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L’INPS “sbaglia” il conteggio dei redditi
Egregio dr. Lubrano , e’ giusto da parte dell’Inps togliere la pensione ad una invalida civile cieca al 100% di anni 83,affetta da retinite pigmentosa fin dalla nascita?
L’Inps,facendo il cumulo dei redditi ( l’invalida di cui le parlo ha solo la reversibilità del padre con l’INPDAP) conteggia anche il reddito catastale della casa di proprietà al 50% -dove abita insieme alla sorella pensionata ,anch’essa proprietaria del
residuo 50%. La casa non dovrebbe essere esclusa? Non solo, ma l’Inps sta recuperando un credito, a partire dal 2005, di quasi 10.000,00 Euro, togliendo ogni mese Euro 106,81 dall’accompagno senza avvertimento.
L’Inps sostiene che per cinque anni l’invalida ha percepito una pensione a lei non spettante.E se fosse così? L’Inps se ne ricorda dopo 5 anni? Le faccio presente, che da parte dell’Inps alcuni sostengono che la casa si esclude, altri dicono no.
Esiste una legge riguardo questi casi? E se si, per cortesia ,si può avere qualche notizia?
Maria Luisa Palermo, Roma
Come confermato dall’Inca, l’Istituto nazionale confederale di assistenza, la casa di abitazione dal 2002 non rientra nel coacervo dei redditi da considerare, insieme ai trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni, le competenze arretrate soggette a tassazione separata.
Se ho ben capito lei, sig.ra Maria Luisa, sta dando una mano alla sua anziana amica cieca. Per i motivi che le ho esposto sarebbe meglio che lei si rivolgesse direttamente a un patronato che possa intervenire per far valere i diritti della non vedente.
da Antonio Lubrano
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di Eliana il 01/1/70
Seicentomila richieste di case popolari
L’edilizia popolare non va avanti e i Comuni, grandi e piccoli, non riescono a fronteggiare la valanga di richieste. Solo a Milano ventimila domande: “In tutta Italia, mi ha detto l’Assessore alla casa Gianni Verga, hanno raggiunto e forse già superato le seicentomila”.
Come si spiega questo fenomeno in un momento in cui dal nord al sud l’offerta di case ha superato la domanda? Non più tardi di sei mesi fa il presidente di Assoedilizia Colombo Clerici ha fatto notare che proprio a Milano gli alloggi sfitti sono più di 80mila. E addirittura i canoni avrebbero subito una flessione del 10%.
Si spiega con la drastica caduta del potere d’acquisto delle famiglie. E’ pur vero che in Italia i proprietari di case sono la maggioranza(quasi l’80%) ma è altrettanto vero che i non proprietari devono destinare il 30% del loro reddito all’affitto. E anche chi dispone di un reddito di 2000 euro al mese non ce la fa a reggere la spesa e dunque il ricorso al Comune è inevitabile. Per colmo mai come in questa fase le amministrazioni comunali sono bloccate, non hanno fondi, sicchè i pieni edilizi che prevedono nuove case popolari sono fermi.
da Antonio Lubrano
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di Giuseppe il 01/1/70
Il flop della social card. E non solo
Enfatizzata al momento del lancio e fatti salvi i primi cinque-sei mesi, oggi la social card non serve più a niente. L’Inps risponde che mancano i fondi per rifinanziarla. I beneficiari dovevano essere secondo il governo un milione e trecentomila mentre invece sono state rilasciate soltanto 627mila social card. Una associazione di consumatori, l’Assoutenti, ha ricordato che dalle entrate della Robin Tax(quella sui petrolieri) – stimate in due miliardi di euro – ben 450 milioni avrebbero dovuto sostenere la social card. Finora la spesa a questo scopo non ha superato i 385 milioni, il 79% è andato a famiglie definite “relativamente povere” e il 21% a famiglie assolutamente povere.
Le carte, finchè sono state caricate, hanno consentito una spesa di 40 euro al mese. Molte però si sono svuotate all’insaputa dei titolari, creando non pochi imbarazzi e scene di disperazione alle casse dei supermercati.
