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Consumi, Crediti, Da sapere

Il libro dei cattivi: nuovi iscritti

Secondo il rapporto annuale dell’Eurispes (uno dei più autorevoli istituti di studi economici e sociali) “ i fenomeni di sofferenza delle famiglie italiane tendono ad aumentare: il 28,6% delle famiglie non ha un reddito mensile tale da consentirgli di arrivare alla fine del mese; il 42,9% può sostenere economicamente le proprie esigenze di consumo solo utilizzando i propri risparmi; il 23,3% e il 18,1% delle famiglie, rispettivamente, dichiarano difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo e del canone di affitto “.
Secondo altre indagini va crescendo in tutte le regioni italiani il numero degli assegni non onorati. Dal Veneto, dove i protesti sono raddoppiati nell’arco degli ultimi due anni , alla Lombardia, alla Campania, alla Sicilia, alla Puglia. In tutta Italia, stando a quanto calcola la Camera di Commercio di Genova, ogni giorno quattromila assegni risultano scoperti. E’ anche questa una conseguenza della crisi economica che stiamo attraversando e che l’ottimismo di maniera dei nostri governanti non basta a frenare.
Si pensa immediatamente alla catena di suicidi di piccoli imprenditori – i più colpii finora – registrata dalle cronache proprio nel Veneto. E si capisce perché il famoso “libro dei cattivi” si stia arricchendo di nuovi iscritti .
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mag  10
20
alle 12:59
da Antonio Lubrano

Ultimo commento:

di barese il 01/1/70

Mi sà tanto che ritorneremo al baratto per il pane e la pasta siamo cosi indebitati che ci dovre...

Casa, Consumi, Crediti

Il flop della social card. E non solo

Enfatizzata al momento del lancio e fatti salvi i primi cinque-sei mesi, oggi la social card non serve più a niente. L’Inps risponde che mancano i fondi per rifinanziarla. I beneficiari dovevano essere secondo il governo un milione e trecentomila mentre invece sono state rilasciate soltanto 627mila social card. Una associazione di consumatori, l’Assoutenti, ha ricordato che dalle entrate della Robin Tax(quella sui petrolieri) – stimate in due miliardi di euro – ben 450 milioni avrebbero dovuto sostenere la social card. Finora la spesa a questo scopo non ha superato i 385 milioni, il 79% è andato a famiglie definite “relativamente povere” e il 21% a famiglie assolutamente povere.
Le carte, finchè sono state caricate, hanno consentito una spesa di 40 euro al mese. Molte però si sono svuotate all’insaputa dei titolari, creando non pochi imbarazzi e scene di disperazione alle casse dei supermercati.
Su questo flop è scesa la cortina del silenzio. E fosse il solo. Il piano casa, lanciato dal Presidente del Consiglio con grande enfasi(“fatevi una stanza in più”, era questo più o meno lo slogan) è stato praticamente affossato da comuni e regioni, né il governo centrale ha reagito in qualche modo per salvare la sua reputazione. E le proteste dell’Aquila per il centro abbandonato? Non ci è stato detto che la ricostruzione abruzzese procede con successo e con soddisfazione dei terremotati? Infine, ciliegina sulla torta, il termovalorizzatore di Napoli: promesso solennemente in piena emergenza rifiuti, adesso si scopre che l’appalto non è mai partito.
“Be’, so’ contento”, direbbe il Tognazzi scimunito dai pugni nel film “I mostri”. Andiamo pure avanti. Flop-flop.

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feb  10
28
alle 03:05
da Antonio Lubrano