casalinghe e i pensionati al minimo, una parte dell’8 per mille destinato alle confessioni religiose o del 5 per mille che serve a finanziare il volontariato.
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da Antonio Lubrano
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di Piero il 01/1/70
Il Piave mormorava in napoletano
Forse è ora di ricordarlo, perché ai leghisti che continuano a dir male dell’Inno di Mameli si è aggiunto adesso il ministro Ignazio la Russa, di An. Vorrebbe che al posto dell’elmo di Scipio nelle scuole si cantasse il Piave mormorava, perché questa canzone del 1918 “unisce”, a suo avviso rappresenta meglio lo spirito nazionale a 90 anni dalla fine della grande guerra.
Intanto c’è da rilevare una prima contraddizione. La Russa vuole unire mentre l’alleato Bossi vuole dividere il Paese(se la Padania ha un senso..).
Seconda contraddizione: La leggenda del Piave, questo il vero titolo della canzone, fu scritta da Giovannino Gaeta, un postelegrafonico napoletano, che divenne famoso come poeta e musicista(Balocchi e profumi, Santa Lucia luntana, Vipera, Maggio si’ tu, Dduje paravise) adottando un singolare pseudonimo: E.A. Mario. Ed era la prima lettera di Ermes, il petit nom col quale siglava i suoi articoli sul “Lavoro” di Genova. A corrispondeva invece ad Alessandro, il nome del capo-redattore del giornale, Alessandro Sacheri, poeta a sua volta. E Mario, infine, si riferiva ad una scrittrice polacca, che si firmava Mario Clarvy direttrice del periodico letterario “Il Ventesimo” a cui Gaeta mandava i suoi scritti. Più “nordico” di così..
Non è un po’ singolare che il leader dei leghisti prediliga il Piave che mormorava e mormora in napoletano e che La Russa gli dia una mano contro il povero Mameli, in nome dell’unità? Dovrebbero mettersi d’accordo, incontrandosi sulle rive del fiume sacro..
da Antonio Lubrano
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di normanno il 01/1/70
Mutui: a carico delle banche le spese notarili
Un passo avanti per contrastare il caro-mutui: cinque tra le maggiori banche italiane hanno firmato con il Consiglio notarile di Milano un protocollo d’intesa sulla portabilità dei mutui casa senza oneri per il cittadino contraente. In parole semplici gl’istituti di credito si accollano d’ora in poi i costi notarili. A firmare l’accordo sono stati mercoledi 22 ottobre a Palazzo Marino l’Intesa San Paolo, l’Antonveneta, l’Unicredit, l’Ing Direct(quella del conto Arancio),la Popolare di Milano.
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da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70
Scelta della banca
Questa è una bella richiesta di consiglio che rigiro a voi.
Visti i recenti disastri finanziari delle più importanti banche mondiali, mi preoccupa quello che potrebbe succedere alle banche italiane.
Vi pongo i seguenti quesiti, per potermi tutelare come consumatore.- quali sono i criteri con cui selezionare una banca per affidabilità e solidità ?
- come posso mettere in pratica questi criteri ?
- quali documenti o certificazioni devo richiedere alla banca per aver prova della sua solidità finaziaria ?
E voi? Quali sono i criteri veri per cui scegliete una banca?
da Antonio Lubrano
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di Franco Cassetta il 01/1/70
Fondi svincolabili o no?
Dott. Lubrano,
Circa un anno fa ho investito su diversi fondi (tutti proposti dal mio gestore family) una certa cifra. Avevo esplicitamente chiesto che i fondi fossero tutti svincolabili in qualsiasi momento. Con mia grande sorpresa, pochi mesi fa, ho scoperto che uno di questi fondi ha, a quanto pare, tutte le caratteristiche di un fondo pensione, per cui quei soldi (cito testualmente), “non potro’ toccarli fino al momento in cui andro’ in pensione”. Mi rendo conto di aver firmato il relativo modulo e, poiche’ la legge non ammette ignoranza, so di essere in una posizione difficile. D’altronde il mio gestore family non si era premunito di informarmi di questo vincolo, per cui mi ero fidato, come al solito. Che lei sappia, esiste un modo per farmi liquidare subito quel fondo comunque? Sinceramente trovo inaccettabile che un istituto di credito privato possa “appropriarsi” dei miei soldi in questo modo, e non mi offra alcuna scappatoia per riottenerli quando ne ho bisogno.
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da Antonio Lubrano
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di Gennariello Squazzaglione il 01/1/70
Lentezza bonfico delle banche e fondi pensione
C’è fra di voi un esperto di dinamiche bancarie che possa rispondere alle due domande?
Io cercherò di informarmi.
Egr. dott. Lubrano,
le vorrei porre due quesiti in materia di banche, uno generico ed uno relativo ad una questione personale.
1- Ho notato che in molti paesi esteri, europei e non, un bonifico tra due banche diverse (anche un bonifico internazione), avviene pressoche’ in tempo reale, al massimo in 24 ore. Come mai le banche italiane chiedono 2 o 3 giorni lavorativi per un bonifico “su piazza” ed addirittura 5 o 6 per uno “fuori piazza”? Mi sembra un’anomalia difficilmente spiegabile se non col pensare che i nostri istituti di credito utilizzino i volumi scambiati quotidianamente tra gli utenti per guadagnare un po’ di interessi.
2- Circa un anno fa ho investito su diversi fondi (tutti proposti dal mio gestore family) una certa cifra. Avevo esplicitamente chiesto che i fondi fossero tutti svincolabili in qualsiasi momento. Con mia grande sorpresa, pochi mesi fa, ho scoperto che uno di questi fondi ha, a quanto pare, tutte le caratteristiche di un fondo pensione, per cui quei soldi (cito testualmente), “non potro’ toccarli fino al momento in cui andro’ in pensione”. Mi rendo conto di aver firmato il relativo modulo e, poiche’ la Legge non ammette ignoranza, so di essere in una posizione difficile. D’altronde il mio gestore family non si era premunito di informarmi di questo vincolo, per cui mi ero fidato, come al solito. Che Lei sappia, esiste un modo per farmi liquidare subito quel fondo comunque? Sinceramente trovo inaccettabile che un istituto di credito privato possa “appropriarsi” dei miei soldi in questo modo, e non mi offra alcuna scappatoia per riottenerli quando ne ho bisogno.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70
Causa per risarcimento qualità della vita
Non rida, signor Lubrano, la prego. E non cestini questa mia email.
Vorrei sapere se si può fare causa allo Stato e chiedere un risarcimento danni per la pessima qualità della vita che mi costringe a vivere…
Non rido e la prendo sul serio. Per dirle che qualcuno prima di lei ha già attuato la sua idea.
Un medico di Capaccio Scalo in provincia di Salerno, il dr. Vincenzo Barlotti, 56 anni, ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Salerno nel quale chiede al Comune, alla Regione e allo Stato un risarcimento di due milioni di euro “per l’alta sofferenza, il disordine e il degrado in cui sono costretto a vivere”.
Ha aggiunto che il senso civico del nostro Paese è ormai ai minimi storici e lui non sopporta più l’inciviltà degl’italiani.
I soldi gli servono, dice, per rifarsi una vita altrove.
Un atto provocatorio, mi pare fin troppo chiaro, ma sintomo di una esasperazione diffusa.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70