Su questo flop è scesa la cortina del silenzio. E fosse il solo. Il piano casa, lanciato dal Presidente del Consiglio con grande enfasi(“fatevi una stanza in più”, era questo più o meno lo slogan) è stato praticamente affossato da comuni e regioni, né il governo centrale ha reagito in qualche modo per salvare la sua reputazione. E le proteste dell’Aquila per il centro abbandonato? Non ci è stato detto che la ricostruzione abruzzese procede con successo e con soddisfazione dei terremotati? Infine, ciliegina sulla torta, il termovalorizzatore di Napoli: promesso solennemente in piena emergenza rifiuti, adesso si scopre che l’appalto non è mai partito.
“Be’, so’ contento”, direbbe il Tognazzi scimunito dai pugni nel film “I mostri”. Andiamo pure avanti. Flop-flop.
da Antonio Lubrano
Problema di nuda proprietà.
Dott. Lubrano
Sono alla disperata ricerca di qualcuno che mi spieghi la “nuda proprietà”.
Erede di un terzo di una casa con giardino (1982), la madre dona la metà del suo terzo a entrambi gli eredi. I due eredi diventano così pieni proprietari del bene indivisibile. Dopo alcuni anni di tira e molla si addiviene alla divisione, la madre si riserva il diritto di abitazione nella casa.
Nel 1985 ho acquistato la casa e metà giardino a prezzo di mercato e liquidando così l’altro erede. Col senno di poi, non lo rifarei mai più.
Coabitando con mia madre nella casa (stesso appartamento) la mia vita famigliare non è stata delle più felici, anzi. Continui dispetti e screzi con l’altro erede, che si è costruito la casa sull’altra metà terreno, diviso da un muro, e da alcuni anni seri problemi di salute di mia madre (91 anni), sotto tutela del giudice che ha nominato me come amministratore di sostegno (per fortuna). L’altro erede ambiva lui a diventare AdS con cavilli giuridici e false accuse, nonché la mia posizione di possessore di nuda proprietà sulla casa. Credevo di avere comperato una casa che per 28 anni l’ho tenuta nei migliori dei modi (tante spese per migliorie, manutenzioni, ecc.) ma adesso per il codice civile mi ritrovo ad essere ospite di mia madre, che se fosse per le sue possibilità finanziarie, sarebbe già un rudere.
La nuda proprietà ha un termine? escludendo la morte di mia madre, come mai posso vendere la nuda proprietà se sono ospite? Dov’è sparito il mio terzo d’eredità? Per la mia semplicità sono stato “truffato” da tutti, compresi legali e notai. Chiedo aiuto per risolvere il “PROBLEMA”.
Non sono un legale e non posso darle una risposta legale.
Precedendo però per esperienza e buon senso, sulla base delle sue informazioni le dico che:
1) la nuda proprietà cesserà solo alla morte di sua madre che si è riservata il diritto di abitazione “vita natural durante.”
2) Lei, essendo proprietario di tutto il bene, può venderlo in qualunque momento ma solo come “nuda proprietà”, ovvero senza il diritto di abitazione che invece è riservato a sua madre. Quindi a un prezzo di circa il 30% inferiore a quello di mercato per una casa totalmente libera.
da Antonio Lubrano
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di alisca il 01/1/70
Chi paga la manutenzione?
Caro Dott. Lubrano non vorrei farle diventare ripetitivo questo problema ma anche io ho un problema con il riscaldamento del mio appartamento (impianto autonomo-solo ed unico impianto di aria condizionata e pompa di calore che praticamente è come se non ci fosse sia d’inverno che d’estate, e non è un problema di gas, è solo da sostituire), anche in questo caso spetta aggiustarlo a me o è manutenzione straordinaria che spetta al proprietario?
Se l’impianto non ha mai funzionato bene era da contestare, da subito, al padrone di casa.
Se invece è vecchio e il costo della riparazione appare esorbitante o pari all’acquisto di un nuovo impianto si deve trovare un accordo con il padrone di casa.
Se invece si tratta di una semplice riparazione, mi dispiace, ma tocca a lei.
da Antonio Lubrano
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di Luigi il 01/1/70
Chi paga per l’installazione dei doppi vetri?
Caro Dott. Lubrano vivo in un’appartamento in affitto ove i serramenti delle finestre sono vecchi e non garantiscono un sufficiente isolamento termico; ho diritto di chiedere al propietario l’installazione delle doppie finestre?
Purtroppo no.
Al proprietario di casa spetta la manutenzione straordinaria dell’immobile. Tutto ciò che rientra nella manutenzione ordinaria – e gli infissi lo sono – è da imputare all’affittuario.
Non solo. Lei, se vorrà cambiare gli infissi, dovrà comunque chiedere il permesso al proprietario che potrebbe sempre negarglielo.
Ovviamente lei potrà anche proporre al proprietario di dividere le spese visto che la casa, comunque, acquisterà valore.
da Antonio Lubrano
Chi paga l’ascensore?
Dott. Lubrano, vivo in un palazzo di sette piani che originariamente era di sei. L’ascensore arriva fino al sesto. Ora l’impianto dev’essere ristrutturato(perché è vecchio), allora ho proposto di farlo arrivare fino al 7° visto che io sono proprietario di tre appartamenti. Se ciò fosse possibile, le spese devono essere ripartite fra tutti i condomini a seconda dei millesimi oppure in altro modo?
L’argomento ascensore è uno di quelli su cui si accendono le maggiori controversie. Il dubbio principale riguarda proprio la divisione dei costi: se si segue il criterio dei millesimi di proprietà oppure quello utilizzato per le spese d’uso e di manutenzione ordinaria (metà in ragione dei millesimi, l’altra metà in ragione dell’altezza di ciascun piano dal suolo). Secondo la Federamministratori, sembra comunque preferibile il criterio dei millesimi di proprietà. Non c’è dubbio sul fatto che la presenza di un nuovo ascensore contribuisca ad accrescere il valore di tutto l’edificio, non solo quello degli appartamenti agli ultimi piani.
da Antonio Lubrano
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di Consuelo il 01/1/70
Ho un problema un pò particolare da spiegare, riguardante i...
Piano nobile o millesimi?
Caro Lubrano, abito al secondo piano di una palazzina di tre piani e pago una rata condominiale più alta di quella dell’inquilino del piano di sopra, che ha la stessa metratura del mio appartamento e un garage quasi il doppio del mio.
L’amministratore sostiene che il secondo piano è considerato il piano nobile e quindi ha più millesimi rispetto a quello del piano superiore.
E’ vero? Io vorrei far fare il conteggio dei millesimi da un geometra e lui ha detto che è a mie spese. E’ giusto?
.
Il concetto di piano nobile è ormai superato. Valgono altri parametri per calcolare il coefficiente millesimale. Es. l’esposizione, il soleggiamento dell’appartamento.
La verifica che lei chiede – ossia la perizia di un geometra – è a sue spese. Se dovessero emergere differenze è l’assemblea condominiale che decide all’unanimità se accettare o no i nuovi conteggi. Se non si raggiunge l’unanimità, lei può presentare richiesta a un tribunale. E sarà il giudice poi ad obbligare il condominio ad accettare la sua decisione. Ma quanto ha pagato in eccesso non è recuperabile, non c’è retroattività.
da Antonio Lubrano
Spese notarili ed ipoteca
Carissimo Lubrano, è stata finalmente cancellata la penale per l’estinzione anticipata di un mutuo ma le spese notarili per cancellare l’ipoteca, no?
E’ stata abolita anche l’autentica notarile per cancellare l’ipoteca dopo l’ultima rata pagata del mutuo. Dev’essere la stessa banca a comunicare entro trenta giorni l’estinzione alla Cancelleria.
Voglio ricordare che le penali sono state abolite con una delle cosiddette lenzuolate di Bersani, sia per l’acquisto della prima casa che per l’acquisto di immobili a scopo professionale e per le ristrutturazioni.
da Antonio Lubrano
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di Ettore il 01/1/70
Archivio di famiglia
Caro Lubrano,
Io so che le bollette dei servizi – luce, gas, telefoni, acqua – bisogna conservarle per cinque anni.
Ma le spese di ristrutturazione della casa per quanto tempo devono restare nell’archivio di famiglia?
Dieci anni.
E’ la durata più lunga, come per le ricevute del canone tv o per le attestazioni di contributi previdenziali.
da Antonio Lubrano






